La Parola ai Libri

La parola ai libri
di Gian Franco Grilli

Non passa mese che non escano nel mercato editoriale alcuni libri sulle musiche e sulle culture di quel mondo a cui guardiamo con particolare attenzione, quello delle tradizioni latine, afrocaraibiche e afroamericane. Quelli che vi segnalo o recensisco sono soltanto una parte di quanto è stato pubblicato o che abbiamo ricevuto nel corso delle ultime settimane, libri che ci permettono di saperne di più su vari argomenti, tra musica africana, blues, canzone jazzata, fado e romanzi.

Tre di questi volumi sono dedicati alle musiche nordafroamericane. Il primo titolo è La terra del BluesDelta del Mississippi. Viaggio all’origine della musica della musica nera (Il Saggiatore, Milano – € 39,00) un classico scritto in inglese nel 1993 da Alan Lomax (1915-2002) alla fine di una carriera spesa nello studio e nella divulgazione della cultura popolare afroamericana. “Alan Lomax – scrive Alessandro Portelli nella prefazione all’edizione italiana – non aveva nemmeno diciotto anni quando cominciò ad accompagnare suo padre John Avery Lomax nelle carceri e nei campi di lavoro del Sud per registrare i canti dei condannati ai lavori forzati durante la Grande depressione”. Un lavoro certamente ponderoso sul blues, una ricerca che tiene conto sì dei suoni, ma anzitutto delle persone e del contesto storico-sociale dove vivono. Ne esce così anche un quadro sulla storia della democrazia e della lotta contro il razzismo. Un testo – in parte saggio, in parte raccolta di conversazioni – arricchito di aneddoti, testi di canzoni con dettagli sulle tecniche esecutive, che rappresenta il frutto di sessant’anni di viaggi di questo bianco texano fra la gente nera del Delta del Mississippi, dove scoprì artisti come Huddie Ledbetter, Muddy Waters, Son House. “Senza Alan Lomax forse non ci sarebbe stata l’esplosione del blues, e neppure i Beatles e i Rolling Stones” recita Brian Eno nelle note di copertina di questo prezioso volume di circa 500 pagine e con belle immagini in bianco e nero.
Dallo stesso editore proviene anche il secondo titolo: è il monumentale lavoro della musicologa-musicista Eileen Southern, La Musica dei Neri Americani. Dai canti degli schiavi ai Public Enemy (Il Saggiatore, Milano – € 45,00). E qui ci troviamo di fronte ad un testo veramente unico: è il primo lavoro in assoluto che affronta con una prospettiva nuova ben oltre 400 anni di storia afroamericana. Infatti, il percorso a ritroso delle indagini degli studiosi finora si era fermato alla metà dell’Ottocento. Eileen Southern, invece, ha voluto ridisegnare la storia completa della musica nera, dalle origini africane fino ad oggi per dimostrare che jazz, blues, ragtime, spiritual, bebop, soul, pop, dance e rap sono rivoli di un unico fiume creativo, legato a doppio filo al destino di quel popolo di ‘danzatori, musicisti e poeti” comprato, incatenato e rivenduto nel Nuovo Mondo. Una storia tragica che iniziò nel 1619 – secondo una testimonianza del capitano John Smith comparsa nella Generall Histoire of Virginia – quando “verso la fine di agosto arrivò una nave da guerra olandese che ci vendette venti negri”: è il primo sbarco di uomini di colore nelle colonie britanniche, gli odierni Stati Uniti. Ma il lavoro dell’autrice comincia dalla cultura ancestrale dell’Africa, osservando musica, danza e strumenti di quel continente, poi si addentra nell’età coloniale, parla del ruolo della Chiesa Nera, degli incontri delle varie culture in campo, dei precursori della canzone minstrel, via via fino a giungere all’ascesa del ragtime, del blues, del jazz, sino al rap e al gospel contemporaneo. Incomparabile per completezza, scritto con linguaggio chiaro, avvincente, ogni appassionato o studioso di black music non potrà prescindere da quest’opera, giunta alla terza edizione, che documenta in modo dettagliato, attraverso le note musicali, le tappe del riscatto dei neri d’America. Leggendo queste 686 pagine – con numerose illustrazioni ed esempi musicali – abbiamo appreso un sacco di aspetti storici finora largamente sconosciuti.
Non discute di storia, invece, il terzo libro dedicato all’universo afroamericano. Infatti, l’ottimo volume, ancora fresco di stampa, del musicologo Stefano Zenni, I Segreti del Jazz.Una guida all’ascolto (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, Viterbo – 324 pagine, + Cd rom. € 25,00), spiega al lettore il linguaggio del jazz e come comprendere appieno le musiche afroamericane. Concepito con un metodo innovativo e interdisciplinare, questo progetto rappresenta una sorta di ‘terzo orecchio’ come supporto al cd allegato. Uno strumento offerto all’ascoltatore per scoprire e gustare i segreti del jazz. Con un ossimoro: un libro da ascoltare, ovvero leggere e poi ascoltare ogni esempio citato nel testo. In totale sono 400 i brani messi a disposizione in due forme: oltre i 100 temi presentati nel cd allegato al libro, ci sono quelli che potrete ascoltare sul sito apposito di Stampa Alternativa www.stampaalternativa.it/libri.php?id=978-88-622-007-1.
La selezione proposta è la più completa antologia del jazz tra il 1906 e il 1956, presenta tutti i grandi maestri del jazz che rientrano in questo arco temporale, ma ci regala anche alcune rarità e una ristretta selezione di jazz europeo.
Un libro straordinario sul linguaggio del jazz e, lo ripeto, non sulla storia del jazz, anche se ogni tanto nel testo l’autore non può fare a meno di spiegare alcuni fatti o alcuni termini essenziali, ad esempio sul significato della parola jazz. Per il neofita è essenziale leggersi prima un buona storia del jazz, facile da reperire in libreria. Poi con questa eccezionale guida si potranno apprendere passo passo non solo le sonorità del jazz, ma i meccanismi del fare musica, dall’improvvisazione alle poliritmie. Per i cultori di musica afro-latina, segnaliamo il capitolo ‘Le regole del ritmo’ dove si parla delle proprietà della time lime asimmetrica irregolare, “formula che è alla base dei ritmi di quasi tutta la musica popolare, come salsa, calypso, cumbia, samba, milonga, tango…”. Un libro che colma un vuoto e favorisce la conoscenza dell’arte dei suoni anche ai non addetti ai lavori. Merito di Stefano Zenni e dei suoi collaboratori. Chapeau.

 

Altro titolo interessante, questo dedicato ad una variante della musica più rappresentativa del Portogallo: Il fado di CoimbraStoria e significato sociale della canzone accademica portoghese di Carlo Giacobbe (Besa Editrice, Nardò – 220 pagine, con Cd musicale allegato. € 15,00). Onde evitare confusioni l’autore parte subito col dire che “il fado di Coimbra, è una sorta di sottogenere di una musica quintessenziale del Portogallo, quasi sconosciuta ai più, compresi gli specialisti”. Carlo Giacobbe, giornalista e docente universitario, che ha vissuto a Lisbona tra il 1986 e il 1990, racconta che il fado è una musica che prende corpo, meno di due secoli fa, nel sottoproletariato urbano di Lisbona e poi si estende in tutto il paese lusitano. Ma poi ci pone di fronte a due interrogativi. Il fado si identifica totalmente con Lisbona? Si può parlare di un fado di Coimbra? Giacobbe affronta l’argomento con equilibrio, dando voce alle varie ipotesi, poi presenta gradualmente le caratteristiche specifiche della canzone di Coimbra, o fado di Coimbra, che è l’oggetto del libro. Quella corrente di fado che reclama il riconoscimento della propria originalità e autonomia dal più celebre fado lisbonese. E vengono evidenziate alcune differenze: il fado a Lisbona, praticato dalle donne, rimane all’interno di locali pubblici, ristoranti, teatri di varietà; quello di Coimbra, espressione maschile, si svolge all’aperto, nelle piazze, nei giardini e nei parchi che abbelliscono la città. In questa tenzone c’entrano anche gli strumenti. Infatti, tradizione vuole che il fado sia accompagnato da due chitarre, una chitarra classica e la guitarra portuguesa. E di quest’ultimo cordofono ne esistono due tipi: quello di Lisbona e quello di Coimbra, diversi, così da tenere viva lo polemica tra i contendenti. E allora un capitolo del libro con puntualità descrive con cenni su organologia, tecnica strumentale e struttura melodico-ritmica le differenze tra i due tipi di guitarra portuguesa, simbolo del fado e della cultura portoghese. Su un aspetto, invece, sembra ci sia accordo: il fado nelle sue varianti, è punto di confluenza dei caratteri del romanticismo, canta i temi del dolore, della morte, del riscatto sociale dei popoli attraverso le loro azioni, e sono riconducibili in qualche misura i sentimenti della saudade. Anche qui siamo di fronte non solo ad una forma musicale ma un fenomeno culturale più vasto e complesso. Ma tutto diventa più facile e comprensibile seguendo il percorso di queste pagine e ascoltando 16 brani del cd allegato interpretati da Carlo Giacobbe, che è anche cantante di fado e con il gruppo ‘Fado entre Rios” promuove la conoscenza di questa cultura in Italia.

Sempre in ambito musicale, segnaliamo due titoli curiosi dell’editore Zona di Arezzo: La canzone jazzata di Pierluigi Siciliani ( € 18,00), ottant’anni di storia della canzone italiana attraverso i protagonisti principali, e il titolo Odio il jazz e altre strane musiche di Franco Foschi (€ 16,00), racconti sulla musica, i bluesmen e, naturalmente, sul jazz.
Jazz Tales è il titolo del volume scritto a quattro mani da Vittorio Franchini ed Elena Carminati, un gruppo di racconti sui grandi del jazz (Ear Books – Edel Italia – 130 pagine, con allegati 4 Cd).

La musica è la mia signora è l’autobiografia di Duke Ellington finalmente pubblicata in Italia da Minimum Fax (€ 17,00).

Concludiamo, invece, con un romanzo per tutti: Tre belle cubane, pubblicato da Neri Pozza Editore di Vicenza (370 pagine. € 18,00), scritto da Gonzalo Celorio, che insegna letteratura iberoamericana alla Universidad Nacional Autonoma di Città del Messico, considerato uno degli scrittori più importanti della letteratura messicana e centroamericana. Ricostruendo la storia della sua famiglia – che ruota attorno alle tres lindas cubanas, Virginia, Rosita e Ana Maria, le tre ragazze che trascorrono l’intera infanzia e giovinezza all’Avana – l’Autore ci restituisce il quadro di un paese dove il secolo trascorso ha scritto una delle sue pagine più intense. Luci e ombre di Cuba attraverso una grande saga familiare.

Gian Franco Grilli

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