Raul presenta il nuovo album live audio + dvd. Un esempio che apre una ‘terza via’ a Cuba, forse. Comunque sia, i curatori e le parti coinvolte nel progetto Volver a Cuba hanno fatto un ottimo lavoro per il trionfo della convivenza di pensieri differenti.
di Gian Franco Grilli
“Era molto importante per me suonare a Cuba, di fronte ad un pubblico che capisce la mia musica, i miei testi. Ne avevo bisogno, come un figlio ha bisogno di sentirsi dire da suo padre che è orgoglioso di lui”. Così Raul Paz ha aperto le performance del giugno 2007 per il suo ritorno a casa dopo quindici anni di esilio. Non un rientro qualunque, ma una raffinata operazione tra concerti, riprese filmate e registrazione per l’album live in Cuba. Un vero evento, che ha avuto successo grazie al negoziato tra l’artista cubano residente in Francia e le istituzioni del governo fidelista. Ora questo lavoro è raccolto nel cd audio + dvd Raul Paz! En vivo! Volver a Cuba (naïve). “Il dvd è sempre stato un sogno d’infanzia – dice il trentottenne Raul – e chiudere un ciclo in questo modo è stato straordinario. Emozionante, poi, l’accoglienza con il tutto esaurito e soprattutto il pubblico che conosceva le mie canzoni: non mi sembrava di essere stato assente per tanto tempo”.
Un ritorno momentaneo perché Raul nei concerti canta, e lo sottolinea, “me quedarè siempre cubano, aunque no cuenten conmigo” (io sarò sempre cubano, tuttavia non contate su di me). E le deduzioni da trarre sono facili.
Volver a Cuba, oltre alle 14 tracce del cd audio, presenta su dvd le registrazioni effettuate al Cine-Teatro Acapulco dell’Avana e al Teatro “El Milanés”di Pinar del Rio, con l’interpretazione live dei brani più coinvolgenti tratti dagli album già pubblicati dal cantante cubano-francese: Mulata, Revolución, En Casa. Si tratta di performance che hanno registrato livelli emotivi differenti. Infatti se lo spettacolo dell’Avana è stato l’incontro ufficiale con il pubblico cubano, quello svolto nel grazioso teatro rococò ‘El Milanés’ di Pinar del Rio ha significato il trionfale ritorno a casa, tra famigliari, amici e concittadini, quelli che l’hanno visto esordire su quel palcoscenico all’età di 9 anni.
La musica odierna di Paz è una miscela di son, r&b, soul, funky e pop sostenuta da una numerosa band dove spicca il canto con timbrica e tecnica atipiche per un vocalist cubano, un po’ francesizzante che riecheggia qua e là il chansonnier belga Jacques Brel (scomparso nel 1978). Le canzoni più trascinanti di questa produzione, quelle che facevano ondeggiare maggiormente il pubblico presente, mi sembrano quelle di stampo afrocubano con l’inserimento nella band, per l’occasione, di un paio di percussionisti e di un tresero locali. Ovvero cubani, perché il gruppo stabile che accompagna Raul è multietnico.
Per concludere: un cd di musica gradevole ma niente di più, che consiglio però di ascoltare dopo aver visionato l’ottimo dvd, con belle immagini, filmati, videoclip, bonus e interviste azzeccati, che fanno apprezzare meglio l’insieme e tollerare qualche deficit sonoro. Ma il valore aggiunto dell’album/dvd sta nei traguardi extramusicali raggiunti dal progetto: una dimostrazione che nella diaspora cubana è possibile – anche se non facile – un futuro di riconciliazione e accettazione delle differenze. Una terza via è possibile? Forse sì. Parole e suoni di PAZ.
Gian Franco Grilli























