Javier Girotto: tango-jazz tra emozioni e memoria

Crossroads 2008 – rassegna di concerti itineranti in Emilia Romagna – ha fatto tappa lungo la via Emilia per proporre agli appassionati di musica afroamericana una serata di tango in jazz. L’appuntamento – che si è tenuto venerdì 14 marzo al Centro Congressi Artemide di Castel San Pietro Terme (Bo) – oltre a confermare il sempre più stretto binomio tra jazz e tango, ha messo in rilievo le grandi doti strumentali ed espressive del sassofonista argentino Javier Girotto, per l’occasione accompagnato dagli Aires Tango, la formazione che il musicista di Cordoba ha ideato nel 1994 assieme a Michele Rabbia (percussioni), Alessandro Gwiss (piano) e Marco Siniscalco (basso). Ottimi strumentisti.

Una serata di grande musica tra jazz, tango, sound contemporaneo, ricca di emozioni e accenti andini, ma anche di parole impegnate per dare voce alle vittime, ai Desaparecidos dell’Argentina, cui Javier ha dedicato i brani eseguiti durante il concerto tratti da Trentamila Cuori, l’ultimo cd, il nono della loro produzione, uscito nel 2006 (Il Manifesto). Un progetto di denuncia, una memoria che Girotto ha voluto ricordare al pubblico così:
“Anche se sono passati più di 30 anni da quel colpo di stato, continua a sparire della gente ….stanno andando avanti le cause contro i militari responsabili… ci sono cose insolite …. ora , grazie alle nonne, abuelas, che hanno creato una banca dati del dna, stanno venendo fuori le identità dei figli (hijos) adottati da militari che torturano i loro padri. Per la prima volta, due giorni fa una figlia con grande coraggio ha denunciato i suoi genitori adottivi, che facevano parte dei militari di quel tempo. E in relazione a questa triste vicenda – ha concluso Javier – vogliamo fare un omaggio alle Abuelas de Plaza de Mayo che continuano questa vera lotta senza fine”.

Il venerdì di latin jazz, inserito nel cartellone di Cassero Jazz 2008, ha poi ceduto il passo ad altre sonorità durante il weekend. Sabato: una buona performance di Michele Rabbia in solo, tra mille percussioni, poesia e teatro, prima del free jazz, a mio avviso datato e debole, del duo chicagoano Roscoe Mitchell – Wadada Leo Smith. Domenica: sempre da Chicago, Nicole Mitchell Indigo Trio, ma tutt’altra rumba rispetto ai concittadini del sabato sera, una formazione con swing da vendere, dove il flauto ‘magico’ della brava Nicole ha dialogato brillantemente con la potente e magistrale ritmica del fantasioso contrabassista Harrison Bankhead e del sontuoso ed energico multipercussionista Hamid Drake.

Gian Franco Grilli

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