Los Dinamicos, nuovi ballerini da La Havana Cuba

Per chi viaggia sovente in quel di Cuba, le mie raccomandazioni (o consigli) possono suonare inutili. Ma non fa mai male ascoltare un’opinione in più.
Vivendo in Havana e frequentando l’università di questa splendida città, vengo spesso a contatto con persone delle più disparate nazionalità alla ricerca di professori privati di ballo. E qui si vede di tutto.
Troppo spesso siamo noi italiani quelli che ci fidiamo troppo velocemente del primo cubano che vediamo ballare bene, e non analizziamo tutte le opportunità.
Ovvio, se non si ha molto tempo a disposizione o non si sa a chi rivolgersi per avere informazioni in merito, si sceglie in fretta.
Vorrei solo ricordare che, a seconda del livello di ballo a cui già si è ed a cui si aspira, esistono varie opzioni.
I migliori insegnanti, generalmente, sono quelli professionali e che insegnano nella varie scuole, peraltro famosissime ovunque. Dirigersi quindi alla ENA (Escuela Nacional de Arte) o all’ISA (Instituto Superior de Arte.), dove vengono ammessi anche studenti provenienti da qualsiasi nazione.Però non sempre la regola vale. Anche qui abbiamo l’eccezione.
Meglio, tante eccezioni.
Si possono infatti trovare bravi maestri di ballo (anche se non hanno esattamente la qualifica di “professore” da parte di una scuola) in diversi posti frequentati da stranieri.

Per esempio: La Casa della Musica (attualmente sono due: una in “Miramar” ed una in “Centro Habana”); nel “Callejon de Hamel” ed altri luoghi dove si balla rumba.
Io vi racconto la storia di una di queste eccezioni. La storia di un “callejero” senza nessuna preparazione accademica che però attualmente è uno dei massimi esperti nella sua specialità: la rumba.
Conosco “el manguero” (al secolo Julio Geovanny Torriente) da tempo. Appare sempre nei luoghi dedicati alla rumba. Sapevo che è un grande ballerino ma non avevo idea della sua altrettanto grande esperienza ed inventiva.
Originario di Matanzas, dove ha mosso i suoi primi passi ed imparato a conoscere l’essenza del ballo, sostiene che è proprio quella la città cubana dove, anche oggi, si può vedere la migliore rumba di Cuba. E, se lo dice lui, ci crediamo pure.
Con anni di esperienza alle spalle, Julio ha già ballato in vari paesi cominciando dal Canada (ancora molto giovane) per finire con la Repubblica Domenicana (ultimo viaggio intrapreso). Oltre ad essere ballerino (ovviamente da lezione di ballo anche a stranieri…. nel caso possa interessare), è un ottimo coreografo ed ora anche direttore.
Infatti, ha unito (dopo la sua precedente esperienza col gruppo “Salsa caliente”) tre ragazzi incontrati per caso, ed ha deciso di cogliere una sfida: creare un gruppo di ballo “distinto y diferente”. Cosa alquanto difficile in Cuba.
Il suo gruppo pretende essere qualcosa di nuovo, e stanno lavorando perchè questa pretesa diventi presto realtà.
Si chiamano “los dinamicos”, perchè la loro essenza è quella di trasmettere energia e dinamismo. La caratteristica principale a cui aspirano (e che hanno già cominciato a dimostrare) è quella di unire vari movimenti, derivanti dai distinti ritmi, in una fusione senza limiti. Per capire meglio la cosa, ho seguito una prova del gruppo.
Facile è trovarli, dato che provano nel solar di un ristorante abbastanza conosciuto e frequentato della calle 23 n.759, tra B e C. Il punto di riferimento è il ristorante “El Amor”, chiedete e ci arrivate sicuramente.
Ho seguito le prove di due coreografie, sulle musiche di Van Van. La musica è quindi la classica salsa cubana, ma loro non hanno assolutamente ballato nulla di così classico. El manguero, sta montando queste coreografie unendo moltissimi movimenti di rumba (di cui è esperto), di son e di danzon a quelli classici della salsa (a dire il vero, usa molto pochi “classici”). In più sta abituando i ragazzi ad usare anche l’arte teatrale durante i loro numeri. Questo è molto interessante perchè si possono vedere i tipici giochi di seduzione che si sviluppano tra uomini e donne, e le sfide lanciate soprattutto dalle donne al “macho cubano”. Utile per imparare anche le tipiche espressioni usate dalla gente locale in certe situazioni un pò “piccanti”.
Altra caratteristica che Julio sta cercando di trasmettere ai suoi ragazzi, è quella di ballare con oggetti inanimati, quali – per es. – le bottiglie. Lui è abituato a farlo, perchè quella di ballare bendato dentro ad un cerchio di bottiglie o con fuochi vari che gli lambiscono il corpo, è una delle cose ormai normali per “el manguero”.
Molto suggestivo è stato anche il luogo dove stanno provando, da lì si ha una vista stupenda del centro della città e vale la pena passare la prima domenica del mese (nel caso foste in viaggio da queste parti), giorno in cui si svolge uno spettacolo pomeridiano in quel che viene chiamata “la peña de Elda Carrillo”
Mi sono divertita e credo potrebbe essere istruttivo per molti.
La cosa incredibile poi è vedere il feeling raggiunto tra i quattro membri in così poco tempo di prove, soprattutto se consideriamo la giovane età dei tre componenti scelti da Julio. Si tratta infatti di due ragazze di soli diciassette e diciotto anni e di un ballerino di soli ventuno anni. Le ragazze sono: Dayana Caballero Veranes e Yaimara Castillo Valdès. L’altro componente maschile invece, è Michel Lara Masabeau. Tutti e tre sono dell’Havana e sono molto soddisfatti di avere quest’opportunità di ballare col Manguero.
Li si può vedere già di fronte al pubblico il venerdì sera al “Barrio Chino”, in Havana Vecchia e molti sono i progetti che bollono in pentola per loro.
Auguro quindi una felice carriera a “los dinamicos”, ricca di soddisfazioni e piena di opportunità per i giovani componenti. Agli amici lettori invece, ricordo che vale la pena approfittare di qualche lezione privata in Havana. L’offerta di buoni professori non manca ed i prezzi sono alquanto vantaggiosi. Per qualsiasi informazione, scrivete a moky@enet.cu

Monica Gerli

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