E’ in distribuzione secondo numero del magazine Latin Lover

Essere donne e detenere le redini dello spettacolo, nell’ambito dello scenario salsero della notte, non è sempre un’impresa facile. Ce lo racconta Barbarita, ballerina, coreografa (ha fondato il gruppo delle Sabrositas, appena reduci da un tour estivo), organizzatrice di serate, maestra di ballo, una dei protagonisti che hanno contribuito alla diffusione della salsa a Bologna. Erano gli anni ‘89 quando Barbarita fondò, insieme ad Alex, una delle prime scuole (ma non l’unica, già allora esisteva La Guagua ad esempio) di salsa, che ha lasciato una traccia fondamentale nei nomi a venire: El Montòn de Salsa. Ma erano altri tempi, i tempi dello Studios e del Mestizo, poi i tempi del City Club, i tempi magici in cui, per ballare egregiamente, non occorrevano sfilze di diplomini e stages dai sapori psudoesotici d’oltroceano. Coniugare le doti femminili della grazia e della civetteria con le relazioni pubbliche e con le malelingue può rivelarsi un’impresa impossibile. E che dire se la persona in questione è una ragazza giovane, indipendente, pure mamma, fidanzata con uno dei più gettonati Dj del momento? Eh sì, perché Barbarita ha una casa grandissima, vive con suo figlio, con sei cani, un coniglio ed un gato. Avete letto bene, non un gatto ma El Gato Dj, suo compagno di lavoro e di vita da 5 anni. Di lui ci racconta: “Appena ci siamo fidanzati ho capito che era l’uomo della mia vita. La qualità che più mi piace del suo carattere è che buono come il pane. Per sopportarmi deve essere un santo (San Gato, ndr)”
Qual è la difficoltà più grande, nel tuo lavoro, per una donna?
“Sicuramente coniugare vita privata e professionale. Per fortuna nel mio caso le due cose combaciano, altrimenti sarebbe difficilissimo. Un altro problema sono le critiche, che provengono per lo più dalla parte femminile del pubblico. Quando lavoravo all’Elisir, ad esempio, ho involontariamente ascoltato un discorso tra due ragazze nella toilette. Una di queste, riferendosi a me, ha detto “Quella là si crede una gran figa!”. Al momento ci sono rimasta malissimo, poi ho capito che le persone che fanno queste critiche senza conoscermi sono mosse da insicurezza. Inoltre confermo che nell’ambiente latino ho incontrato molte altre donne in gamba e non pettegole, insomma, non bisogna generalizzare, ma il fatto di essere donna indubbiamente ti espone di più alle critiche rispetto a un uomo.”
Secondo te le critiche sono solo negative?
“Assolutamente no, alcune sono costruttive. Personalmente, è stato grazie alle critiche che ho imparato a scendere a compromessi e a trattenere la mia esuberanza. Poi ci sono anche le critiche positive, quelle che ti danno conferme e che ti riempiono di carica.”
Descriviti
“Sono molto aperta, anzi, così tanto che a volte sarebbe meglio tenessi la bocca chiusa. Sono curiosa, un po’ vanitosa, indipendente (mi sono sempre arrangiata da sola), entusiasta della vita e, devo ammetterlo…molto spaccamaroni!”
Quali sono le cose importanti nella vita?
“La famiglia prima di tutto. Poi viene tutto il resto, il lavoro, la salsa, la musica, gli animali”
E le cose brutte?
“Non ci penso mai. Ora sono felice e lascio da parte i cattivi pensieri”
E’ importante l’aspetto esteriore?
“Purtroppo sì. Anche se dovrebbe avere meno importanza per tutti, me compresa”.
Che rapporto hai con le tue colleghe latine?
“Con alcune ottimo. Con altre ho avuto delle serie difficoltà a lavorare”
Qual è la cosa più bella che potrebbe accadere all’ambiente latino?
“Che ogni gruppo facesse una serata importante e non ci fossero più rivalità. Ma questa, lo so, è un’utopia…”.

Marilù Oliva

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