MILANO LATIN FESTIVAL 2019: QUATTRO CHIACCHIERE CON MAU Y RICKY

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Con la stessa incredibile energia positiva che hanno sfoderato sul palco, Mau y Ricky si sono presentati alla Conferenza Stampa nella sede milanese della Sony: intervista in inglese – su loro richiesta – ma sono entrati urlando “Hola” e salutando uno per uno i giornalisti presenti, stringendo la mano e baciando le esponenti femminili della stampa, prima di sedersi e rispondere a una lunga sfilza di domande.

“Siamo molto emozionati – hanno esordito – è la prima volta che veniamo in un paese di cui non sappiamo la lingua!”
Hanno poi proseguito scherzando: “Tutti pensano che siamo gemelli ma io (Mau) ho i capelli ricci e Ricky ha i capelli lisci… adesso però ce li siamo tagliati per confondervi le idee e rendervi più difficile riconoscerci!

Cosa vi aspettate dal pubblico italiano?
Non sappiamo cosa aspettarci dal pubblico italiano ma speriamo che sia caldo come sono gli italiani che è un popolo molto simile a noi latini! Sinceramente non ci aspettavamo di arrivare qui e trovare tutti voi giornalisti, pensavamo al massimo due o tre, così come non ci aspettavamo di trovare persone che ci venissero ad accogliere in aeroporto. Siamo piacevolmente sorpresi… Speriamo di riuscire a trasmettere al pubblico italiano con la nostra musica quello che non riusciamo a comunicare con le parole.

Da dove prendete ispirazione per le vostre canzoni?
L’ispirazione arriva dalla vita. Abbiamo capito che il segreto per scrivere musica è ispirarsi alla propria vita, a diversi episodi della nostra vita messi insieme, magari cercando di vederli con gli occhi di chi ci ascolta, sperando che si rivedano in quello che scriviamo e si sentano coinvolti dalla nostra musica.

Avete collaborato con molti artisti famosi…
Sì, abbiamo collaborato con tanti artisti noti e con loro abbiamo costruito anche un buon rapporto. Noi vogliamo fare musica, scrivere non solo per artisti che sono nostri amici ma anche per artisti che ammiriamo, con cui possiamo costruire qualcosa di valido, creare un legame in modo che dalla nostra collaborazione nasca qualcosa di molto bello.
Probabilmente faremo qualcosa anche con artisti italiani: siamo in contatto con Riki (di Amici -ndr) che già ha collaborato con i CNCO, è un ragazzo di grande talento. in questo momento lui non è in Italia per cui purtroppo non riusciamo incontrarci ma ci stiamo sentendo e molto probabilmente faremo qualcosa con lui, e forse anche con Baby K.

Quando avete iniziato a fare musica?
Facciamo musica insieme da 13 anni, io (Mau) ne avevo 12 e Ricky 15. Credo che le basi di questo rapporto siano rispetto e collaborazione: se uno vince, vince anche l’altro. Il fatto che abbiamo avuto questo sogno in due, che abbiamo sognato insieme questo lavoro, abbiamo riso e pianto insieme per costruirlo, ci ha aiutato a costruire un rapporto così stretto.</em

In un’intervista avete detto che il vostro obiettivo è essere ‘al numero uno’….
È vero, ma non vuol dire necessariamente essere al primo posto, vuol dire, per usare una metafora, che vogliamo essere sull’autobus: non importa essere seduti davanti ma importa essere sull’autobus. Importa essere in quel gruppo di persone che comunque fanno buona musica e sono in alto nelle classifiche. Poi, essere i primi è inteso anche come essere i primi per impegno, dare il massimo, essere felici in quello che facciamo, toccare le persone con quello che facciamo.

Cosa si prova ad aprire un Festival importante come il Milano Latin Festival?
Innanzitutto siamo contenti e stupiti di essere stati inseriti in questo Festival di artisti incredibili: c’è un calendario così ricco che vorremmo fermarci qua tutto il mese per andare a vedere i concerti! Per noi ovviamente è una grande soddisfazione ed emozione essere qui e addirittura aprire questo festival.. Per chi viene dopo.. Noi diciamo sempre che chi viene dopo di noi deve impegnarsi per superarci!

Vostro padre, Robert Montaner, è un cantante famosissimo in America Latina, quanto ha influito sulla vostra carriera?
La nostra famiglia ci ha sempre appoggiati e senza dubbio nostro padre ci ha dato tanti consigli, ma nello stesso tempo ha capito che noi dovevamo fare il nostro percorso e ci ha lasciato liberi di seguire la nostra strada.

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