Melting pot di musica e parole

Prosegue il nostro impegno per informarvi periodicamente su novità o ristampe del mondo discografico e librario così da agevolare le vostre scelte per arricchire gli scaffali di casa dedicati alla cultura. Lo ribadiamo ancora una volta: le proposte afferiscono prevalentemente all’ area culturale di riferimento di Salsa.it, ma, come avrete potuto notare in passato, alcuni titoli sono borderline e diversi autori un po’ periferici rispetto ai grandi nomi della scena internazionale e agli stili che solitamente trattiamo. Tuttavia, quelli che suggeriamo sono prodotti o personaggi che meritano di essere conosciuti. Come il giovanissimo cantautore Domenico Prótino a cui abbiamo affidato il compito di aprire questo poutpourri di dischi e libri, che riesamineremo in modo dettagliato nel corso delle prossime settimane e potrete leggere nelle rispettive rubriche del portale. Cominciamo allora dai dischi.

Domenico Prótino (Progetto Musica, distrib. Warner Music Italia) è l’album eponimo che registra l’esordio nel mercato internazionale del giovane cantautore, chitarrista e compositore pugliese. Questo talentuoso artista – ancora poco noto al pubblico italiano – non solo ha rappresentato il nostro Paese al Festival Internazionale della Canzone di Viña del Mar del Cile (il più importante festival dell’ America Latina e unico gemellato con il Festival di Sanremo) ma addirittura ha vinto questo prestigioso concorso con il brano La guerra dei trent’anni (traccia n.1 dell’album) aggiudicandosi due “gaviotas de plata” : i premi come migliore autore e migliore interprete. Da lì è iniziato il suo percorso professionale sostenuto da due produttori di lunga esperienza come Maurizio Dinelli e Beppe Carletti (leader dei Nomadi) che, tra l’altro, conoscono bene l’ambiente e lo spirito degli artisti del continente sudamericano.
Le dieci canzoni del disco, tutte firmate da Prótino, sono state registrate sia in italiano sia in lingua spagnola per il mercato dell’America Latina. Nelle prossime settimane contiamo di proporvi una chiacchierata con questo nuovo talento della canzone italiana che ha riscosso successo non solo dal pubblico cileno ma anche dalla critica sudamericana. Intanto vi consigliamo di ascoltare con attenzione questo cd che, secondo noi, racchiude alcune melodie davvero interessanti per una versione con una sezione ritmica afrolatina. (
www.domenicoprotino.com ).


Dalla canzone al jazz strumentale. Liebman Meets Intra, prodotto dall’etichetta romana Alfa Music (distr. Egea), è un album prestigioso, jazz d’autore e rivolto soprattutto a coloro che hanno uno spirito allentato verso il linguaggio afroamericano. Trentaquattro anni dopo l’incontro tra il saxbaritono Gerry Mulligan e la musica di Enrico Intra, protagonisti della suite Nuova Civiltà, il pianista-compositore milanese ora incontra un altro grande rappresentante del jazz nordamericano: Dave Liebman. Si tratta di due artisti con una stretta affinità poetica. Infatti, sia il pianista Intra che il sassofonista Liebman possiedono una visione ampia e multiforme della musica e interpretano il jazz come modus operandi piuttosto che come stile. Il progetto è arricchito dai contributi del contrabbassista Marco Vaggi e del batterista Tony Arco, i quali forniscono un tappeto ritmico accattivante per il sax e il piano che dialogano in modo serrato sugli undici brani – tutti a firma di Intra – registrati dal vivo al Teatro Villoresi di Monza e presso la Casa del Jazz di Roma. Tra le composizioni del cd segnaliamo quelle per noi più swinganti: Intramood e www.liebman.in. Corredato di booklet ricco di informazioni curate da Maurizio Franco, questa è una produzione imperdibile per i cultori di jazz.
Jazz energico, potentissimo, quello raccolto in Swing Out (MCJ Jazz – distr. Egea) della stupefacente Big Band di Bob Mintzer, il versatiile sassofonista membro anche dei Yellowjackets, il quartetto fusion con il quale Bob si è esibito in una performance scoppiettante lunedì 27 ottobre al festival Ravenna Jazz 2008. Ma torniamo al nostro nella versione mainstream, ovvero a capo dell’ensemble di venti maestri che nel 2002 vinse il Grammy Award con il disco “Homage to Count Basie”. Il nuovissimo Swing Out presenta, tra le altre, diverse composizioni di Bob Mintzer, due suoi originali arrangiamenti di classici come My Shining Hour e Someday My Prince Will Come e una bella cover di Minuano dove eccelle la voce di Kurt Elling. A parte gli interventi copiosi di Mintzer, meritano una segnalazione Jim Rotondi (tromba) e Phil Markowitz (piano) che si mettono in mostra fin dal primo brano e il trombonista Michael Davis che sfoggia un assolo magistrale in My Shinig Hour. Ma tutto il disco è swing esplosivo, e se questo pulsare venisse combinato con ritmi caraibici diventerebbe una straordinaria bomba sonora.

Affascinante la collezione di voci femminili realizzata dalla Putumayo e lanciata in questi giorni sul mercato con il titolo Women Of Jazz . Si tratta di uno straordinario omaggio che la vivacissima etichetta newyorchese ha voluto fare a dieci taluentuose vocalist nordamericane qui alle prese con brani provenienti da epoche diverse offrendo così un ventaglio musicale di grande valore storico. Le tracce raccolte nell’album riflettono la grande creatività delle cantanti prescelte per questo progetto che si manifesta in più punti del cd e in diversi modi, ad esempio con combinazioni magiche di jazz, rhythm & blues e country pop. Tra le interpreti, ricordiamo: Cassandra Wilson, Melody Gardot, Madeleine Peyroux e Della Griffin.
Sempre dalla Putumayo World Music ( www.putumayo.com ) è in arrivo un disco che può rappresentare una bella idea, economica, come strenna di Natale: A Jazz &/ Blues Christmas. Il cd riunisce dieci brani di grandi artisti della scena jazz, tra cui Ray Charles, B.B. King e. Ramsey Lewis. Un disco per dare un tocco di autentico swing alle festività di fine Anno che di solito sono accompagnate da colonne sonore abbastanze piatte.

Se poi amate la musica a cappella, il gospel e le vocalist band statunitensi eccovi l’ultima fatica discografica del brillante sestetto Take 6 pubblicata dall’etichetta Heads Up con il titolo The Standard (Distr. Egea). Sono tredici brani interpretati con piglio originale e svolti con quella precisione che contraddistingue da sempre l’affiatata formazione dell’Alabama giunta a quattordici album e a ben dieci Grammy Awards vinti.
Jazz elettronico ad altissima definizione, è proprio il caso di dirlo, l’ultimo progetto del chitarrista Biréli Lagrène: Electric Side. Per questo viaggio sonoro Lagréne si è fatto accompagnare da musicisti di grande spessore e tra i quali citiamo Andy Narell, in evidenza soprattutto nel brano Berga (traccia 6) con accenti caraibici dipinti dalle steeldrums, i metallofoni tipici di Trinidad ricavati da bidoni di acciaio. Il risultato complessivo dell’album è jazz rock pieno di groove e di energia, nove brani quasi tutti firmati da Lagrène, il vero mattatore in questo album.
Dall’etichetta Crammed Discs arriva il cd della Kocani Orkestar: The Ravished Brid (Distrib. Materiali Sonori). Chi segue la world music sa che questa è la più scatenata e funky delle fanfare balcaniche, vanta collaborazioni con artisti del calibro di Paolo Fresu, Antonello Salis, Cibelle, Balkan Beat Box e ha visto crescere la sua popolarità presso un pubblico sempre più vasto e variegato. Con questa produzione vigorosa e romantica continua il cammino per superare gli steccati musicali precostituiti, navigando tra canzoni d’amore, rock balcanico o classici della tradizione messicana come La Llorona (traccia n.4). E per questa particolare rivisitazione – che ci facilita l’avvicinamento ai suoni del continente latinoamericano – abbiamo voluto segnalarvi questo cd, molto interessante, ma – per tornare a quanto scritto all’inizio del pezzo – certamente periferico ai gusti prevalenti dei nostri lettori.

Dal Messico scendiamo in Sudamerica guidati non da un artista locale ma da una cantante di Alghero: Franca Masu, voce mediterranea ormai affermata, dalla timbrica densa di pathos, e che da qualche anno si rivolge con grande naturalezza alle sonorità di paesi lontani, come l’Argentina. Tango, milonga, valse e candombe sono i ritmi che il gruppo della Masu – completato da due grandi interpreti come Oscar Del Barba (piano) e Fausto Beccalossi (acordeón), e per l’occasione anche dal violinista Carlo Cantini – propone in una versione moderna, rielaborando vecchi brani popolari e alcune famose composizioni del tanguero italo-argentino Astor Piazzolla. Hoy Como Ayer (distr. Egea) è una sorta di “viaggio d’amore” attraverso sonorità argentine raccontato dalla superba voce di Franca Masu.
E dall’Argentina ci spostiamo tra i suoni di una delle più importanti potenze musicali del mondo: il Brasile. E lo facciamo con l’ultimo lavoro del Portinho Trio, Vinho do Porto (MCG Jazz- distr. Egea). Portinho Trio è il risultato dell’incontro di tre fantastici musicisti che hanno incorporato nel linguaggio del Latin Jazz accenti della tradizione brasiliana. Stiamo parlando dello straordinario batterista Portinho, trasferitosi negli Stati Uniti nei primi anni ’70; del pianista tedesco Klaus Mueller e del contrabbassista Lincoln Goines, pilastro della scena jazzistica della città di New York. Il trio qui è affiancato dal quattro volte vincitore di Grammy Jay Ashby (trombone e percussioni). In sintesi: undici interpretazioni dal ritmo contagioso di opere firmate da maestri geniali come Duke Ellington (Satin Doll), Ary Barroso (Aquarela do Brasil), Dom Salvador (Vinho do Porto), Antonio Carlos Jobim (Homage To Tom) e altri ancora.


Concludiamo la carrellata discografica con la cantante-chitarrista Rosa Passos che in Brasile considerano l’incarnazione femminile di Joao Gilberto. Nata a Salvador de Bahia, oggi conosciuta in tutto il mondo, vantando diverse collaborazioni non solo in ambito jazzistico e della musica brasiliana, Rosa Passos con questo nuovo Romance (Telarc – distr. Egea) addolcisce ulteriormente la tradizione più intimista del canto popolare brasiliano. Ascoltandola in queste dodici tracce (dove spiccano i timbri del jazz attraverso sax e tromba) sorge ancora una volta la domanda: è la musica brasiliana che si adatta al jazz o viceversa? E la risposta non è facile da trovare quando si è di fronte a incontri così calibrati tra due delle maggiori espressioni della musica moderna del Novecento. Un disco ricco di momenti davvero incantevoli, dove la voce calda della Passos passa in rassegna un repertorio variegato con bella mostra anche di brani classici di grandi autori brasiliani, da Antonio Carlos Jobim (Eu sei que vou te amar o Por causa de vocè) a Chico Buarque (Tatuagem e Cadê Você) a Djavan (Alibi, con un solo magnifico del sax tenore Vinicius Dorin), e altri. Un album giusto per celebrare con maniere soffici i cinquant’anni della bossa nova, ma anche la tradizione della canzone samba. Con saudade.

A proposito di libri. La scelta qui è molto più facile e snella. Anche perchè alcuni uffici stampa di editori importanti molto spesso snobbano e sottovalutano, purtroppo, i mezzi informativi che viaggiano su internet, newsletter di portali, a meno che non facciano parte di quei tre o quattro gruppi editoriali che controllano tutto il mondo della comunicazione. C’è da dire, inoltre, che molti operatori professionali hanno visioni ristrette sulle modalità della comunicazione integrata. Ma è un discorso che richiederebbe maggior spazio. E allora limitiamoci a segnalare le pubblicazioni degli editori, a nostro avviso, più aperturisti e lungimiranti, che apprezzano la nostra collaborazione nell’interesse della lettura inviandoci i materiali richiesti.
Da pochi giorni è uscita la seconda parte di 2666, il megaromanzo considerato il capolavoro di Roberto Bolaño che “punta verso l’abisso cieco di Santa Teresa, nel deserto di Sonora, in Messico, al confine con gli Usa” (D. Voltolini, Tuttolibri, 18-10-2008). Purtroppo per disguidi postali o per i motivi appena esposti, di “2666” (edito da Adelphi) possiamo dirvi solo che è in libreria.

Ma siamo in grado di suggerirvi invece sempre di Roberto Bolaño, cileno, scomparso a Barcellona nel 2003, tre dei suoi romanzi stampati in precedenza da Sellerio, casa editrice di Palermo che ringraziamo per la disponibilità e un servizio stampa davvero efficiente, apprezzamenti che valgono anche per gli altri editori dei libri qui proposti.
Il primo titolo di Sellerio è I detective selvaggi (edito nel 2003): un eccellente volume di 840 pagine. Arturo Belano e Ulises Lima, adepti di un’improbabile ed estrema avanguardia, il “realvisceralismo”, cercano attraverso l’America Latina la mitica fondatrice della loro avanguardia, Cesárea Tinajero, creatrice di un’unica composizione inedita e scomparsa nel nulla in anni distanti. Finzioni borgesiane e solitudini dei macondo convivono nelle invenzioni di Bolaño . Una sorta di falso poliziesco scritto con un piglio narrativo molto attraente dalla prima all’ultima riga.
Straordinaria inventiva Bolaño la dimostra anche con Notturno Cileno (Sellerio, 2003 – 166 pagine) e con l’opera scritta a quatto mani assieme A. G. Porta pubblicata nel 2007: Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce (188 pagine). Un maestro del mescolamento e della eversione dei generi letterari, qui in collaborazione con uno dei maggiori scrittori catalani d’oggi, racconta un intreccio d’azione violenta, una storia pulp. Le vicende di Angel Ros di Barcellona, innamorato di Ana, giovane delinquente sudamericana, della letteratura di Joyce, della musica di Jim Morrison e dei Doors. Tra rapine a mano armata e discussioni intellettuali la sete estrema di vita si consuma in una scorribanda anarchica e delittuosa.

Per coloro che amano ballare e leggere testi rilassanti, ecco un romanzo freschissimo di stampa e consigliato da tutta la critica internazionale. Lezioni di Ballo di Lucy Dillon (Garzanti – 494 pagine) descrive le vite di tre coppie e di un’insegnante di ballo che si intrecciano a ritmo di tango, fox trot, samba, rumba e cha cha chá. Una storia di amicizia, di amore, di segreti, di rivalità e di grandi passioni. Pagine per non smetter mai di sognare. Esempio che l’autrice segue nella vita reale attraverso le danze, rincorrendo il sogno di ballare il fox trot come Ginger Rogers.

Di ritmi cubani e dei suoi artefici pirincipali si parla, in lingua spagnola, nel bel libro che abbiamo ricevuto direttamente dall’autore, il professor Raúl Fernández, docente all’Università della California. Raúl è uno dei maggiori esperti di sound afrocaraibico e annovera diversi pubblicazioni sull’argomento. Hablando de Música Cubana(2008) è il titolo del suo ultimo volume stampato in Colombia ma non in catalogo da nessun editore. Il testo è articolato in dieci capitoli: da Sonando en cubano dedicato a Mongo Santamaria a Un abuelo de la salsa, ovvero Ignacio Piñeiro; in mezzo, altri otto gustosi capitoli che gli appassionati di musica afrocubana apprezzeranno come un cibo prelibatissimo. Per acquistare questo testo in spagnolo potete rivolgervi a
www.descarga.com.

L’ultimo libro di questa selezione narra l’elezione dell’88° presidente degli Stati Uniti d’America. Siamo nel 2228 e due candidati atipici sembrano voler stravolgere ogni piano. Autore di questo romanzo, pubblicato da Edizioni Controluce di Nardò (LE), è il brasiliano Monteiro Lobato. Nato nello stato di San Paolo nel 1882, Monteiro è stato un importante intellettuale, un editore, scrittore poliedrico che rivoluzionò la letteratura infantile e per questi meriti venne considerato il Rodari brasiliano. Morì nel 1948. Ma torniamo al suo volume appena uscito in Italia con il titolo,Il presidente neroUn presidente nero alla Casa Bianca?. Un testo con qualcosa di incredibile. Nella post-fazione si parla di questo libro – e secondo noi a ragione – come di un instant book del 1926! Infatti il romanziere ottant’anni fa aveva già previsto tutto: una società in cui vige il telelavoro e il voto telematico, l’elettorato ha accantonato la lotta di classe e si identifica con i suoi leader secondo il sesso e i coloro della pelle mentre negli Usa è in corso una campagna elettorale in cui a contendersi la presidenza, ci sono un conservatore bianco, un leader nero e una donna. E prevede altri eventi. Insomma pagine profetiche. E in attesa di trovare risposte convincenti alle domande scaturite dalla lettura delle storie raccontate in questo libro, a tutti voi: buona lettura.

Gian Franco Grilli

Lascia un commento

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here