Parole e fantasia d’oltre Oceano. Una selezione di titoli di sapore afro-latino-americano.

L’editoria continua pervicacemente a sfornare novità e in queste settimane c’è stata una vera vendemmia di libri scolastici, ma anche di manuali, saggi, romanzi e guide. In questa immensa e diversificata «vigna» di parole, purtroppo, ancora una volta constatiamo che il raccolto ha pochissimi grappoli di sapore afro-latino-americano e abbiamo faticato un po’ prima di rintracciarne uno con chicchi adatti ai nostri gusti, ma insufficiente per soddisfare poi la nostra sete letteraria. E allora siamo andati a recuperare anche prodotti di vitigni precoci – che ci erano sfuggiti – per arricchire il pacchetto che vogliamo proporvi. Anche se questi libri li abbiamo solo sfogliati, le note di presentazione in copertina e sulle bandelle ci fanno capire che sono testi meritevoli di essere letti.
Tuttavia, spaziando dalla narrativa alla musica, per spingerci fino ai viaggi e allo sport, è quasi inevitabile che alcuni degli argomenti proposti non siano di vostro interesse. Abbiamo scelto, quindi, di segnalarvi una rosa di titoli accompagnati da una brevissima descrizione che consentirà di verificare se la tematica di quel libro è di vostro interesse o meno. In attesa della recensione – che se vorrete potrete leggere prossimamente nella rubrica libri del portale – ecco la selezione.

Avana Killing è il titolo dell’ultimo romanzo di Gordiano Lupi, caporedattore de il Foglio Letterario e autore di numerosi libri ambientati a Cuba. E teatro della vicenda di questo originale giallo è la capitale dell’isola caraibica, dove ci sono due mondi che si sfiorano: i dollari dei turisti e la dignità degli avaneri. Pubblicato dall’Editore Sered nella collana Thriller e Avventura, 160 pagine, in vendita nelle edicole al prezzo di € 5,90.

Ne abbiamo parlato diffusamente nell’ultima newsletter, ma a chi fosse sfuggito suggeriamo l’ultimo lavoro del quarantaseienne scrittore di origine siciliana Fabio Stassi, il quale ha rielaborato – tra realtà e finzione – la vicenda del leggendario scacchista cubano ora raccontata abilmente nel bellissimo La rivincita di Capablanca (minimum fax, 2008 – 206 pagine, € 11,50).

Dal 22 febbraio 2002 all’1 luglio 2008 è stata prigioniera dei guerriglieri delle FARC, dal 2 luglio è finalmente libera! Stiamo parlando di Ingrid Betancourt, la parlamentare colombiana di cui tutta la stampa mondiale ha parlato in questi mesi e di cui è uscito un volume (già ristampato più volte) con il testo della lettera che lei scrisse ai familiari nell’ottobre 2007: Lettera dall’Inferno a mia madre e ai miei figli (Garzanti, 2008 – € 11,00). Settanta pagine che descrivono “con parole semplici e strazianti la sua vita quotidiana nella giungla tra i seguaci dell’odio e della violenza”.

Dopo il trionfo della rivoluzione dei barbudos, molti cubani decidono di fuggire negli Stati Uniti, lontani dalla loro terra e senza notizie dei familiari rimasti nell’Isla, sognando con le telenovelas sudamericane. E c’è chi insegue l’amore e il tanto atteso bacio liberatore. Questo succede in Si Baceranno Domani, pubblicato recentemente dall’editore romano Cavallo di Ferro (240 pagine – € 16.00): irresistibile romanzo sul dolore e l’esuberanza di Cuba scritto da Eduardo Santiago, cubano di nascita ma cresciuto a Los Angeles e Miami.

     

E vive nella metropoli di Miami anche la talentuosa scrittrice haitiana Edwidge Danticat, autrice di Fratello sto morendo (Piemme, 2008 – 314 pagine, € 17,00). E’ “la storia intensa e indimenticabile di un amore familiare più forte dell’abbandono e della distanza”: secondo il critico del «New York Times». Infatti, con questa nuova opera – selezionata dall’autorevole giornale americano tra le migliori del 2007 – l’autrice ha voluto compiere un grande atto d’amore, e di cui ognuno di noi vorrebbe essere capace verso coloro che portiamo nel cuore.
Questo lavoro arriva nel mercato librario italiano a circa dieci anni da Amabelle della canna da zucchero, romanzo che le fece vincere il Premio Flaiano 1999.

Altra grande firma che sottoponiamo alla vostra attenzione è Roberto Ampuero, cileno, ha studiato letteratura all’Avana e alla University of Iowa e il suo esordio tra i romanzi è avvenuto con Chi ha ucciso Cristina Kustermann?, (Garzanti, 2004), il cui protagonista principale è Cayetano Brulé. Lo stesso detective, di origine cubana, incaricato ora di scoprire la provenienza di una valigetta imbottita di dollari finita nelle mani di un cantante di bolero. Dalla Florida all’Avana, da Valparaiso a Caracas si muove questa doppia caccia all’uomo inebriata dai profumi e dai ritmi della musica latinoamericana, ma in particolare dal bolero sensuale che spicca su tutto attraversando ogni pagina di questo travolgente noir: Bolero all’Avana (Garzanti – Gli elefanti. 322 pagine – € 8,50). Per gli appassionati del bolero vale la pena averlo in biblioteca solo per le innumerevoli strofe di famose canzoni che aprono i vari racconti.

E ci spostiamo in un altro paese dove il bolero è amatissimo e che annovera boleristi famosissimi, ma questa è un’altra storia. Andiamo quindi in Messico, il palcoscenico dove si dipana Il Trono dell’aquila, il romanzo dello straordinario scrittore messicano Carlos Fuentes pubblicato da pochi giorni in Italia dall’editore Il Saggiatore. Si tratta di intricate vicende che ruotano attorno alla lotta per il potere, al Trono dell’Aquila, la sedia presidenziale, appunto, a cui aspirano una moltitudine di politici corrotti, nemici tra di loro, ma uniti dall’utilizzo di comuni meccanismi oscuri e perversi. Dalla improvvisa scomparsa dei moderni strumenti della telecomunicazione (fax, telefono ecc.) e dell’informatica, si torna alla tradizionale forma comunicativa epistolare con lettere a mano o battute sulle vecchie macchine per scrivere Remington, tra intrighi, droga e petroli. Fantapolitica (ma non troppo) applicata alle realtà latinoamericane. Situazioni, che senza troppi sforzi mentali, il lettore italiano potrà collegarle, per alcuni aspetti, a fatti nostrani, attualissimi.

Dal Messico agli USA, patria indiscussa della musica afroamericana e a cui fanno riferimento queste due pregevoli pubblicazioni.
Jazz e fotografia: due passioni, due linguaggi che si sono mescolati strettamente tanto da avvolgere il cuore di Carlo Verri, affermato fotografo jazz, autore del corposo volume, in edizione cartonata, intitolato JAZZ – from A to Z (Mediane Libri,2008 – € 25,90). Da John Abercrombie a Max Roach fino a Joe Zawinul, in ordine alfabetico tutti i più grandi jazzisti raccontati in centinaia di scatti in bianco e nero che – come ricorda Francesco Martinelli nella presentazione – non solo parlano, ma cantano e suonano. Le immagini sono accompagnate da brevi testi dedicati ad alcuni degli artisti presentati e da un cd di 11 brani, da Ellington a Miles Davis, dal Modern Jazz Quartet a Sarah Vaughan. Imperdibile.

Imperdibile – e fondamentale per i cultori di jazz – anche l’edizione italiana curata da Luca Conti del Dizionario del Jazz di Philippe Carles – Andre Clergeat e Jean-Louis Comolli (Mondadori, 2008 – € 30,00). 1436 pagine scritte con la collaborazione di 68 specialisti, oltre 2500 voci con musicisti, discografie, produttori, luoghi, strumenti, critici, movimenti, stili, idee, terminologie. Insomma, un repertorio completo che vede i jazzisti italiani accanto ai miti di tutto il mondo. Volete sapere se c’è la voce «cubop» o se vengono citati i protagonisti di ieri e di oggi del latin jazz? Ebbene, qualcosina c’é: si parla di «afrocubano» e abbiamo rintracciato schede dedicate a Ray Barretto, Mongo Santamaria, Chano Pozo Gonzalez, Candido Camero, Mario Bauza, Tito Puente, Airto Moreira, ma non a Chucho Valdés, Gonzalo Rubalcaba e altri nomi significativi del jazz e afrolatin jazz. In questo senso sarebbe auspicabile un aggiornamento, ma al momento accontentiamoci perché nessuno è perfetto.

E, se volessimo fare la punta agli spilli, piccolissime cosucce o definizioni imprecise le troviamo anche nel libro Seguire i pappagalli fino alla fineVoci di Rio de Janeiro di Alberto Riva (Il Saggiatore, 2008 – 332 pagine, € 19,50). Ad esempio, quando ci si dimentica di inserire nel glossario voci come morro (anche se ne parla all’inizio del testo) o pandeiro, oppure quando in un qualche punto del testo si indugia nel catalogare musicalmente, a nostro parere, la Ragazza di Ipanema, il capolavoro della bossa nova. Tutto ciò, comunque, non sminuisce il pregevolissimo e piacevole racconto del giornalista-collaboratore del Venerdì di Repubblica, che dal Brasile ci offre l’identità della città carioca, indagando tra carnevale, samba, bossa nova e ambienti naturali ricchi di uccelli, lasciando il microfono a cantanti e musicisti, poeti e scrittori, cittadini o stelle del calcio, quelle che hanno calcato il Maracanà (ricordate Garrincha?) lo stadio più grande del mondo. Una bella finestra letteraria per ammirare Rio in musica, soprattutto, ma non solo. Comunque prima di andare a scoprire di persona quel rutilante mondo, leggete il viaggio descritto nelle pagine di questo libro.
Buona lettura.

Gian Franco Grilli

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