Recordando… Ray Barretto

Un altro grande della musica se ne è andato. Ray Barretto, il grande
percussionista portoricano ci lascia a seguito di una serie di complicazioni di
salute, era ricoverato presso l’ospedale dell’università Hackensack, nel New
Jersey, aveva 76 anni.
Questa è stata la notizia che venerdì 17 è comparsa su diversi siti a seguito
del comunicato stampa di diverse agenzie, è inutile ripercorrere le ultime ore
di vita di questo illustre artista, sarebbe più opportuno ripercorrere
brevemente la vita artistica di questo grande della musica, per ricordare chi
era e per conoscere come Barretto è diventato “indestructible”.
Barreto rappresenta uno dei percussionisti più influenti nella storia del Jazz
latino, lui mescolava con grande maestria i ritmi afro-caraibici con le tecniche
d’improvvisazione del Jazz.
Pochi artisti sono riusciti a fondere questi due generi, e senza alcun dubbio,
Ray rappresenta il padrone indiscusso di questo stile.
Il suo contributo verso musica latina e jazz è stato enorme, apprezzato sia come
musicista che come persona..
E’ stato un artista prolifico, Barretto ha registrato circa 50albums nella sua
carriera di oltre 40anni.
Il suo ultimo cd “Time was-time is”, pubblicato a settembre, ha ricevuto poche
settimane fà la nomination per il Grammy come miglior album latin jazz. Barretto
era gia vincitore di un Grammy nel 1990 per l’album Ritmo en el Corozon, il
disco nato dalla collaborazione con Celia Cruz.
Ha suonato con Tito Puente con il quale ha registrato Dance Mania, nel 1975
suona con Ruben Blades, Tito Gomez, Roberto Rodriguez, con i quali registrò
l’album dal titolo Barretto, nominato ai Grammy del 1976.
La sua carriera divisa tra Salsa e Jazz viene omaggiata negli anni 90 con un
tributo al maestro dal titolo “le due vite di Ray Barretto”.
Barretto ha ricevuto il premio Jazz Masters del National Endowment for the Arts,
uno dei massimi riconoscimenti per un artista di jazz.
E’ stato il simbolo della Fania All Starr con la quale ha pubblicato i suoi
lavori dal 68 all’ 89, portando così la musica latina a conoscenza di tutti.
I resti del percussionista portoricano sono arrivati givedì 23
nella Catedral de El Viejo en San Juan di Puerto Rico. Molti artisti come Papo
Lucca, Roberto Roena y Bobby Valentín, il gruppo jazz di Humberto Ramírez,
Orquesta Raphy Leavitt y La Selecta vogliono salutare El Rey De las manos Duras
con un tributo musicale dei suoi maggiori successi.
Con la scomparsa di Barretto il palcoscenico musicale perde un grande
protagonista, ed è impossibile immaginare il jazz e la salsa senza El Rey de la
manos duras.

Come Barretto era solito dire….Que viva la musica!!!

Beppe Nebbia DJ (BA)

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