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INTERVISTA A LA 33

Dodici musicisti di grande talento e con un’intesa che rasenta la perfezione
nonostante la giovane età, un concerto trascinante, grazie ad un repertorio
basato sulla salsa dura, il bogaloo e il cha cha, ed una disponibilità verso i
fans e gli addeti ai lavori che ai giorni nostri sta diventando merce sempre più
rara: tutto questo è La33, l’orchestra colombiana che si è esibita di
recente sul palco del Latinoamericando Expo, proprio in occasione della
festa nazionale della loro terra d’origine, presentando il loro ultimo lavoro,
l’album Tumbando Por Ahi.
Fondata dai fratelli Mejia, Segio e Santi, dodici anni or sono,
questa orchestra si è distinta nel tempo per aver creato uno stile proprio,
facendo delle esibizioni live il suo punto di forza.
Prima dell’inizio del loro concerto abbiamo incontrato due dei tre cantanti del
gruppo, Guillermo "Guillo" Celis, e Pablo Martinez.

– Bentornati al Festival, proprio per la festa colombiana! –

(Guillermo) – Grazie, siamo stati qui per la prima volta nel 2006, ed ora eccoci
di nuovo. E’ un onore per noi esibirci il giorno della ricorrenza della
liberazione della Colombia. Da noi questa festa dura quattro giorni,e 
questo è proprio il giorno finale. –

– Da dove deriva il vostro nome? –

(Guillermo) – Abbiamo iniziato dodici anni fa e le prime prove le facevamo nella
casa dei genitori di Sergio, il nostro direttore, e Santiago. Durante questi
incontri, naturalmente, pensavamo a che nome darci. Fu il saxofonista che allora
era con noi a lanciare l’idea: "Perchè non ci diamo il nome della via dove
stiamo suonando, che è la Calle 33"? L’idea piacque e da allora ci chiamiamo La
33. –

– Voi siete di Bogotà, in Colombia ci sono tantissimi gruppi, orchestre e
musicisti che suonano salsa. C’è uno stile comune, oppure ogni città ne ha
delineato uno tutto suo? –

(Guillermo) -Inizialmente, quando si parlava nel mondo di salsa colombiana, si
associava immediatamente questo stile alla città di Cali. Poi si sono formati
nuovi gruppi, ognuno di essi ha portato il proprio sound, creando un punto di
riferimento nelle loro città. Ora a Medellin si suona una salsa diversa da Cali,
e a Bogotà negli ultimi anni, grazie anche a La 33 ce n’è un altro ancora. –

Il vostro stile e il vostro orientamento musicale sono nati con la
fondazione del gruppo e l’arrivo dei vari musicisti, o si sono evoluti nel corso
del tempo? –

(Pablo) – L’orientamento musicale, quello di suonare la salsa dura delle
orchestre newyorchesi degli anni 60, era ben chiaro nell’idea dei fondatori. Lo
stile però si è creato anno per anno, tenendo conto del background musicale di
ogni componente; tutti noi arriviamo da esperienze musicali differenti, chi dal
rock, chi dal punk, chi dal jazz, chi dalla musica classica, chi dalla musica
popolare colombiana. Ciascuno di noi ha portato qualcosa al nostro sound, che
nel corso degli anni è diventato sempre più maturo. –

– Parlateci del vostro ultimo disco. –

(Pablo) – Lo abbiamo registrato in blocco, tutti insieme, e non strumento per
strumento, proprio come facevano le prime orchestre di salsa negli anni 60.
Abbiamo voluto inciderlo in modo da farlo sembrare il più possibile vicino ad
una performance live. –

(Guillermo) – E’ il nostro quarto disco, e proprio per la tecnica di
registrazione che abbiamo usato ha un sound più compatto. In prevalenza contiene
brani di salsa dura, quella che si suonava per le strade e che da New York si è
poi diffusa in tutto il mondo, contaminata anche dal jazz. Noi naturalmente la
rivisitiamo anche a modo nostro; poi ci saranno anche i bogaloo, i cha cha cha,
sentirete tra poco. Teinamo a dire, poi, che la nostra è una produzione
indipendente, tutti  e quattro i nostri dischi sono stati prodotti e
distribuiti da noi. –

– Dove proseguirà la vostra tournee, dopo la data di questa sera? –

(Guillermo) Saremo in Francia a Vence, poi in Belgio a Gand e infine in Spagna
nel Latin & Jazz Faestival di Barcellona.

– Progetti per il futuro? –

(Guillermo) – Continuare a far musica, produrre album e sounare per il mondo,
sempre uniti e sempre indipendenti.

Qui sotto il saluto ai followers di Salsa.it

    

Photo By: Cosetta Calidonna
 

Mauro Gresolmi

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