Una serrata all’insegna della bachata d’autore: così era stato annunciato il
concerto di Daniel Santacruz al Festival Latinoamericando expo, ed il
cantautore di origini cubane e dominicane non ha deluso le attese: ha presentato
sul palco il meglio della sua produzione, cantando anche i due brani che aveva
scritto per Monchy e Alexandra, che contribuirono a fare la sua fortuna anche
come compositore per altri artisti.
Lo abbiamo incontrato pochi minuti prima che andasse in scena e ne è nata questa
intervista.
Daniel, quando hai iniziato la tua carriera col gruppo Rikarena, quindici
anni fa, il merengue andava per la maggiore e la bachata si sentiva pochissimo,
ora la situazione si è letteralmente ribaltata. Come mai si è arrivati a questo?
Credo sia una questione di cicli. Ora la bachata va per la maggiore, grazie
soprattutto al gran numero di esponenti che si sono affacciati a questo genere,
che piace molto per le parole, per la sensualità che esprime attraverso il
ballo, che è anche molto immediato. Allo stesso modo penso che presto risorgerà
anche il merengue, che da noi non è affatto scomparso, anche se ha conosciuto il
suo momento di crisi.
Ecco, a tale proposto, com’è la situazione oltre oceano?
Recentemente a Santo Domingo si sono riuniti i massimi esponenti del merengue
per vedere di rilanciarlo in grande stile, mentre in America sta ricevendo nuova
forza dai gruppi che lo contaminano con il genere urbano. Questo è un bene
perché, a differenza di molti anni fa, non sono più soltanto i dominicani a
suonarlo, ma anche i portoricani, venezuelani, che contribuiranno a
ridiffonderlo non solo negli Sati Uniti, manche nel resto del mondo.

I tuoi primi album hanno messo d’accordo pubblico e critica, quindi ora le
aspettative per i tuoi prossimi lavori saranno sempre alte. Stai già preparando
il nuovo album?
Ci sto già lavorando da qualche mese, i primi tre o quattro brani sono pronti,
ma è ancora presto per stabilire una data precisa per la sua uscita. Proprio
perchè mi piace offrire un lavoro di qualità, voglio prendermi tutto il tempo
necessario. Lo realizzerò a Miami, dove ora vivo e dove recentemente ho fatto
una società per produrre e promozionare al meglio la mia musica negli States.
Nel frattempo il pubblico americano avrà modo di conoscere bene anche gli altri
singoli di Bachata Stereo.
Parlando di quest’album, che ha ricevuto una nomination ai latin grammy, ho
visto che hai reso omaggio a Franco De Vita, cantando in bachata la sua Te Amo.
Percorrerai ancora in futuro questa strada anche con altri artisti?
Franco De Vita è da sempre uno dei miei artisti preferiti, per questo ho deciso
di fare una sua cover. E’ stata la mia prima cover, nei due precedenti album non
ne avevo mai presentate. In futuro sarei orientato a ripetere questa esperienza,
naturalmente devo trovare un pezzo che mi piaccia e nel quale mi riconosca, per
poter trasmettere a chi ascolta la stessa passione che ho avuto io nei suoi
confronti.

Hai realizzato i due video del tuo nuovo album proprio qui in Italia,
Cuando Un Hombre Se Enamora a Milano e El Movimiento Del Amor a
Torino, ne stai preparando altri?
Certamente. Il primo a cui stiamo lavorando è proprio quello di Te Amo,
lo gireremo negli Stati Uniti, poi seguirà quello di Bachata En Nueva York:
avere New York come location è molto stimolante.
Come compositore stai spopolando con Incondicional, che hai scritto
per Prince Royce. E’ stata tua l’dea di unire la bachata alla musica mariachi?
L’idea è stata di Sergio Jorge, che assieme a Prince Royce mi ha invitato a
scrivere questa canzone. Questo è stato il punto di partenza che lui ci ha dato
e che poi abbiamo sviluppato; l’abbiamo scritta ad ottobre dell’anno scorso.

Nel 2007 hai scritto Me Duele Amarte, per un gruppo messicano, i Reik.
La canzone è stata per quasi due anni ai primi posti delle classifiche messicane
ed americane, ma da noi in Europa, e soprattutto qui in Italia, è quasi
sconosciuta, perchè veramente pochi sanno chi sono i Reik. Non hai mai pensato
di farne una versione in bachata per portarla al successo anche da noi?
Me lo stanno chiedendo in molti e mi hanno quasi convinto. Ne terrò conto per il
prossimo album. La canzone è molto bella, quando compongo per altri di solito
voglio che la canzone rispecchi le caratteristiche e le tendenze musicali delle
persone per cui scrivo e lascio sempre che siano loro a cantarle, ma nel caso di
Me Duele Amarte, penso che sia arrivato il momento che meriti anche una
versione bachata.
Mauro Gresolmi


























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