Note d’autunno: da Celia Cruz a Omar Sosa

di Gian Franco Grilli

Da sempre, il mese di settembre è dedicato alla vendemmia dell’uva, ma è anche un ottimo momento per i libri (soprattutto scolastici) e per le nuove produzioni discografiche. Noi, ovviamente, ci occuperemo dei prodotti culturali e siamo andati a scovare nella “vigna” di parole e note musicali dei nuovi chicchi che possono soddisfare la sete letteraria e sonora degli amici di Salsa.it. Le produzioni che vi presentiamo sono giunte sul tavolo di chi scrive da pochi giorni: il tempo di leggere rapidamente la prefazione, la quarta di copertina, le note sulle bandelle e qualche capitolo per capire che sono testi meritevoli. Discorso analogo per i cd, con l’ascolto di alcune tracce. Quindi avete capito che si tratta di una prima segnalazione per informarvi, ma anche per orientarvi e decidere se acquistare i materiali di questa proposta. Poi nelle prossime settimane pubblicheremo la recensione delle varie opere.

A proposito di libri.
Il titolo di questa selezione che catturerà maggiormente l’attenzione è: Celia Cruz, Mi Vida: l’autobiografia (rueBallu edizioni, XXVIII+ 290 pagine, 23 foto b/n. € 25,00.
www.rueballu.it), con prefazione di Franco Battiato.
Finalmente questa è l’edizione italiana del libro scritto dalla guarachera cubana con la collaborazione di Ana Cristina Reymundo e stampato per la prima volta nel 2004 da HarperCollinsPublishers. Merito dunque alla giovane casa editrice palermitana per offrire a tutti gli appassionati di musica l’autobiografia della cantante nata nel quartiere avanero di Santos Suarez e scomparsa nel 2003 negli Stati Uniti, dove dal 1960 ha trascorso il resto della vita in esilio come tanti altri cubani. In queste pagine Celia narra in prima persona la sua vita, fatta di gioie e dolori, lo spirito battagliero con iniziative morali, ideali e umanitarie, il suo straordinario percorso artistico, e cercando anche con questo documento di fare chiarezza su tante imprecisioni e errori sul suo conto apparsi nel corso degli anni sulla stampa. E, parlando di errori, mi spiace rilevare che l’edizione italiana ne riporta diversi, tra refusi e concetti mal interpretati. Ma a favore di RueBallu bisogna dire che, in alcuni punti dell’opera, l’editing italiano ha migliorato l’edizione in spagnolo. Di queste carenze e pregi se ne renderà conto soprattutto chi ha letto quella versione (Celia, Mi vida- una autobiografia- Rayo-HarperCollins) e chi ha dimestichezza con la cultura cubana, i vari modi di dire e anche conosce il mondo della musica latina e i vari strumenti musicali. Sarebbe comunque stata utilissima una revisione di un esperto cubanologo o latin americanologo per evitare alcune sviste, forse dettate dalla fretta dipendente, spesso, dai costi che un piccolo editore deve affrontare. Nonostante questi limiti (rimediabili in una auspicabile ristampa), vi suggerisco, se non l’avete già fatto, di leggere la storia dell’indimenticabile Celia raccolta in questo tanto atteso volume.

Di storia e politica parla l’importante saggio pubblicato da Baldini Castoldi Dalai (
www.bceditore.it ) e scritto dall’anglopachistano Tariq Alì: I pirati dei Caraibi, un asse di speranza (276 pagine -18,00). Onde evitare confusione: non si parla della pirateria antica, ma dei danni provocati dal capitalismo nei paesi dell’America Latina, un continente che da qualche anno invece si sta risvegliando e sembra aver preso la barra per dirigere il proprio cammino, con indipendenza e reagendo alle pressioni di Washington. E gli artefici di questa rivolta che sono l’asse di speranza, come recita il sottotitolo del libro, sono i nuovi leader, i pirati moderni caraibici capeggiati da Hugo Chavez, protagonista del resto – assieme a Evo Morales, Rafael Correa Fernando Lugo, Raul Castro e altri – nel film di Oliver Stone, South of the border (A sud del confine), presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Qui sono intervenuti il capo di stato venezuelano, di cui si è parlato molto sulla stampa e con qualche polemica, e lo studioso Tariq Alì, il quale ha collaborato con Stone. Infatti la pellicola del regista statunitense si è ispirata in parte al libro di controinformazione di Ali. Libro realizzato dopo aver viaggiato in lungo e in largo in Sudamerica, e da cui si evince nettamente che la sua anima sta con i poveri, contro i soprusi e dice fuori dai denti che apprezza il cammino dei nuovi pirati ma ne sa anche criticare anche piccoli errori e incoerenze.
E’ in Colombia che si dipana tra storia e finzione il romanzo del giovane scrittore bogotano Juan Gabriel Vasquez appena pubblicato da Ponte alla Grazie (
www.ponteallegrazie.it ) con il secco titolo: Gli Informatori. (300 pagine, € 18.60). Mario Vargas Llosa sostiene che Vasquez è una delle voci più originali della letteratura latinoamericana, e “Gli informatori, una potente storia sulle ombre dell’immediato secondo dopoguerra, è la dimostrazione della sua fantasia, dell’eleganza e della sagacia della sua prosa”. Punto.

Torniamo per un attimo in ambiente caraibico con altri due romanzi.
Il primo è scritto dal giovane Kristian Betti e ci porta tra reggae, rum e lacrime. Sono i tre elementi che danno sostanza al libricino dell’autore milanese che vede al centro un gruppo di amici in vacanza in Giamaica per trascorrere un’estate indimenticabile in mezzo a musica, coca e “ragazze d’ebano che ballano nude sulla spiaggia corallina”. In queste sessanta pagine, scritte con linguaggio crudo, senza fronzoli, il volto vero dei nostri sogni esotici. Bar dei Caraibi (Coniglio editore, € 5,00 –
www.coniglioeditore.it ).
Il secondo romanzo, della scrittrice cubana Teresa Dovalpage ora residente negli Stati Uniti, descrive un affresco della realtà socio-politica di Cuba dove tre la strade avanere spicca Piò Ponce de Leon, dirigente di un’azienda spagnola, che resta folgorato da Maricari, una biondina carina, ingenua ma con principi e valori. E non intende cedere alle lusinghe del ricco sessantenne straniero ed è qui che entra in scena un bel travestito che si spaccia per santera. Un esempio di complicate geometrie sentimentali, di tradimenti, di sesso nella capitale cubana. Morte di uno spagnolo all’Avana (Guanda, 190 pagine. € 14,50 –
www.guanda.it ).
David Machado, una delle nuove penne delle letteratura portoghese, sbarca per la prima volta sul mercato librario italiano con il romanzo ancora fresco di stampa per i tipi di Cavallo di ferro: Il favoloso Teatro del Gigante (240 pagine, € 16,00 –
www.cavallodiferro.it ). Uno dei principali protagonisti del romanzo che si muove a Lagares, nell’entroterra del paese lusitano, è Thomas, originario delle Antille, soprannominato il Gigante; un altro è la sua innamorata Eunice che gli darà due gemelli. Un libro con personaggi indimenticabili e ricco di sogni.

Di altro registro gli ultimi tre titoli.
JAZZ! Una guida completa per ascoltare e amare la musica jazz di John F. Szwed esce dall’editore torinese EDT (262 pagine- € 19,00 –
www.edt.it ). Un manuale di facile lettura per conoscere il secolo di storia della musica afroamericana. Un lavoro ricchissimo che racconta con grande precisione gli stili e i personaggi che hanno animato questo linguaggio musicale, e cerca di spiegare la filosofia del jazz che va oltre il mondo delle note. Libro fondamentale.

Chi ama il jazz, e in particolare Miles Davis, non può farsi sfuggire questa straordinaria opera di Enrico Merlin e Veniero Rizzardi sulla Genesi del capolavoro di Miles: Bitches Brew (il Saggiatore – 318 pagine, illustrato. € 35,00 –
www.saggiatore.it ). E’ un testo per veri cultori di jazz e che si occupa di una sola produzione discografica del grande trombettista. Stiamo parlando dell’analisi di un disco inciso nel 1969 che ha fatto molto discutere nel corso degli anni e su cui esistono molti luoghi comuni. La ricerca di questi due studiosi italiani ci aiuta a capire e a conoscere il capolavoro di Miles, ma che alcuni non considerano tale. Chissà se costoro leggendo questo ponderoso volume cambieranno opinione? Difficile dirlo, ma una cosa è certa: questo è un testo indispensabile per l’autentico amante del jazz, sostenitore o meno del periodo elettrico di Miles e di Bitches Brew.
Dallo stesso editore milanese arriva il bellissimo Mississippi di Mario Maffi. E’ una ristampa con un capitolo finale di aggiornamento sulla realtà di New Orleans dopo il tragico Katrina del 2005. Un volume importantissimo che uscì un paio di anni fa dal catalogo di Rizzoli e ora grazie a Il Saggiatore è nuovamente disponibile. Se ne sentiva la mancanza, e quindi affrettatevi a comprarlo. Non si sa mai. Si tratta di un saggio dedicato al Grande Fiume che si butta nei Caraibi dopo aver percorso circa 3.900 chilometri dalle sorgenti nel Lago Itasca. E arriva nel Golfo del Messico dopo aver attraversato luoghi e imbarcato storie e uomini del fiume che ha fatto l’America del Nord. Maffi unisce in maniera originale e interdisciplinare miti e leggende, suoni incontrati lungo la navigazione, locali del blues e del jazz, melodie cajun e ritmi zydeco che si lasciano contaminare da quelli caraibici nelle terre della Louisiana. Una narrazione brillante e avvincente.

A proposito di dischi.
Il tempo e lo spazio sono tiranni, e così sono costretto a chiudere in fretta questo pezzo facendo solo alcune segnalazioni di album , ma su cui ritorneremo prossimamente.
Di Egea distr. ( www.egeamusic.com ) vi ricordo gli album più affini ai gusti dei lettori del portale.
Andy Narell and Relator, University of Calypso (Heads Up) è un album con grande swing afrolatino mescolato a jazz. Tanto per capirci vi dico subito che hanno collaborato a questa produzione tra gli altri, i cubani Pedro Martinez, percussionista di grande spessore, Paquito D’Rivera di cui non importa dilungarci sulle sue doti musicali, e il pianista argentino Darìo Eskenazi. Il leader navigatore nelle acque caraibiche partendo da Trinadad e Tobago è Andy Narell specialista di steel pans, i sonori tamburi ricavati da bidoni di metallo, che qui intonano calypso per poi incrociare son cubano, ritmi afrocaraibici, latin e jazz.
In Repubblica Dominicana ci porta invece l’antologia dedicata al ritmo che assieme alla salsa ha conquistato appassionati in tutto il mondo. Il titolo di questa raccolta non poteva che essere Merengue Dance (The Rough Guide). Sono due cd: nel primo, 15 brani da Johnny Ventura a Wilfrido Vargas, da Rikarena a Kinito Mendez a Carlitos Almonte y su acordeon Cinco Estrellas. E quest’ultimo artista firma anche il secondo album, il bonus CD, intitolato Mambeo.

Agli appassionati di etnoworldjazz è rivolto l’ultimo album di Omar Sosa e Mark Weinstein, Tales from the Earth (Otà Records), lavoro che continua il percorso del pianista cubano dentro le sonorità africane. Una novità di questo disco sta nel fatto che il talentuoso musicista si fa notare soprattutto nella ricerca di atmosfere eteree con marimba e vibrafono, lasciando in “sordina” un attimo il pianoforte, e sembra voler richiamare alla memoria il suo incontro-scoperta delle musiche afro di Esmeraldas in Ecuador. Da lì partì, come mi raccontò in un’intervista, negli anni Novanta il suo progetto ecumenico delle musiche di origine africana. Insomma, un altro bel capitolo nell’opera davvero ragguardevole di Sosa, che sforna dischi su dischi e che di volta in volta imbarca sempre nuovi e valenti collaboratori e guarda sempre avanti senza dimenticare la tradizione musicale di Cuba che porta sempre appresso.
Concludiamo la carrellata con la compilation di Putumayo (
www.putumayo.com ) dedicata alle sonorità spagnole. Una miscela di flamenco, rumba catalana e pop nelle undici tracce di España.

Buona lettura, buon ascolto.

Si ringrazia per la collaborazione: Associazione Caribe(asscaribe@libero.it).

Gian Franco Grilli

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