Questo è il primo appuntamento del 2009, pertanto colgo l’occasione per farvi gli Auguri e presentarvi gli ultimi prodotti editoriali giunti sul mio tavolo e appena in tempo per suggerirvi di prenderli in considerazione per la Befana ad amici, parenti o a voi stessi. Ecco la selezione con brevi note descrittive del prodotto, mentre una recensione più ampia la potrete leggere nelle prossime settimane.
A proposito di Libri.
Parliamo subito delle pubblicazioni di Coniglio editore e in particolare delle straordinarie novità musicali che troverete in evidenza sul portale
www.coniglioeditore.it.
Un bel pensiero per ricordare il decimo anniversario della morte di Fabrizio De Andrè è rappresentato dal volume curato da due specialisti quali Claudio Sassi e Walter Pistarini: DE ANDRÉ TALK – Le interviste e gli articoli della stampa d’epoca. (416 pagine, illustrato. € 26,00).
“Sarà bello, scorrendo queste pagine – scrive Luciano Ceri nella prefazione – immaginare la sua voce nel leggere le sue risposte: quella voce così inconfondibile, così calda, così espressiva, con quella deliziosa cadenza ligure così musicale e così affine al portoghese, anche se modulata su forme melodiche e ritmiche mediterranee e non sul soffice saltellio del samba”. Il volume ricostruisce la figura del grande artista e uomo De André attraverso quarant’anni di canzoni e chiacchierate, dal 1958 al 1998. Un lavoro preziosissimo, imperdibile.
Tra i mille appuntamenti dedicati al cantautore-poeta genovese, vi consiglio di agendarvi questi: la Mostra a Palazzo Ducale di Genova (31 dicembre – 3 maggio 2009) e lo speciale di Rai Tre -Che tempo che fa – in collaborazione con tantissime radio italiane – in prima serata domenica 11 gennaio.
Il nome di Luciano Ceri, giornalista musicale e grande esperto di storia della canzone italiana, lo ritroviamo come autore di PENSIERI E PAROLE, Lucio Battisti. Una discografia commentata. (Coniglio editore – 480 pagine, illustrato, € 18,50). Questa è la seconda edizione aggiornata di un bellissimo omaggio all’artista pubblicato per la prima volta nel 1996, due anni prima della scomparsa del cantautore di musica leggera più amato dagli italiani che non dimenticano Emozioni, Mi ritorni in mente, Acqua azzurra acqua chiara, Un’avventura, Il mio canto libero Anima latina, ecc. A ripensare ai regali che ci ha fatto si resta senza parole.
Disco dopo disco, canzone dopo canzone, l’Autore presenta e commenta tutta la produzione di Lucio Battisti: dal primo 45 giri, con il pezzo Sei la sola registrato nel 1965 da I Campioni con Lucio alla chitarra, fino a Hegel, album pubblicato nel 1994 nella data simbolica del 29 settembre, con l’etichetta Numero Uno, e per la prima volta non in vinile ma soltanto in Cd. Il capitolo “Si sopravvive a tutto” prende in esame il periodo 1998- 2008, poi appendici ricchissime, con registrazioni inedite, videografia, covermania, con tantissime illustrazioni. Ernesto De Pascale firma la bandella di copertina con parole chiare, efficaci e condivisibili: “questo libro ha più chiavi di lettura: non solo racconta la storia delle canzoni scritte da Lucio Battisti, ma anche l’evoluzione della musica italiana, il suo distaccarsi dai modelli del passato e la conquista di una propria modernità”. Ottimo lavoro per riscoprire “in queste giornate uggiose” l’operazione culturale di Anima latina, il viaggio in Sudamerica, dove Lucio ritrovò il suo spirito latino e tantissime altre notizie e dettagli poco noti sul grandissimo e immortale compositore. Finisco di sfogliare…”E penso a te”.

Ricchissima strenna il libro-intervista che sto per presentarvi. Sono pagine che ci ricordano mezzo secolo di musica leggera italiana intonata al dodicesimo chilometro della via Tiburtina, a due passi dal Grande Raccordo Annulare di Roma. Lì infatti c’è stato il cuore pulsante della discografia italiana e ce lo racconta magicamente il commovente (almeno per chi ha superato i quarant’anni) e fantastico volumone superillustrato: C’era una volta la RCA, conversazioni con Lilli Greco di Maurizio Becker (Coniglio editore, 184 pagine, formato 24×30, € 48,00). L’opera – pubblicata nel 2007 e ristampata pochi mesi fa – ha vinto il premio speciale SIAE come “Miglior libro di saggistica su musica italiana 2007/2008”, riconoscimento assegnato durante “Libri in musica – Musica in libro” il primo Festival del Libro Musicale di Sanremo. Il volume si apre con un breve panegirico di Paolo Conte su Italo “Lilli” Greco, il pianista e produttore musicale della RCA, la memoria storica che ha permesso al giornalista Maurizio Becker (direttore della nuova rivista “Musica Leggera”) di ricostruire una pagina impareggiabile e irripetibile della nostra cultura musicale scritta con i successi dei cantanti più amati nel nostro Paese: da Gianni Morandi a Claudio Baglioni, da Lucio Dalla a Riccardo Cocciante, da Renato Zero a Gabriella Ferri. Una vera chicca per chi ama la musica italiana e la storia del costume italiano. E non mancano sorprese per i curiosi di reperti culturali sul sound sudamericano nel nostro Paese. Ad esempio, nella seconda pagina del libro viene riprodotta una foto del 1961 con la vetrina della filiale di Catania della RCA Italiana dove spiccano un paio di manifesti promozionali: il primo, Teresa Cha Cha a firma The Flippers; il secondo, Chicchiricando di The Latins. E poco dopo c’è la copertina del disco americano che diede inizio all’epoca d’oro della RCA Italiana: il calypso di Harry Belafonte, Banana boat. Era il 1957.
Lasciamo il bravo produttore italiano per andare ad incontrarne un altro altrettanto prestigioso, e mitico: l’inglese Sir George Martin definito, da sempre, “il quinto Beatle”, di cui a quindici anni dall’edizione britannica finalmente esce tradotto in lingua italiana il suo SUMMER OF LOVE -The Making of SGT. Pepper (Coniglio editore, 200 pagine, € 14,50).
Martin – che è sempre stato accanto ai Beatles, suggerendo, inventando, guidando, sperimentando, limando gli spigoli della loro creatività e a volte dei loro caratteri – ci racconta la nascita e la realizzazione dell’epocaleSgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, considerato una pietra miliare della musica pop: un’avventura durata settecento ore e descritta canzone per canzone, dettaglio per dettaglio. Il libro svela come nacque l’idea originale di questo album, le influenze, e allo stesso tempo ci introduce nel mondo dei quattro “favolosi” teenager che rivoluzionarono la musica moderna. Ci fa capire chi erano i Beatles. La prefazione scritta nell’aprile 2008 da George Martin arricchisce l’edizione italiana di questo lavoro sul celebratissimo progetto.
Stiamo ancora a Liverpool per ascoltare, si fa per dire, “Yesterday/all my troubles seemed so far away/ Now it looks as though they’re here/to stay,/Oh I believe in yesterday”. E con questa emozionante strofa della canzone di McCartney si apre il percorso analitico svolto dal giornalista musicale Alfredo Saitto raccolto ora nel recentissimo: YESTERDAY – 1965 La canzone perfetta (Donzelli editore, 176 pagine, illustrato. € 18,00). Secondo l’autore questa è la ballad più famosa dell’Universo e la canzone perfetta del Novecento. Difficile stabilire questi primati, tuttavia si tratta di una melodia semplice, che tocca veramente le corde dell’anima di ogni essere umano, certamente un brano immortale, standard nei songbook internazionali interpretato da grandi maestri del jazz. Se ne contano oltre tremila versioni, è il pezzo più popolare del mondo. Un dato per tutti: Yesterday fu trasmessa per radio oltre sei milioni di volte negli Stati Uniti e nel solo periodo della pubblicazione del singolo. Mai come in questo caso, la storia di una canzone è parte integrante della storia della cultura, del costume, dell’identità di intere generazioni, ai quattro angoli della terra. Grazie ai Beatles, dunque. Complimenti a Saitto per questo documentatissimo testo che ci fa conoscere passo passo come e quando prese forma il piccolo e misterioso capolavoro beatlesiano.
Dall’Inghilterra andiamo nel Rio de la Plata per conoscere meglio il linguaggio artistico nazionale dell’Argentina narrato nell’interessante titolo: IL TANGO RITROVATO di Haim Burstin (Donzelli editore, 176 pagine- € 17,00). Un “diario di viaggio nel tango di oggi” recita il sottotitolo. Viaggio che parte dai luoghi d’origine, scoprendo la cultura del porteño, immergendosi nelle milongas, spostandosi dai quartieri tangueros di Buenos Aires alle ‘mecche’ del tango in Europa. Insomma, Haim ha scarpinato molto per carpire i segreti di questo linguaggio e indossare le scarpe da tango in modo appropriato, e adesso ci regala tutto il suo bagaglio di conoscenze. Una cosa che mi ha colpito, devo dire con ammirazione, è l’aver letto nelle note biografiche che Burstin è professore di Storia moderna presso l’Università di Milano-Bicocca. Nulla di strano, ma è una cosa abbastanza insolita per un intellettuale, che in modo originale si dedichi con grande passione ad un’arte nata in ambienti popolari, dove anche gli italiani emigrati in Argentina contribuirono alla formazione di quell’espressione, che nel corso degli anni si è via via arricchita di vari contributi. Come pochi sanno fare, ci tengo a sottolinearlo, Haim ha saputo regalarci un tracciato avvincente, frutto della sua esperienza ultraventennale fatta di viaggi, letture ma soprattutto di attenta frequentazione dell’ambiente tanguero. Una sorta di reportage che ci accompagna con competenza dentro il mondo del tango, consegnandoci la chiave per capirlo nella sua vera essenza.

Dal Sudamerica diretti negli States per presentarvi velocemente (ma ci ritorneremo sopra perchè si parla di figure troppo importanti) due volumi di minimum fax (
www.minimumfax.com ) che non possono mancare nella biblioteca degli appassionati di jazz. Il primo titolo è Chet Baker – COME SE AVESSI LE ALI. Le memorie perdute; il secondo, s’intitola MONK HIMSELF – La vita e la musica di Thelonious Monk.
Partiamo dall’autobiografia del trombettista, flicornista, cantante e compositore statunitense. COME SE AVESSI LE ALI (collana Sotterranei, 116 pagine- € 11,50 – traduzione di Marco Di Gennaro) è introdotto dalle toccanti parole di Carol Baker, moglie del grande trombettista e cantante scomparso il 13 maggio 1988 ad Amsterdam. Si tratta dell’unico memoriale ritrovato di Chet Baker, l’artista che ha segnato indelebilmente la storia del jazz, uno dei protagonisti principali della stagione del cool jazz, ma personaggio molto discusso per i suoi stili di vita. In queste pagine, scoperte a dieci anni dalla sua morte, possiamo ascoltare la sua voce, leggere l’anima di un uomo fragilissimo che finì più volte in carcere (anche in Italia) per problemi di droga. Ma queste vicende non debbono oscurare le sue doti musicali, un disegnatore di melodie e atmosfere davvero raro. A tal proposito vi segnalo il cd pubblicato nel 2008 da Egea edizioni: Chet Baker – Enrico Pieranunzi, Soft Journey. I brani di questo album – registrato circa trent’anni fa – raccontano il primo incontro tra il pianista Pieranunzi e il pioniere del West Coast jazz, conosciuto anche come jazz freddo. Il progetto Soft Journey prese le mosse nel 1979 in un club jazzistico marchigiano, e da lì nacquero successivamente le sei tracce del cd, un tesoro da scoprire e conservare.

Pieranunzi è anche l’autore della prefazione del secondo volume dedicato a un altro personaggio dalle mille traversie, tra musica, droga e ricoveri ospedalieri, da molti considerato strambo, per non dire pazzo. E’ il geniale pianista e compositore afroamericano Thelonious Monk, morto nel 1982. Ci ha lasciato un patrimonio compositivo di grandissimo valore e la sua musica ha faticato ad essere capita, perchè difficile e orginilassimo il suo modo di affrontarla rispetto ai canoni. Tra le sue creature più riuscite citiamo Crepuscule with Neillie, Criss Cross, Evidence, ma Round Midnight è la più celebre di tutte e ne esistono centinaia di versioni. Ascoltato questo brano non servirebbero, a mio parere, parole e commenti per capire la diversità e l’intelligenza di questo santone del jazz. Ma siccome dietro una composizione artistica c’è sempre una mente, un uomo in carne e ossa (e in questo caso molto complicato) eccomi a consigliarvi MONK HIMSELF – La vita e la musica di Thelenious Monk (minimum fax, 236 pagine, € 13,50) scritto dal pianista Laurent de Wilde e tradotto molto bene in italiano dal critico Michele Mannucci. Una biografia davvero preziosa soprattutto per i jazzofili, ma anche una interessante lettura per chi pur non amando il jazz voglia capire la vita, l’arte e il campo psicologo di un personaggio così straordinario, eccentrico e per un po’ musicalmente incompreso, che si è mosso in un contesto molto specifico della società nordamericana del Novecento. Attraverso il suo pianismo atipico e ribelle e la sua identità si può leggere mezzo secolo di storia della cultura neroamericana.
Di autori statunitensi è la nuova edizione dell’ottimo manuale dedicato ai suoni della latin music. Uscito per la prima volta dieci fa, in questi giorni ho avuto la possibilità di conoscere il meticoloso libro in lingua inglese di Charley Gerard e Marty Sheller (ex trombettista e arrangiatore di Mongo Santamaria) intitolato SALSA! The Rhythm of Latin Music con un Cd allegato (160 pagine, illustrato. Usa $ 24.95- Richieste a White Cliff Media –
www.bookzone.com/wcm – 1- 800-359-3210). Si tratta di una guida importantissima che spiega come si costruisce la salsa e i ritmi latini più importanti mettendo assieme gli ingredienti musicali maturati inizialmente nelle Indie Occidentali dall’incontro tra le musiche dell’Africa Occidentale e quelle europee. E’ il mondo di ritmi che prende in esame il volume. Il lavoro svolto e raccolto nel libro è meritevole di essere acquistato anche solamente per le efficacissime 77 tracce di esempi musicali raccolte nel Cd. Un progetto prezioso anche per coloro che non sanno leggere la musica: infatti ascoltando le tracce seguendo gli esempi riportati nel testo tutto diventa più facile per capire le basi ritmiche e gli intrecci tra le parti. Quindi, anche i neofiti non debbono spaventarsi. E anche per i musicisti professionisti questa è una miniera d’oro afrolatina cui attingere: passo passo gli autori spiegano i fondamenti della salsa partendo dalla clave. Comunque riparleremo di questo utilissimo volume.
Di ritmi e musiche caraibiche si parla nel numero 1/2009 di Musica Jazz, in edicola ora, nell’ambito dell’intervista alla voce di Cuba: Omara Portuondo.

A proposito di Dischi.
Purtroppo mi rimane solo il tempo di elencarvi succintamente i titoli di alcuni album che ritengo meritevoli di ascolto. Ad esempio, due belle produzioni di Felmay (distr. Egea). Il primo è Marisa Sannia, Rosa de Papel. Sono i versi del poeta Federico Garcia Lorca musicati dalla cantante sarda scomparsa nell’aprile 2008. Questa opera postuma è interpretata in maniera stupenda, con grandissima professionalità e con una pronuncia in spagnolo da fare invidia agli artisti di madre lingua. I brani raccolti nel cd rappresentano le ultime sonore carezze commoventi della compianta cantante italiana. E’ un cd che bisogna avere.
Il secondo cd è firmato dal bandoneonista e compositore argentino Lisandro Adrover, il titolo è Meet the Metropole Orchestra. Felmay, che ha in catalogo altri importanti tangueros, si è incaricata di far conoscere nel nostro Paese un concerto di tango di altissimo livello. L’album registrato in Olanda è una prova straordinaria sull’arte musicale scaturita sulle rive del Rio de La Plata, ed è stato prodotto dall’etichetta Saphrane.
Distribuiti da Egea i seguenti album: Cavaliers de L’Aurès –Riders of the Aurès, Houria Aichi & l’Hijaz’Car e l’interessantissimo Michel Petrucciani, Best Of (Dreyfus Jazz Recordings. Tra i brani della racolta :Besame Mucho e Brazilian Like).

Certamente di maggior interesse per i nostri lettori sono questi due album realizzati dal musicista, compositore e produttore Victor Rendón
(www.victorrendon.com). Un grande omaggio a tutti gli stili afrolatini è rappresentato da Fiesta Percusiva. I professionisti della percussione qui potranno trovare degli spunti ritmici originali. Si tratta di un progetto che offre un menù variegato saporito e colorato impiegando sapientemente una quantità considerevole di strumenti percussivi. Tra i brani più curiosi – ma non il migliore della raccolta- vi segnalo la traccia 4, Juego de Quijadas, una piccola suite ritmica costruita con jawbone e vibraslap, che sono le mascelle d’asino (o di cavallo), di ieri e di oggi, ovvero quella autentica d’osso o la versione metallica da cui sgorgano sonorità ancestrali, che alcuni ritengono macabre, pensando agli animali ‘sacrificati’, ma non è così’…
E chiudiamo conBlue Mambo, che Victor Rendón ha creato assieme a Charles Alletto. E’ un bel melting pot che mescola abilmente sonorità afrolatine e swing jazzistico proveniente dalle terre della Louisiana. Risultato: notevole e piacevolissimo.
Auguri! E buona musica per tutto il 2009!
Gian Franco Grilli























