Potpourri Cubano

Riprendiamo il discorso su dischi e libri avviato alcune settimane fa con lo spirito esclusivo di tenervi aggiornati sulle produzioni editoriali che ci sono pervenute e, secondo noi, meritevoli di attenzione. Il potpourri – per la verità molto stringato – di questa settimana parla solo di dischi. In attesa di riproporvi prossimamente in modo esteso queste opere, ecco la selezione.

Cominciamo da un progetto che ha qualcosa di storico. Due isole erranti come Sardegna e Cuba si sono incontrate in mezzo al Mediterraneo per intraprendere un nuovo viaggio musicale guidato dal jazz. Infatti è il linguaggio afroamericano che ha svolto il ruolo di mediatore tra le due tradizioni a confronto rappresentate da un lato, dalle voci dei Tenores di Oniferi e dalle corde di Battista Giordano e dall’altro, dal quartetto del pianista cubano Omar Sosa. Dal meeting avvenuto nel 2007 tra il Cala Gonone Jazz festival e il concerto all’Expo di Cagliari è nato il disco registrato dal vivo e intitolato ISOLANOS (SardMusic – distr. Egea). Si tratta di un album affascinante, con otto composizioni suddivise equamente tra il pianista camagueyano Sosa e il chitarrista nuorese Giordano. Posso anticiparvi che, dall’ ascolto fugace, la canzone che troneggia sulle altre è Omar, traccia n.7, un cocktail multicolore dove entrano in scena sax, piano, canto a tenores su un tumbao che spazia tra son e calypso. Ma anche gli altri brani toccano picchi di elevata bellezza. Un lavoro artistico – che per comodità definirei world jazz, tra sonorità sarde, accenti arabi, fraseggio jazz e ritmi afrocaraibici – scaturito “da alcuni fatti che hanno attirato la mia attenzione – afferma Sosa – e che sono: primo, la Sardegna e Cuba sono due isole; secondo, la musica dei tenores mi ricorda quella dei contadini cubani. Eppoi ci sono denominatori comuni: ad esempio, la cultura spagnola che ha influenzato Cuba presenta tracce arabe e queste ultime le troviamo anche in Sardegna”.

  

Da Cuba – e in particolare da Sancti Spiritus che dista meno di duecento chilometri dalla Camaguey di Omar Sosa – arrivano i canti e le musiche della tradizione di questa regione centrale dell’Isla raccolte nello splendido libro con 2 cd: Various Artists, CUBA: Punto et Trova de Sancti Spiritus. E’ un lavoro importante creato con intenti didattici ed etnomusicologici, una sorta di tesoro culturale che ora viene presentato al pubblico internazionale grazie all’etichetta transalpina Ocora Radio France (distr. Egea). Ogni cd contiene venti brani interpretati dai quattro gruppi intervenuti nel progetto, e sono: Trio Los Lamas, Parranda Espirituana, Trio D’Gomez e Trio Espirituano. Un album di musica tradizionale autentica, non solo suonata, ma anche ottimamente illustrata nel robusto ed elegante libretto (in tre lingue:francese, spagnolo, inglese) che accompagna i due cd. Troverete, quindi, note, illustrazioni, dettagli e curiosità su storia e stili (punto cubano, decima, guajira, trova espirituana, ecc.), sugli strumenti impiegati (tres, claves, marimbula, bongó ecc.) e infine una sintetica spiegazione di ogni canzone. Opera imperdibile che sarà apprezzata dagli studiosi e anche dagli appassionati di musica latina sempre alla ricerca di materiali per capire le origini del loro sound preferito.

  

Origini santiaguere quelle di Amilcar Suàrez y Su Salsa Matriz, una formazione nata nel 2002 che offre un ventaglio aggiornato delle sonorità che circolano a Cuba. Il gruppo con questo lavoro è giunto al suo secondo album. E infatti dopo l’esordio con “No Todos Somos Iguales” edito dall’etichetta milanese Idyllium ecco, sempre a cura della medesima casa, il nuovo A CUBA. Cinquanta minuti di musica cubana di tendenza, una fusione dei linguaggi attuali combinati con rielaborazioni degli stili legati alla tradizione del son e derivati. Le dieci tracce riunite nel progetto discografico del compositore, arrangiatore e sassofonista Amilcar Suarez si muovono con sapienza tra regguetton-timba, guajira son, cha cha cha/rap, guaguanco-timba, salsa, balada e latin jazz. Non manca proprio nulla.
“Doble jugaba para mi gente latinoamericana/ doble momento, desde Cali hasta La Habana”, questo è il primo ritornello della traccia n.1, Doble Jugada, dell’album JUGANDO A ENAMORAR che ci accompagna tra i suoni cubani, ma non solo. E’ infatti salsa con forti accenti cubani, ma c’è anche altro in questa musica elaborata dalla formazione Doble Jugada. Disco, del resto, già recensito a suo tempo su questo portale da Roberto Rabbi, il quale ha messo in risalto, e bene, le caratteristiche di questo progetto salsero. Perchè riparlarne? Semplicemente: è pervenuto sul mio tavolo solo pochi giorni fa e con sorpresa e piacere mi è saltato subito all’occhio tra i nomi degli artisti del progetto il nucleo centrale dei musicisti presente anche nel fantastico Gracias Joe Cuba! di Nils Fischer & Timbazo. Gente di grande talento. Infatti oltre all’ottimo conguero tedesco Fischer troviamo, tra gli altri, il suo connazionale pianista-arrangiatore Marc Bischoff, assieme a latinos di stanza in Olanda, come il cubano José “Pepe” Espinosa, eccellente timbalero o sempre dell’Isla Grande il vocalist leader, il brillante Fabian Nodarse. Protagonisti, questi ultimi a mio parere, che danno la principale impronta cubana a questa gradevole salsa, che accoglie comunque anche altri contributi significativi e accenti particolari (come dicevo poc’anzi) provenienti da autorevoli musicisti quali sono il portoricano Joe Rivera, il venezuelano Gerardo Rosales o i colombiani Nando Varin e Alberto Caicedo. Quindi riprendendo l’invito di Roberto, e nel caso vi fosse sfuggito in occasione della prima segnalazione, vi consiglio vivamente l’ascolto di questo album prodotto da Walboomers Music.
Per concludere, vi segnalo al volo un album pervenutomi nientemeno che dalla Finlandia. AL RITMO LATINO! di Jari Sillanpää (Bridgehead Productions). Venti brani che reinterpretano le musiche latinoamericane di ieri e di oggi. In due parole posso dire che si tratta di un immenso atto d’amore verso quelle che una volta venivano chiamate canzoni ‘sudamericane’. Da Besame mucho a Malagueña Salerosa a Rum and Coca Cola, ma la raccolta affonda le mani anche dentro repertori più attuali, tra son, merengue, calypso, salsa e pop. Forse ne riparleremo, anche perchè nella band ad esempio appare Carlos Del Puerto, ex bassista di Irakere. E con lui altri ottimi musicisti. Intanto se vorrete, godetevi questo canzoniere latino trasversale made in Helsinki.
Alla prossima.

di Gian Franco Grilli

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