Bologna Jazz: la bossa nova di Milton Nascimento & Jobim Trio

Si celebra a caipirinha e cachaça per il cinquantesimo anniversario della bossa nova durante il Festival del Jazz felsineo che si svolgerà dal 7 al 15 novembre sotto le Due Torri e dintorni. Le due bevande brasiliane, infatti, costituiranno la base essenziale per accompagnare in modo autentico il concerto di Milton Nascimento & Jobim Trio nella serata di Venerdì 14 novembre, ore 21.30, Teatro delle Celebrazioni, via Saragozza 234, Bologna.
Per gli appassionati di musica latinoamericana questo è il «piatto» più gustoso inserito nel prestigioso, ricchissimo e articolato menù della terza edizione della rassegna bolognese, organizzata dall’Associazione Bologna in Musica con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di numerosi altri partner.
Ai promotori dell’iniziativa, dunque, va il riconoscimento per aver voluto ospitare in questo importante meeting internazionale artisti depositari di una tradizione musicale che seppe sperimentare nuove vie attraverso il linguaggio del jazz, dando origine a un nuovo stile, rivoluzionario, e di cui tutta la musica moderna ha beneficiato nel corso degli anni. E uno dei più autorevoli rappresentanti di quel mondo musicale è proprio il brasiliano Milton Nascimento, poliedrico musicista che ha contaminato il proprio linguaggio cosmopolita con la bossa nova in anni recenti, il falsetto più famoso della MPB, compositore, Premio Tenco 2008. A Bologna, Milton sarà accompagnato da discendenti puri del movimento della bossa nova: Paulo Jobim, alla chitarra, e Daniel Jobim, al piano – rispettivamente figlio e nipote del compianto maestro Antonio Carlos Jobim – con Paulo Braga alla batteria.

  

Il repertorio della serata prende spunto dal variopinto progetto di questa formazione raccolto nell’album Novas Bossas (EMI) uscito alcuni mesi fa nel mercato italiano. E’ un lavoro molto interessante che rilegge con un approccio insolito la tradizione della bossa nova carioca mescolandola poi a samba e alle atmosfere dell’originale spaccato artistico del Clube da Esquina, il progetto geniale del musicista del Minas Gerais.
Sulla stessa pedana salirà nella serata successiva e conclusiva del festival, il 15 novembre, un artista nostrano che ama e interpreta la musica brasiliana in modo magistrale e divertente. E’ Stefano Bollani, l’istrionico pianista che recentemente è volato a Rio de Janeiro per suonare samba, choro e bossa nova nelle favelas e per registrare l’album Carioca. Della partita erano anche Nico Gori e Mirko Guerrini, due musicisti che fanno parte del quintetto I Visionari, gruppo che accompagnerà il pianista milanese in una delle tre parti del suo concerto bolognese: solo, in duo con il trombettista Enrico Rava e con il quintetto appena citato. Non ci è dato sapere il repertorio di Bollani ma, conoscendo la fase che sta attraversando il pianista brasil-italiano, e sollecitato magari dall’energia brasileira di Nascimento ancora presente dalla sera precedente nell’ambiente del Teatro delle Celebrazioni è probabile che nella perfomance del nostro artista facciano capolino flash di canzonette italiane arrangiate con colori carioca e con ironia. Como solo lui sa fare.
Sbirciando poi tra le biografie degli artisti presenti al festival abbiamo scoperto due talentuosi caraibici nel quartetto del pianista Cedar Walton. Il primo, è il sassofonista Jean Toussaint, ex-Jazz Messengers, ha collaborato con altri grandi musicisti, originario di Aruba; il secondo, è il bassista David Williams nato a Trinidad & Tobago, dove a firma di David «Happy» Williams ha prodotto diversi album della tradizione calypso e della steelband.Gli appassionati di musiche afrocaraibiche che avranno la fortuna di assistere al concerto dell’8 novembre avranno capito che a questi due musicisti bisogna riservare un orecchio di riguardo.
Come abbiamo visto, la terza edizione del festival felsineo dedicato alla musica afroamericana permette alcuni sguardi oltre i confini classici della musica afroamericana. Ma lo zoccolo duro della manifestazione è, naturalmente, il jazz.

  

E allora si parte subito alla grande con il concerto più importante di tutta la rassegna: venerdì 7 novembre, infatti, l’inaugurazione è affidata al quintetto dello straordinario tastierista Herbie Hancock. Poi per otto giorni musica dal vivo, dai palchi del Main Stage presso il Teatro delle Celebrazioni di Bologna a quelli dei locali sul territorio regionale che ospitano l’Aperitivo Jazz e il Round Midnight : a Bologna, il Take Five, Chet Baker Live Jazz e Cantina Bentivoglio; a Ferrara, Il Torrione Jazz Club; a Castel San Pietro Terme, l’Auditorium Pala RS Congressi.
Di estremo interesse anche gli appuntamenti di Jazz On The Screen, la rassegna al cinema Lumière, realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Tra le numerose proiezioni: Blow up di Antonioni (colonna sonora di Hancock), Oggetti smarriti di Bertolucci (colonna sonora di Enrico Rava), Miracolo a S. Anna di Spike Lee (colonna sonora di Terence Blanchard), Tamboras de Minas, documentario dedicato a Milton Nascimento. Piano Solo di Riccardo Milani con Kim Rossi Stuart tratto dal romanzo Il disco del mondo di Walter Veltroni verrà proiettato al Cinema Arlecchino alla presenza del regista e di Veltroni.
Un festival ricchissimo e molto variegato nella proposta. Per non perdervi momenti decisamente straordinari vi consigliamo di consultare il programma di Bologna Jazz Festival:
www.festivaljazzbologna.it.

Gian Franco Grilli

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