Cuba Sì, Ma Con Gusto

CUBA SÍ, MA CON GUSTO
Il gruppo Pepe Lopez y Los Trinitarios è in tournèe in Italia. Ecco le impressioni sulla serata cubana svoltasi nei pressi di Bologna all’inizio di agosto e presentata da Red Ronnie.

di Gian Franco Grilli

A voler essere severi, si potrebbero muovere diversi appunti alla serata cubana organizzata in occasione della storica Fiera di San Lazzaro di Savena, a due passi da Bologna, che ha visto l’esibizione – tutto sommato piacevole – del gruppo Los Trinitarios (spesso in tournée con i Nomadi).
Il direttore del gruppo, Jose Amador López (che rivedo – con sorpresa – a distanza di vent’anni dal nostro primo incontro a Trinidad, con lui diciottenne) ha forse dovuto affrontare varie difficoltà per riunire piccoli formati musicali che rientrassero nei budget a disposizione e, purtroppo, si è probabilmente fatto consigliare da autorevoli professionisti del mondo musicale, a mio avviso ancora un po’ superficiali su quello cubano.
 

Il concerto non è stato entusiasmante per diverse ragioni, ma in particolare per la mancanza di quell’insieme timbrico, caratteristico della musica cubana, ottenuto dall’impasto naturale di tumbadoras, bongos, tres, chitarra, güiro, maracas e claves. Infatti, le belle voci di Pepe López ed Emilia Morales sono state sostenute solo da una tastiera e da un set percussivo moderno che sintetizza tumbadora, bongos e cencerro. Una formazione di 6 elementi con due sculettanti e brave ballerine che, nella scelta, potevano essere sacrificate in cambio di altrettanti musicisti per dare qualità e sabor alla serata. Ma si sa che gli organizzatori, per ottenere successo, si affidano…. all’occhio che vuol la sua parte. Storie vecchie, molto spesso smentite dai fatti e anche dal pubblico in sala che non è andato in estasi, tranne qualche momento.

Il menù musicale offerto? Un repertorio a tempo di son, bolero e cha cha chá, tra classici cubani e sudamericani, da Guantanamera a Cuba que linda, da Yolanda a Cuando calienta el sol (la più canticchiata dai presenti). In mancanza di un adeguato supporto orchestrale, i momenti più apprezzabili li hanno offerti i cantanti Pepe López (anche chitarrista) ed Emilia Morales. Questo non vuol sminuire le qualità professionali degli altri due musicisti sul palco – il percussionista Roberto Toledano e la pianista Lida Garrido – cui erano affidati i compiti di sintetizzare armonie e accompagnamento, con il risultato di un quadro musicale logoro, poco coinvolgente per chi familiarizza da tempo con le sonorità e i ritmi cubani. Un concerto, quindi, non in linea con l’attualità musicale dell’isola caraibica, un mondo in continua evoluzione che corre come un treno e fa ballare e deliziare milioni di persone in tutti i continenti.
E allora, per dovere di cronaca, mi è sembrato giusto evidenziare alcuni limiti dell’evento, che ritengo non facciano crescere l’immagine della musica di Cuba, e qualche perplessità sul messaggio cultural/politico (belle le immagini musicali trasmesse, ma non del tutto condivisibili i contenuti e il contesto poco adatto) proposto da Red Ronnie sulla realtà socialista che i Barbudos portarono al successo circa 50 anni fa. Rivoluzione che il gruppo Los Trinitarios ha voluto ricordare nel corso della serata al canto di Hasta Siempre Comandante Che Guevara, il brano dello scomparso chitarrista-compositore Carlos Puebla che ha fatto vibrare idealisti di tutto il mondo, ma che persino a Cuba è sempre più raro ascoltare.

Gian Franco Grilli

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