Intervista a Cesar “Pupy” Pedroso – Luglio 2006 “Fiesta” Roma

Giuseppe:  
Maestro Lei si chiama Cesar Pedroso, perché tutti la chiamano “Pupy”?

 

Cesar Pedroso:    Il mio nome completo è Cesar De la
Mercedes Pedroso Fernandez, ma la mia famiglia sin da bambino mi ha messo il
nomignolo Pupy; è normale a Cuba ed un po’ in tutta l’america latina dare un
soprannome ai bambini e spesso questo resta per tutta la vita.

 

 

Giuseppe:       Come si è formato
musicalmente? Chi ha influito sulla sua crescita musciale?

 

Cesar Pedroso:          Vengo da una famiglia di musicisti. Mio
padre Nené era pianista e suonava con la Orchestra La Sensacion, il conjunto di
Chappotin e tutti i grandi gruppi di quel periodo. Mio zio suonava con
l’orchestra di Arcaño, mio nonno era il direttore e flautista dell’orchestra
Cuba. A casa mia si è quindi respirata sempre un’atmosfera musicale.

                                    Sono stato anche fortunato in
quanto a casa possedevamo un pianoforte ed io sin da bambino passavo tutto il
giorno strimpellando, dalla mattina appena sveglio fino a notte fonda. Posso
dire che mi sono formato interamente nell’ambito familiare.

 

 

Giuseppe:                   Chi è stato il musicista
o i musicisti che più l’hanno influenzata oltre a suo padre?

 

Cesar Pedroso:          Il primo fu per l’appunto mio padre e
subito dopo di lui Jesú Lopez, pianista dell’orchestra de Arcaño e piuttosto
all’avanguardia a quell’epoca. Ci sono poi Lili Martinez, pianista della
Chappotin e Ruben Gonzales. Però fondamentalmente fu mio padre e la musica
dell’orchestra de Aragon.

 

 

Giuseppe:                   Il segreto del successo
della sua orchestra.

 

Cesar Pedroso:          Ho sempre avuto l’idea di formare
un’orchestra con le trombe, visto che mio padre faceva parte di un conjunto ed
ho realizzato questa idea con la nascita dei Los que son son. Ho potuto inserire
tromboni e trombe, ho fuso la paila con la batteria per indipendentizzare tutti
gli strumenti. Non rinuncio comunque all’idea di poter inserire altri strumenti
in futuro.

 

 

Giuseppe:                   Mi dica per lei qual è la
differenza tra la salsa di ieri e quella attuale.

 

Cesar Pedroso:          Tra la salsa di ieri e quella odierna
non ci sono grandi differenze ritmiche ed armoniche. Oggi abbiamo l’influenza
dei suoni contemporanei, il grande apporto del jazz, determinante per la musica
latina odierna, ma l’armonia è sempre la stessa, con più variazioni ma è sempre
la stessa.

                                    E’ importante dire che sia ieri
che oggi alla base di tutte le evoluzioni musicali c’è la musica cubana; da li è
nato tutto e sempre da Cuba arrivano i nuovi cambiamenti. Non dobbiamo però
dimenticare l’apporto dei Boricua (portoricani) e di Oscar De Leon.

 

 

Giuseppe:                   Qual è la canzone che ha
scritto che più le piace e quella che invece avrebbe voluto scrivere?

 

Cesar Pedroso:          Le canzoni sono per me come i figli, le
amo tutte allo stesso modo. Comunque in tutti questi anni quelle che ricordo con
più affetto sono “Con el destino no se puede” una vecchia canzone scritta con i
Los Van Van e che narra di un fatto reale a cui sono ancora legato. Care mi sono
anche “Seis semanas”, “Será que se acabó, se acabó” e tra quelle più recenti
“Mamita portate bien”. Forse al primo posto metterei proprio “Mamita portate
bien”.

                                    Mentre la canzone che più amo che
non ho scritto è “Alma mia” di Ricardo Perez e cantata da Benny Moré. Alma mia
que te hace pensar que no te quiero… stupenda. Spero un giorno di poterla
montare con la mia orchestra.

 

 

Giuseppe:                   Chi è Pupy al di fuori
della musica?

 

Cesar Pedroso:          Mi piace starmene a casa a guardare
film oppure uscire a divertirmi con gli amici. La domenica , che non lavoro,
invito gli amici a casa ed io stesso cucino.

 

 

Giuseppe:                   Quindi il protagonista
della canzone “El negro està cocinando” è lei?

 

Cesar Pedroso:          Si, si, certo; sono io il negro che
cucina.

 

 

Giuseppe:                   Progetti per il futuro?

 

Cesar Pedroso:          Stiamo lavorando ad un concerto a
settembre a Barcellona in onore di Juan Manuel Serrat ed al disco in suo onore
che contiene anche una nostra canzone. Ci saranno Chuco Valdez, la Charanga
Habanera, Bamboleo, l’orchestra Aragon, Haila, Vania ed i Los que son son. Sarà
un concerto indimenticabile.

                                    Stiamo poi per terminare il nuovo
disco ed un DVD, che usciranno quest’inverno qui in Italia. Nel nuovo disco ci
sarà un tema che si chiama “A la Italiana” di Leonardo Peruel, il nostro
trombettista. Penso che vi piacerà molto visto che parla di come ballano le
italiane, della vostra e della nostra cucina. Se voi avete accettato ed
assimilato il nostro ballo, per quale motivo noi non dovremmo accettare la
vostra cucina?

Giuseppe Lago

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