Chucho Valdez a Milano

Evento imperdibile allo splendido Blue Note di Milano, tempio della musica Jazz di Milano. Per tre giorni a partire dal 21 aprile infatti si esibirà sul palcoscenico del locale di via Borsieri una delle massime figure del Latin Jazz contemporaneo: Il pianista cubano Chucho Valdes. Si tratta di un ritorno poichè giusto un anno fa l’ex leader del gruppo Irakere già fece tappa sempre all’interno di questo scenario.
Rimarrà tre giorni per due spettacoli a sera. Il primo alle 21, ed il secondo alle 23. Prezzo del biglietto 30 euro, un prezzo che per il calibro dell’artista e per il locale si possono spendere senza alcun rimpianto.
Qui sotto vi riportiamo una breve storia dell’artista e la band con cui si esibirà al Blue Note. (tratto dal sito ufficiale www.bluenotemilano.it)

N.B grande anteprima per i giorni 17-18- e 19 maggio ritorna al Blue Note anche la “Mano Dura” di Ray Barretto.

Chucho Valdès (piano)
Mayra Caridad Valdès (Vocals)
Lazaro Rivero Alarcòn (Bass)
Giraldo Piloto (Drums)
Yaroldi Abreu (Percussion)
Roman Filiu (Sax)
Chucho Valdés è una delle figure seminali del latin-jazz attuale. Il pianista cubano fonda nel ’73 il gruppo Irakere, uno dei più importanti nella fusione di jazz, rock e ritmi afrocubani per poi suonare con le all-stars di Dizzy Gillespie e Stan Getz. E’ oggi al centro dell’ esplosivo revival della musica latina, dalla salsa al mambo fino a ripescare tutte le forme più arcaiche delle danze in voga sull’isola di Cuba. Ma Valdés, pur facendo tesoro di tutta la cultura afrocubana rimbalzata negli anni dall’Havana a New York e ritorno, ha assimilato anche molto jazz di scuola be bop. Tra i maestri del piano jazz, Chucho adora i “classici” Art Tatum, Duke Ellington, Erroll Garner, Bud Powell e Hank Jones, ma anche i più moderni Bill Evans, Cecil Taylor e Keith Jarrett. E’ anche lui un virtuoso della tastiera, capace di rimescolare tutte le sue esperienze cubane e americane degli ultimi decenni con un emozionante gusto della citazione. Accompagnato da un contrabbassista e da due torrenziali percussionisti, Chucho Valdés alterna brani suoi, classici della musica latina come ‘El cubanchero’, ‘Los caminos’ e perfino ‘But not for me’ di George & Ira Gershwin, tutti rivissuti in chiave latino-americana. Un’impresa tra il frastornante e il vertiginoso, come solo un campione del jazz e del pop più enciclopedico potrebbe fare.

Fabrizio Zoro

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