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VENT’ANNI A RITMO DI SALSA PER IL GRUPO GALE’

Il 2011 è un anno speciale per il Grupo Galè: la band colombiana, proveniente
dalla città di Medellin, festeggia infatti il suo ventesimo anno di attività.
Quale miglior regalo per i propri fan sudamericani che vivono in Italia se non
ripercorrere le tappe più significative di questa carriera in un concerto
nell'ambito della manifestazione di musica latina live più importante d'Europa?
Al termine dello spettacolo, tenuto di fronte ad un pubblico assai numeroso e
caldo, abbiamo incontrato il fondatore del gruppo, Diego Galè, il quale,
parallelamente alla sua attività artistica in prima persona, porta avanti da
anni un discorso come produttore di alcuni tra i più grandi musicisti, cantanti
e gruppi latini.

Prima di tutto voglio salutarvi e ringraziare il vostro sito per
l'appoggio che date alla musica Salsa. –

– Maestro, com'è nato il Grupo Galè?


– L'idea è stata di mio padre, Jaime Galè: io sono artisticamente cresciuto
nella sua orchestra, per poi diventare percussionista del Grupo Niche. Vedendo
che avevo del talento, mi ha suggerito di mettermi in proprio e formare un
gruppo tutto mio. Dopo un tour europeo col Grupo Niche nell'ormai ontano 1986,
quindi,  ho iniziato concretamente a pensare a questo progetto Così ho
iniziato a ingaggiare i musicisti, la maggior parte dei quali proviene da
Medellin, ma anche da altre città della Colombia. Il Gruppo si è formato nel
1989, ma il nostro primo album risale esattamente a venti anni fa, da allora
abbiamo prodotto venti album, con una media di uno all'anno e siamo arrivati
sino ad oggi a celebrare il nostro ventennale.

– In tutti questi anni siete venuti a suonare in Italia qualche volta o
questa è stata la prima? –

– Abbiamo tenuto i nostri primi concerti italiani sette anni fa, proprio qui al
festival Latinoamericando e poi a Roma. Per noi tornare qui è stata una grande
emozione ed un grande onore.-

– In tutti questi anni cos'è cambiato nel panorama salsero colombiano? –

– Direi che in questi anni la salsa in Colombia si è molto evoluta. Fin da
subito il nostro stile si caratterizzava per una ritmica molto sostenuta, molto
ballabile e tanti gruppi colombiani l'hanno fatto conoscere in tutto il mondo.
Grazie a ciò in questi ultimi anni il nostro modo di intendere la salsa ha fatto
sì che il nostro sound sia uno dei più richiesti, sia a New York, che in
Venezuela, che in Europa, questo sia a livello di nostre produzioni, sia a
livello di ingaggio di musicisti in gruppi non colombiani. –

– A proposito di produzioni, vogliamo ricordare, per chi non o sapesse,
quali sono gi artisti che hai prodotto in questi anni? –

– Sono veramente tanti: Ritchie Ray, Bobby Cruz, Maelo Ruiz, Tito Nieves, Willy
Gonzales, poi ho registrato alcuni album con Marc Anthony, La India. Ho scritto
tantissime canzoni per tutti loro, così come naturalmente per il Grupo Galè. Una
menzione anche alla Sonora Carrouseles, un gruppo la cui carriera ho seguito
dagli inizi e che ho portato qui al festival di Milano nel 1998.-

Per celebrare il vostro compleanno avete pubblicato un album speciale….-

– Si chiama "Deluxe", è uscito una settimana fa e vuole essere un omaggio ai
grandi della salsa colombiana,, alcuni dei quali hanno collaborato per alcuni
brani, come Joe Arroyo, che da poco ci ha lasciati. –

Lo conosceva bene? –

–  Certo, abbiamo condivso artisticamente molto tempo insieme ed ho
partecipato in tre delle sue produzioni; quello che mi rende molto orgoglioso,
poi, è  l'aver registrato assieme a lui in una delle prime orchestre in cui
lo stile colombiano è stato maggiormente esaltato, quella di Fruko. Fruko è una
delle persone che devo ringraziare maggiormente per la mia carriera: è stato uno
dei primi a credere in me, a portarmi in turneé, a farmi conoscere fuori dal mio
paese.

Prima che i fans lo reclamino per le foto di rito, rinnovo i complimenti al
maestro per il concerto tenuto e gli auguri di buon anniversario, invitandolo
come sempre ai saluti finali:

Un saluto a tutti i lettori di Salsa.it, rinnovo l'invito a dare il
vostro appoggio al nostro amato genere e il grazie ancora per seguirci con tanto
affetto per tutti questi anni.

Foto di:
Cosetta Calidonna

Mauro Gresolmi

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