Verdade

“Per ricercare la mia vera e reale identità faccio un ripasso di tutto ciò che mi circonda e mi ha influenzato…… Sono tante le influenze che ricadono su di me, che mi considero un essere appartenente al mondo intero, che non corrisponde a nessun stereotipo, a nessuna cultura precisa, perché sono nata e cresciuta tra culture diverse”. Queste parole introduttive di Carmen Souza rendono alla perfezione il sound universale che attraversa il suo terzo disco: Verdade. Prodotto dall’etichetta olandese Connecting Cultures (distr. Egea) questo album segna un passo deciso verso la maturità artistica della talentuosa cantante, nata ventisette anni fa a Lisbona da genitori di origine capoverdiana. La sua formazione avviene all’interno di un crocevia culturale molto variegato, dove predomina l’incontro tra la lingua, le tradizioni e i sapori di Capoverde e la vivacità eterogenea della capitale portoghese. La voce di Carmen è profonda, sensuale, femminile, versatile, espressiva e, al tempo stesso, ritmica e melodica. Una grande miscela di colori quella che sgorga liberamente dal canto della Souza, espressione di un background culturale e sonoro non catalogabile per l’ampiezza di riferimenti, un linguaggio, il suo, che va in direzioni diverse e ritorna sempre arricchito di nuove sfumature. E il risultato di questo girovagare tra suoni e culture si vede in questo cd, di grandissimo spessore: jazz unito a diverse influenze contemporanee, world music, funk, ritmi batà intrecciati a sonorità capoverdiane e brasiliane, afrolatine, ecc. I testi dei dodici brani sono interamente scritti dalla giovane Carmen mentre la musica è firmata da Yeshwa. Difficile scegliere tra le dodici bellissime tracce, ma lasciandomi guidare dall’istinto vi consiglio in particolare la traccia n. 4, Levantá no bal, un intreccio stratosferico di ritmo batà e piano, un linguaggio jazzistico modernissimo, spirituale, alla Roberto Fonseca o alla Omar Sosa. E, non a caso, il pianista è un cubano, Victor Zamora, ottimo strumentista, tecnicamente dotato, come del resto gli altri sette ospiti intervenuti in questa bella produzione. Bravissimo anche il “trio” multietnico che accompagna la Souza: Theo Pas’cal, Orlanda Guilande e Paulo Rosa Martins.
Canzoni e musiche affascinanti, dunque, quelle raccolte in Verdade, album corredato di un utilissimo e gradevole booklet in inglese, francese e spagnolo. Imperdibile.

Gian Franco Grilli

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