Italia Salsera un’affidabile guida

PREFAZIONE a cura della redazione “Italia Salsera”
Nel secondo anniversario del nostro primogenito editoriale El Salserito Latin Magazine, mensile d’informazione sociale-culturale e turistico dell’ambiente latinoamericano in Italia, nasce una nuova “bambina”, ITALIA SALSERA.
Italia Salsera è la guida annuale ufficiale dell’industria Latino Americana, dove sono raccolte le varie attività, suddivise in settori e categorie: ballo, musica, locali e ristorazione, abbigliamento e accessori, ma anche viaggi e turismo, media, import/export, servizi per lo spettacolo, oltre a un settore dedicato al movimento salsero internazionale.
Arricchiscono la guida informazioni sui Paesi dell’America Latina, sulla loro musica, il ballo, la gastronomia e la cultura, utili per programmare i vostri viaggi, o semplicemente per conoscerli meglio.
Ma a chi è rivolta Italia Salsera?
· Ai lettori. In maniera facile e immediata potete conoscere le realtà salsere attive in tutta Italia, avere informazioni utili su ogni paese dell’America Latina, conoscere manifestazioni, eventi, congressi e fiere sparse per il mondo: come scoprire un mondo intero con una semplice ricerca.
· Agli operatori del settore. Essere presenti all’interno di Italia Salsera è importante: in questo modo vi assicurate per tutto l’anno una vetrina in più per farvi conoscere e per rappresentare la vostra categoria all’interno di una guida dedicata esclusivamente al nostro movimento latinoamericano.

Perché abbiamo deciso di chiamare la guida Italia Salsera? È molto semplice.
In Italia attualmente si è sviluppato uno dei movimenti salseri più importanti a livello mondiale: altissimo è il numero di scuole di ballo presenti sul territorio, ci sono moltissimi locali che dedicano parte o tutta la loro programmazione artistica alla musica latinoamericana, numerosi ristoranti tipici rientrano tra i preferiti del pubblico italiano e ogni mese vengono organizzati eventi, manifestazioni e attività a tema.
I dati del settore turistico, inoltre, parlano chiaro: in costante aumento è il numero di persone che scelgono come meta per i loro viaggi l’America Latina e che, una volta ritornati, consigliano agli amici di andare alla scoperta di questi paesi, approfittando di ogni momento per organizzare nuovi viaggi.
Ci rendiamo conto che in questo momento stiamo toccando con mano un fenomeno grandissimo che ha mille sviluppi, riguardando anche grandi multinazionali che scelgono di utilizzare toni e motivi latineggianti per le loro campagne pubblicitarie o anche il mercato discografico nazionale e internazionale, dove le contaminazioni con ritmi latini interessano grandi artisti, venendo incontro ai nuovi gusti musicali che la platea degli ascoltatori ha maturato negli ultimi anni.
Per questo, quando abbiamo scelto il nome della nostra guida, abbiamo dovuto quasi obbligatoriamente chiamarla Italia Salsera, ITALIA, perché il movimento è esteso a tutto il paese, a livello nazionale e SALSERA, dal termine “salsa”che ha lo stesso significato in spagnolo e in italiano, ma quando è associato alla musica e al ballo nati in America Latina, acquisisce un valore caratteristico di unione e di identificazione molto forte.
Tantissime sono le realtà che fanno del nostro paese una vera Italia Salsera che trovate riunite all’interno della guida e che costituiscono un grande patrimonio per tutti coloro che hanno contatti con il movimento.
Per capire meglio questo fenomeno e condividere con voi le conclusioni che abbiamo tratto, approfondendo il nostro interesse per la salsa e in generale per il movimento latinoamericano, vogliamo iniziare parlandovi un po’ di storia, arrivando poi a vendere l’evoluzione e lo sviluppo del fenomeno in Italia.

Sul termine “salsa”
Il termine salsa identifica sia il genere musicale che il ballo: in origine questo termine indica sia in spagnolo che in italiano un condimento di diversa preparazione che serve per rendere più gustose varie pietanze.
Le varie teorie riguardo l’uso di questa parola per indicare un determinato genere musicale o di ballo di origine latinoamericana prendono in considerazione proprio questi due fattori: l’unione di vari ingredienti e il gusto saporito.
La questione dell’origine del termine stesso è molto controversa e anche sul primo uso del termine salsa ci sono alcune diatribe. Abbiamo scelto per voi alcune teorie rigurdo al primo utilizzo di questo termine in campo musicale.
La prima indica il 1933 come data d’inizio, quando il compositore cubano Ignacio Piñeiro scrisse un brano dal titolo Echale Salsita ( Aggiungi un po’ di salsa), prendendo ispirazione da un piatto poco saporito che aveva mangiato in treno durante una tournèe a Chicago, piatto che richiedeva qualcosa di saporito per renderlo gustoso. Questo episodio ben rappresenta, a nostro parere, il passaggio che il termine ha fatto dal campo culinario a quello musicale.
Un’altra versione è quella che vede Izzy Sanabria, conosciuto universalmente come “Mister Salsa”, il promotore del termine salsa. Sarebbe stato lui il primo ( o fra i primi) a usare questo termine per indicare il genere musicale che la Fania All Stars, progetto musicale di Jhonny Pacheco e Jerry Masucci dei primissimi anni ’70, stava esportando in quegli anni in tutti gli States e in Europa.
Lo stesso Sanabria dichiara che la scelta di questa parola è stata dettata proprio dal suo significato originario, di condimento che dà sapore grazie all’unione di vari ingredienti, proprio come accadeva alla musica della storica formazione della Fania, che univa elementi di jazz alle sonorità dei Caraibi, come il son e il mambo, mescolando attentamente i suoni per dare più sabor alla musica latina.
Le controversie sulla salsa non sono storia solo dei nostri giorni, tanto è vero che grandi nomi che hanno fatto la storia del genere non hanno voluto identificare la loro musica come salsa, a partire da Tito Puente che ha sempre chiamato la sua musica “mambo”, aggiungendo queste lapidarie parole: « Io non sono un cuoco, sono un musicista». Il successo di questa parola, però, è stato immediato, tanto che alla fine anche lo stesso Puente aveva confessato a Sanabria di considerare la sua musica all’interno della grande etichetta della musica salsa.
Il nostro approccio a questo fenomeno ci porta a ritrovare le vere origini della musica e del ballo in tempi più lontani. Al di là delle varie suddivisioni che oggi vanno tanto di moda anche tra gli stessi appassionati, la storia della salsa fin dagli inizi ci parla di diversità, unione e identità.

Un po’ di storia
Abbiamo scelto di risalire alle origini della storia del continente latinoamericano, prima ancora della scoperta dell’America da parte degli europei.
Dagli inizi della storia umana, il continente americano è popolato da varie etnie, diverse fra di loro che vivono su tutto il continente. Spesso nei nostri libri di storia, si legge che l’America fu “scoperta” da Cristoforo Colombo, ma forse sarebbe meglio dire che venne “trovata”: il suolo americano è abitato fin da tempi remoti e all’epoca dell’arrivo dei primi europei è popolato da milioni di persone.
Per avere una breve panoramica delle popolazioni indigene americane, possiamo dividerle in popolazioni del centro, del sud America e dell’area caraibica.
Se in Centro America dominano in periodi diversi la civiltà degli Olmechi, degli Zapotechi, dei Maya e degli Aztechi, nel cono sudamericano le etnie sono moltissime ( solo nella zona amazzonica gli studiosi ipotizzano almeno 300 popolazioni di diversa origine), fra cui la più importante è quella degli Incas.
Anche l’area caraibica è molto popolata: etnie importanti come i Taínos o i Caribi, insieme a tante altre civiltà, abitano questi territori.
Quando giungono gli europei, si accorgono che il territorio americano è colmo di ricchezze e iniziano la conquista di queste terre che in poco meno di 40 anni vengono assoggettate alle varie potenze del vecchio continente.
In questi anni si assiste a uno dei più grandi genocidi della storia umana: milioni di persone vengono annientate, intere civiltà spariscono, travolte dalla violenza, dalle malattie e dalla schiavitù, e vengono sostituite dai nuovi arrivati, gli europei appunto.
L’America è un territorio immenso e fin dai primi anni del ‘500 rappresenta l’Eldorado, la terra dell’oro e delle immense ricchezze: per mantenere stretto il controllo su questi territori da subito incomincia un’immigrazione degli europei che prendono possesso di questi territori in tutti i sensi, dal punto di vista territoriale, politico ed economico, ma anche da quello sociale e culturale. Il vuoto che si è creato con la distruzione degli indios, viene così colmato dalle popolazioni europee che si stabiliscono qui. Inizia un processo di immigrazione che continua nel corso dei secoli successivi e che vede coinvolti spagnoli, portoghesi, francesi, italiani, tedeschi, olandesi e tanti altri.
Con l’aumento degli europei sul suolo americano, aumenta anche la possibilità di sfruttamento delle terre, ma incomincia a scarseggiare la manodopera, visto che gli indios sono ormai ridotti a pochi gruppi sparuti e per questo motivo inizia un altro processo di immigrazione forzata che porta dall’Africa milioni di schiavi. Tutti i paesi della costa atlantica del continente nero e alcuni del centro sono interessati da questo commercio aberrante che conduce un numero enorme di persone su un nuovo continente, in una nuova realtà.
Fra il 1500 e il 1800 sul suolo americano si trovano a convivere tre gruppi etnici diversi: gli indios, o almeno quelli che sono sopravvissuti, gli europei e gli africani.
È in questo periodo che nasce la pura raza latinoamericana.
Questi tre gruppi, costretti da una convivenza che è tutt’altro che pacifica, soprattutto nei primi periodi, incominciano a mescolarsi fra di loro, a unirsi, creando una nuova cultura, fatta di sfumature della pelle che prima non si conoscevano, di sapori mai assaggiati, di lingue mai parlate, di musiche mai ascoltate, di balli mai provati.
Tutti i cubani, i portoricani, i messicani, i colombiani, i venezuelani, gli argentini, i dominicani, insomma tutte le diverse nazionalità che compongono oggi l’America Latina, hanno questi tre elementi nella loro storia e nella loro cultura.
Ma la storia del continente è in continuo movimento e le popolazioni latine hanno cominciato a guardare anche oltre i propri confini nazionali e soprattutto nel ‘900 si sono rivolti al Nord America e poi anche all’Europa, viste come terre di nuove possibilità, ed è cominciato un altro processo di immigrazione per tutti i popoli latini.
Così sono nate nuove razze, dalla fusione di quelle originarie e questo è ben visibile nella società di oggi, dove continua questo processo di mescolanza, di unione di razze e culture diverse: allo stesso modo, dall’unione dei diversi bagagli culturali, sono nati nuovi generi musicali e di ballo.
Vogliamo associare infatti la nascita delle popolazioni latinoamericane alla creazione della salsa perché in ogni brano di salsa questo processo di unione e fusione è raccontato, viene interpretato musicalmente e ballato: gli strumenti delle antiche popolazioni amerindie suonano melodie che si creano dalla fusione della tradizione europea che si incontra con le sonorità dell’Africa, amalgamate con un filo di jazz nordamericano in un nuovo mix.
La parola salsa comincia a indicare un determinato genere di musica e di ballo nel momento in cui varie popolazioni latine si sono ritrovate fuori dai confini patrii, precisamente negli Stati Uniti.
Qui è nata la necessità di trovare qualcosa che a livello musicale e di ballo li potesse rappresentare agli occhi degli altri gruppi etnici degli Stati Uniti che non vedevano nessuna differenza fra una nazione e l’altra.
Questo fattore è molto importante per capire la vera origine della salsa: per gli statunitensi tutti coloro che venivano dal centro-sudamerica e dai Caraibi erano Latinos, senza distinzione fra cubani, portoricani, messicani e così via.
Dal sentimento di identificazione nasce la salsa a cui ogni cultura latinoamericana ha portato elementi musicali propri, creando un genere nuovo che rappresenta l’identità culturale latina. Trovandosi in un contesto culturale effervescente come quello americano degli anni ‘60/’70 la salsa ha avuto a sua volta contaminazioni sia a livello musicale che di ballo con generi americani, come il jazz o il rock.
L’evoluzione della salsa continua, ritornando nelle terre latinoamericane con nuove sonorità che vengono elaborate, approfondendo da un lato le radici afro-caraibiche e dall’altro aprendosi alle novità musicali che vengono soprattutto dal nordamerica. Questo processo è ancora in corso ai giorni nostri e il futuro si prospetta ancora più ricco di contaminazioni, seguendo un’evoluzione sociale e culturale che ha portato all’attuale società multietnica.
Per affrontare in maniera completa un discorso sulla salsa, senza cadere in sterili e inutili divisioni di genere e nazionalità, secondo noi è fondamentale non dimenticarsi mai che la salsa nasce dall’esigenza dei popoli latini di essere identificati come entità culturale propria, come un nucleo unico che li rappresenta agli occhi del mondo.
Tralasciando le varie specializzazioni in cui si è evoluta la salsa, sia dal punto di vista musicale che come ballo, esiste come base essenziale il valore di unione, di identificazione, di orgoglio nei confronti di un genere che parla in tutto il mondo della storia e dell’identità latinoamericana.
Le controversie che spesso dividono gli amanti della salsa sulla sua origine, soprattutto cubani e portoricani, in realtà nascondono la grande bellezza di questo genere che è anche la sua grande ricchezza.
Le radici della salsa innegabilmente si trovano a Cuba, dal momento che è basata soprattutto sul son, a cui si uniscono molti elementi dell’immenso patrimonio musicale cubano, tanto che per fare solo un esempio fra tanti, Frank Raúl “Machito” Grillo, a proposito del termine salsa dichiarò:
« Non c’è niente di nuovo nel termine salsa, è la stessa musica che si suona a Cuba da almeno 50 anni.»
D’altra parte, i numerosi artisti portoricani presenti negli Stati Uniti hanno avuto il pregio di diffondere la musica cubana, anche quando l’isola si è trovata isolata, garantendo nuova vitalità ai generi tradizionali, reinventandoli alla luce delle tendenze nordamericane ed esportandoli in tutto il mondo.
A nostro parere, la salsa appartiene a tutta l’America Latina; certo ci sono influenze che non si possono negare, ma se le origine di questa musica e questo ballo sono contesi da tanti paesi, significa che il suo è un linguaggio universale che racconta della matrice comune afro-euro-caraibica del continente latinoamericano.
Ci piace immaginare che la salsa, nata da un teamwork di tutti i paesi dell’America Latina, sia l’inno di una squadra che unisce elementi dai Caraibi fino all’estrema punta della Terra del Fuoco, raccogliendo intorno a sé tutti i latinos, quelli veri e quelli de corazón, sparsi nel mondo.

Come si articola il movimento latinoamericano in Italia?
Come già accennato sopra, il movimento latino in Italia, è molto ricco e interessa un gran numero di persone, ma come è articolato?
Nel nostro paese esiste una suddivisione in vari ambienti: vi elenchiamo i principali.
· “Latinoamericano” frequentato dai latinoamericani residenti in Italia a loro volta divisi secondo il paese di provenienza: brasiliani, argentini, messicani, peruviani, centro-sudamericani e caraibici si riuniscono in determinati locali per ritrovare un’atmosfera più familiare che li avvicina al loro paese.
· “Latinoamericano” frequentato da italiani, dove tutti gli amanti della salsa si ritrovano per ballare e divertirsi, non solo nei week-end, ma durante tutta la settimana
· “Latinoamericano” da balera, intendendo con questo le musiche e i balli che imperversano nelle sale di liscio e nelle balere, dal mambo, alla rumba-bolero, passando per la salsa e la bachata nostrane, tutti generi che hanno arricchito enormemente il repertorio delle orchestre di liscio
· “Latinoamericano” da competizione, cioè tutto l’ambiente della danza sportiva che ha sempre avuto grande attenzione nei riguardi dei ritmi e delle danze dell’America Latina, modificandole secondo le esigenze delle competizioni con standard e regole da rispettare. In questo settore è avvenuta la separazione fra latinoamericano e caraibico che però non rappresentano necessariamente l’espressione della danza dei popoli latinoamericani
· “Latinoamericano turistico”, tutto ciò che ruota intorno al settore turistico dell’America Latina. In questa categoria rientrano coloro che scelgono i paesi latini come meta turistica, e che, usualmente, una volta tornati, ricercano con più assiduità e frequenza i sapori dei luoghi visitati nella ristorazione tipica
· “Latinoamericano” culturale, manifestazioni ed eventi che mostrano varie attività culturali del continente come può essere il cinema, l’arte, la pittura, la moda, la letteratura
· “Latinoamericano” solidale che racchiude le organizzazioni e le associazioni che si occupano di solidarietà nei confronti dei Paesi dell’America Latina.
Questi ultimi due settori sono frequentati anche da persone che non frequentano l’ambiente salsero.

L’obiettivo primario della Latinolandia Productions, società editrice della guida Italia Salsera, è quello di favorire l’integrazione di tutti questi settori che fino a oggi, purtroppo, hanno avuto pochissimi contatti fra loro, se non nessuno.
Forse è anche per questo motivo che il movimento latinoamericano, pur registrando un grandissimo numero di appassionati in tutta Italia, viene considerato una moda effimera da parte dei mass media e in generale dagli estranei al settore.
Tutti gli ambienti dovrebbero riuscire a comunicare fra di loro e a lavorare in sinergia per dimostrare la vera forza di questo movimento che oggi più che mai è una realtà.

Gli italiani e la salsa
Ma perché la salsa nel nostro paese ha avuto un così grande successo?
In altri paesi europei di matrice “latina” la salsa si sta diffondendo per vari motivi: per esempio in Spagna, grazie all’uso della stessa lingua, cosa che permette tra l’altro una maggior comprensione dei testi dei brani e grazie anche al recupero della tradizione musicale ( il flamenco, su tutti), mentre la Francia è aiutata dal fatto di essere una società multietnica da cui assimilare gusti, suoni e movenze.
In Italia, invece, il fenomeno latinoamericano è entrato passando dalla tradizione culturale italiana.
Da sempre, infatti, nel nostro paese si è sviluppata una cultura musicale e di ballo che ha avuto ripercussioni a livello mondiale: in uno dei paesi che hanno contribuito allo sviluppo della lirica e della tradizione operistica, accanto a una musica colta si è sempre sviluppata una musica popolare che è nata dalle tante contaminazioni giunte nel nostro paese.
Non dobbiamo dimenticare che anche la nostra cultura è il frutto dell’unione delle varie popolazioni che hanno vissuto nel nostro paese: arabi, spagnoli, francesi, insomma, ogni civiltà che nel corso della nostra storia millenaria ha vissuto in Italia ha lasciato tracce indelebili nella nostra cultura. Anche noi siamo il frutto di tanti elementi culturali che si sono uniti alle popolazioni autoctone per dare vita a una identità nazionale unica nel suo genere.
Inoltre possiamo dire di essere un popolo solare, aperto, molto comunicativo, che riesce a godere dei piccoli piaceri della vita, come la musica, il ballo, lo stare insieme, la buona tavola e questo ci caratterizza agli occhi di tutto il mondo. Tutti questi tratti del nostro carattere nazionale ci accomunano ai popoli latinoamericani e nella musica e nel ballo ritroviamo anche la nostra solarità.
Senza voler cadere in stereotipi della serie “ mare, sole e divertimento” è innegabile che la cultura del divertimento da noi è sviluppata in modo molto simile a quella dei paesi latinoamericani: se vi è mai capitato di partecipare a una festa popolare, vi sarete imbattuti sicuramente in un momento di festa collettivo a base di musica, balli e buona cucina. Nella nostra tradizione, ogni scusa può diventare un momento di festa, proprio come capita nei paesi dell’America Latina.
Con i nuovi ritmi di vita che ormai abbiamo acquisito, dove tutto si svolge con velocità, senza riposo e senza concederci un momenti di riposo, la cultura dei paesi latini è andata a riportare in vita valori che già ci appartenevano.
La musica e i balli latini sono poi andati a riempire un vuoto che da alcuni anni caratterizzava l’industria del divertimento: da una parte le persone di una certa età che hanno sempre frequentato le balere e dall’altro gli adolescenti e i giovani che si divertono a ritmo di disco dance. Le generazioni di mezzo sono quindi da un lato troppo giovani per l’ambiente tradizionale delle balere, dall’altro troppo vecchie per quello della discoteca: il movimento salsero ha quindi riempito questo vuoto, andando a soddisfare le esigenze di divertimento di una fascia d’età molto grande.
La forza propulsiva di questo fenomeno ha però conquistato adepti anche nelle altre fasce d’età: nelle sale da ballo, accanto alla polka e al walzer, ora si ascolta anche salsa e bachata e sempre di più sono i ragazzi che si avvicinano a questo mondo, fin dalla più tenera età.
L’ambiente latinoamericano in generale, aiuta poi la socializzazione: in un mondo dove le relazioni umane diventano sempre più distanti, a causa anche dell’avvento delle nuove tecnologie che creano un villaggio globale dove tutti siamo allo stesso tempo presenti e lontani, la salsa dà la possibilità di ritrovare un contatto di pelle quasi immediato.
Questo vale anche per l’industria del tempo libero: abbiamo poco tempo a nostra disposizione e cerchiamo di sfruttarlo in pieno per ritrovare dei ritmi e dei rapporti più umani, lasciando da parte le ansie e lo stress quotidiano. Ecco perché la scuola di ballo ha sostituito la palestra per molti italiani, perché il ballo unisce il mantenimento della forma fisica al benessere psicologico.
Anche questo è un fattore fondamentale per comprendere l’espansione di questo fenomeno: la musica e il ballo latinoamericani aiutano a scaricare le tensioni, la solarità che esprimono ci contagiano e riescono a pervadere il nostro animo, facendoci ritrovare la spensieratezza e la voglia di ridere della vita.
Grazie alla musica e ai balli, abbiamo ritrovato un benessere psico-fisico che aiuta a riscoprire un nuovo ritmo che sembravamo avere perso.
La crescita della passione per la salsa degli italiani ha avuto anche un impatto sul mondo del lavoro, aumentando le richieste di professionalità nel settore: per questo motivo sono nate molte imprese nel nostro paese allo scopo di offrire nuovi servizi sempre aggiornati alle richieste del pubblico.
Molti latini residenti in Italia hanno avuto la possibilità di avviare piccole o grandi attività che riescono a coniugare professionalità e cultura, ma sono tantissimi anche gli italiani che rapiti da questa passione, hanno deciso di dedicarsi in toto ad essa, cambiando stile di vita, aprendosi a nuove esperienze, cambiando in questo senso anche il panorama lavorativo nel nostro paese.

I mass media
Abbiamo visto come il movimento latinoamericano e in particolare quello salsero sia un vero e proprio fenomeno che a dispetto delle previsioni che si poteva fare anni fa, ha preso piede nel nostro paese, diventando una realtà importante.
Tutto questo, però è avvenuto senza l’aiuto dei mass media che fin dagli inizi, hanno snobbato questo fenomeno, etichettandolo come una moda destinata a estinguersi, oppure un fenomeno legato all’estate e ai tormentoni da spiaggia o addirittura come un genere di scarsa qualità artistica e poco contenuto.
A questo proposito ci duole sottolineare l’ignoranza che i mezzi di comunicazione dimostrano nei confronti di un movimento che non solo ha mille risvolti e tante attività al suo interno, ma che fa della cultura il suo primo ingrediente.
Analizzando il panorama dei mezzi di comunicazione interessati al fenomeno, si assiste a una regionalizzazione: accanto alla stampa creata per i latini residenti in Italia ( fenomeno da non sottovalutare, visto che nelle grandi città sono molte le testate dedicate agli immigrati), i media tradizionali che si interessano della salsa sono regionali cosa che sembra in contraddizione con un fenomeno chiaramente nazionale.
Le radio dedicate alla musica latina sono quelle regionali e locali, così come le televisioni, ma poi scopriamo che il mezzo di comunicazione più interessato dal fenomeno è internet, dove tantissimi sono i siti e le community salsere da tutte Italia.
Perché i mass media fanno fatica a considerare il mondo salsero una realtà nazionale? Forse perché lo stesso panorama salsero fatica a considerarsi una grande realtà.
Le divisioni fra scuole e stili, la chiusura alle novità e alle realtà aziendali esterne, i pochi contatti fra gli stessi operatori del settore, sono un danno a tutto il movimento perché la creazione di piccoli gruppi chiusi rendono debole un movimento che ha potenzialità enormi. Questo è anche dovuto al fatto che nel nostro ambiente ci sono tanti latini e italiani che si improvvisano professionisti e che danneggiano il lavoro dei tanti professionisti del settore che lavorano per dare servizi di grande qualità.

La discografia
A livello discografico, la situazione è paradossale: da un lato abbiamo l’esplosione della musica latinoamericana a livello mondiale, ma dall’altro il mercato discografico attualmente in Italia è abbastanza povero.
Sempre più grandi artisti del panorama musicale internazionale introducono sonorità e ritmi latineggianti nei loro brani, cantanti latini come Ricky Martin, Shakira o Jennifer Lopez, sono stars a livello mondiale, la musica cubana, che ha avuto un vero boom grazie ai Buena Vista Social Club, è entrata nei cuori degli ascoltatori di tutto il mondo, sensibilizzando il pubblico verso le sonorità latine in generale.
Le case discografiche però sembrano avere voltato lo sguardo da un’altra parte e proprio loro, che dovrebbero essere le più interessate al fenomeno, mancano all’appello.
Se diamo uno sguardo alle proposte discografiche in Italia, vediamo che sono costituite per la maggior parte da compilation latine di stampo commerciale, mentre manca il supporto discografico per i tanti artisti, musicisti e cantanti, che lavorano nel nostro paese e che, nonostante le ristrettezze in cui si trovano a operare, continuano a diffondere e a creare ottima musica.
Questa mancanza di attenzione dei discografici, obbliga i negozi e i rivenditori a importare la musica in particolare dagli Usa, creando un mercato unidirezionale, dove gli scambi musicali sono ancora più difficili.

La globalizzazione
Se volgiamo uno sguardo alle altre realtà salsere, ci rendiamo conto di come questo movimento si sia globalizzato: in tutto il mondo si comincia a ballare e ascoltare salsa, anche in paesi che sembrano lontani anni luce dall’universo latinoamericano, dove si organizzano manifestazioni ed eventi di carattere internazionale.
In nord Europa, ma anche nell’est, in paesi come la Polonia, la Russia e le Repubbliche Baltiche, e poi in Israele, in Asia e nell’Estremo Oriente, fino in Australia: tutto il mondo balla a ritmo di salsa e il fenomeno non accenna a fermarsi.
In continua crescita, la febbre per la salsa ha conquistato platee ovunque e questo ci fa solo ben sperare per il futuro, in un grande “villaggio globale della salsa”.

Per concludere vogliamo lanciare un appello a tutti i protagonisti del settore.
A tutti i latini, perché si assumano la responsabilità di essere rappresentanti della loro cultura, di essere gli ambasciatori del loro paese, ma anche perché si rendano conto che grazie alla salsa hanno il privilegio di vivere l’integrazione come momento positivo, aprendosi a nuove realtà, senza dimenticare le loro radici.
A tutti gli italiani perché vivano la passione per la salsa con il massimo rispetto, imparando a vedere la differenza come una ricchezza e rispettando anche tutti i professionisti che rendono unico il panorama salsero in Italia, approfittando di questo amore comune per facilitare il processo di integrazione.
In generale vogliamo gridare a tutto il movimento salsero che l’unica cosa in grado di garantire la crescita di tutto il settore è l’unione, perché solo unendoci creiamo la nostra Italia Salsera.

Fabrizio Zoro

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