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IL REPARTO CUBANO: E’ OPPORTUNO CONTESTUALIZZARE

Un'analisi approfondita per comprendere le origini, l'evoluzione e la reale natura del reparto cubano.

Il Reparto Cubano
IL REPARTO CUBANO

Cuba è notoriamente un Laboratorio Alchemico permanente, in grado di sperimentare ancora nuove combinazioni tra elementi ritmici, armonici ed antologici vecchi e nuovi così da realizzare stili musicali sempre innovativi ed accattivanti. Negli ultimi anni le principali vetrine “promozionali” delle frontiere artistiche sono diventate, di fatto, le piattaforme social e dunque se il “Reparto Cubano”, oggi, schizza virale su questi circuiti digitali (tendenzialmente per certi versi anche più della Timba) allora significa che ha tutte le carte in regola per essere considerato un nuovo stile musicale cubano.

Argomentare su questa eclettica isola caraibica, nei tempi attuali, non è scevro dal provare un certo imbarazzo considerato il peso dei costi socio-economici pagati dalla popolazione a causa degli effetti civili dovuti a dinamiche politiche nazionali e sovranazionali predatorie e neocolonialiste, tuttavia, per fortuna, nonostante tutto, i cubani, pur in condizioni di notevole disagio, non smettono mai di alimentare la loro innata sete espressiva. Il Reparto è oggi un filone musicale molto diffuso in Cuba e nel mondo e rappresenta la diretta conseguenza delle rapide trasformazioni dei costumi e del gradimento interno di un tessuto artistico-sociale che si espone volentieri alla contaminazione discografica esterofila, su vasta scala. Si tratta di un percorso già sorto all’inizio di questo secolo allorquando la musica digitale campionata-mixata (principalmente identificata nell’Hip-Hop) dopo aver rielaborato il Reggae (Dancehall, Ragamuffin), il Dembow, si presentava (passando per Portorico e Panama…) come il ciclone Reggaeton. Di lì a poco, anche il reggaeton ha poi decisamente influenzato la più raffinata Timba e di conseguenza molti artisti hanno iniziato a pubblicare tantissimi brani di fusione ritmica inquadrati e definiti come “Cubaton” (Los 4, Jacob Forever, Chocolate MC ecc.). Il Reparto dunque subisce la stessa genesi spontanea: nasce dalla strada, prevalentemente da giovani che utilizzano stations computerizzate (esperienza simile al filone dei Sound System giamaicani) oggi tecnicamente molto più performanti, raccolgono e mescolano tutto ciò che è ritmicamente e melodicamente utilizzabile: computer, sintetizzatori, sequencer, timeline-quantizzatori, loops-library ecc. Si tratta di postazioni molto semplici e relativamente disponibili e facili da utilizzare che associati alla immediatezza “editoriale” garantita dal ponte discografico delle piattaforme social, consentono a tanti giovani rappers-soneri di lanciare sul Web le proprie improvvisazioni, le proprie “rime” sottoforma di slang locale; i testi infatti raccontano storie di vita e storie d’amore calate nel difficile contesto di periferia, descritte da ragazzi essenziali che si ispirano ai contenuti diretti, nudi e forti della mitologia underground occidentale.

A mio umile avviso, l’enfasi mediatica dei supporters necessiterebbe di una moderazione e di una revisione. Perché sostengo ciò? Semplicemente perché quando l’esaltazione per la novità cede alla tentazione di mistificare e mitizzare ciò che piace, si rischia di lanciare slogan che non corrispondono alla realtà. Nello specifico sono testimone diretto dell’ascolto di frasi pronunciate e pubblicate con notevole frequenza da parte soprattutto dei ballerini «reparteros» che si esprimono in questo modo: «Oggi a Cuba non si balla più la Salsa o la Timba ma il Reparto», oppure «Il Reparto è l’evoluzione della Timba», o ancora «Il Reparto sta cancellando la Salsa perché la sta sostituendo». Sono tutte frasi assolutamente decontestualizzate che non fanno giustizia né al passato, né al futuro.

Le caratteristiche tecniche, musicalmente specifiche del Reparto (il cui termine nel gergo cubano indica appunto la strada, la periferia) non andrebbero riassunte banalmente (come spesso, erroneamente, accade) limitandosi a dire che si tratta di un Reggaeton più veloce o di un discendente del Cubaton. Tra i tratti comuni all’hip-hop ed alla Trap-music vanno individuati: la quasi costante presenza dell’auto-tune, l’utilizzo di sequenze di accordi molto molto comuni e ripetitivi, l’uso generoso dei suoni campionati e dei sintetizzatori. Per il resto invece, l’arrangiamento dei temi Reparto utilizza un ingombrante supporto ritmico (batteria, congas, timbales, bongo, guiro, clave) che implementa groove presi in prestito, inevitabilmente dalla tradizione del Guaguancò, della Rumba Afrocubana del Changui e della Timba; l’utilizzo della Clave di Rumba è quasi immancabile ed è in più delle volte marcato con suoni sintetizzati incisivi e moderni diversi dalla clave lignea. La cassa batte su tempi diventati ormai quasi tipici dello stile Reparto con colpi associati al primo e secondo movimento («tun-tun») in battere (delle due battute o “ottavi” di riferimento) e poi a seguire, sul restante, scomposto in levare. La velocità è sempre sostenuta: parliamo di Bmp tra 90-110 (quindi più veloce del reggaeton). Il piano ed i fiati spesso mancano ma quando presenti, interpretano frasi musicali decisamente più scheletrizzate e minimaliste rispetto agli arrangiamenti timberi e salseri. Tra i principali creatori ed interpreti del Reparto mi viene da citare: Elvis Manuel. Chocolate MC, Wampi, El Chulo, Bebeshito, El Taiger. Tra le canzoni molto note (soprattutto sui social) e rappresentative possono essere ricordate: “Tacto quel lego el Reparto”, “Maneja”, “La Tuba”, “Inocente”, “Guachineo”. Dunque questa mia breve parentesi tecnica sul Reparto è una necessaria premessa per affermare che non credo al fatto che il repertorio del Reparto possa essere considerato come una evoluzione della Timba (ma anche Salsa, Son, Pilon, Mozambique, ecc.) in quanto a mio modo di vedere ne rappresenta più che altro un estratto, completato, poi, con elementi Hip-Hop/Trap. Il Reparto, benché sia molto diffuso ed apprezzato a Cuba e nel mondo dai giovanissimi, resta, nella sostanza, musica di consumo costruita con equipaggiamento professionale e risorse umane molto semplificate  (evito poi di citare quelli che si servono solo ed esclusivamente di AI…). La Salsa, la Timba e tutto il resto, invece, rappresentano componimenti musicali complessi e artificiosi basati sull’opera professionale di artisti che sono profondi conoscitori della Scienza Musicale: ogni brano è il risultato dell’ispirazione, della ricerca, dello studio e della composizione di un progetto al quale fa seguito una lunga catena di collaborazioni esperte: ideatore, compositore, arrangiatore, varie figure di direzione tecnico-artistica di registrazione, tanti musicisti di sala di incisione, recording, mixing, mastering ecc. ecc. Questa mia netta e severa distinzione può trasmettere una impressione di fanatismo o di rivendicata “aristocrazia” musicale a beneficio dei ritmi cubani più datati, eppure non è così: non ha la finalità di mortificare un genere, uno stile musicale per premiarne un altro, bensì sente la necessità di ribadire che la semplificazione in musica è lecita ma va spiegata con la consapevolezza e l’onestà di attribuire il giusto peso, il giusto valore e la giusta definizione alle cose. In primis dovrebbe essere prudente, da parte degli addetti ai lavori del Mondo Latino, utilizzare termini giusti e comprendere che affermare: «il Reparto è l’evoluzione della Timba…» è improprio. Possiamo dire che la Salsa certamente è stata una evoluzione del Son perché artisticamente lo ha arricchito, completato, migliorato con un maggiore supporto orchestrale ed armonico. Il Reparto invece strizza maggiormente l’occhio a contributi urban e pertanto si limita a richiamare solo superficialmente elementi salseri e timberi: per questo non ne può rappresentare una evoluzione con potere, addirittura  sostitutivo. In secondo luogo, non bisogna fare confusione tra i vari generi musicali anche e soprattutto per difendere quelli artisticamente più raffinati e prestigiosi dalla omologazione artistica del trituratore commerciale di anima occidentale, al fine di conservarli, nel tempo, in quanto esemplari originali-patrimonio di musica popolare originale ed identitaria di un Popolo, di una Storia e di un bagaglio culturale, sottoposti e nutriti da una Scuola Tradizionale Locale che spero non si estingua mai.

Al termine di questo articolo mi è gradito sottolineare che sebbene inizialmente tante Orchestre Cubane e molti Artisti salseri e timberi guardassero con comprensibile pregiudizio ai cantanti del Reparto, non sono poi mancate tuttavia collaborazioni (es. Los Van Van ft Wampi con “Chacha”, oppure Elito Revè y su Charangon ft Yomil y El Dany con “Yuya” e “El Corrientazo”, o ancora El Nino y La Verdad ft Velito el Bufon con “Rica”) per interesse squisitamente artistico o per legittima opportunità commerciale. Inoltre negli ultimi anni molti arrangiamenti di brani Timba considerano l’inserimento, con poche battute, di piccoli richiami più caratteristici del Reparto (suoni, meme ritmici) al fine di rendere più moderno il brano. Un esempio possono essere i recenti temi del grande Alain Perez (per me un idolo) che nelle parti finali di canzoni come “Pa To La Vida” o “El Pistolero” (costruite sulla base di deliziose architetture strumentali orchestrali) evocano momenti molto più tipicamente urbani (cassa, clave, arpeggi) richiamando un po’ il “nuovo” Reparto.

A cura di Dino Frallicciardi per la Rubrica QueRicoSonido
Tutti i diritti riservati.
Graphic work by: Francisco Rojos

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