Due città, due palcoscenici molto diversi e un unico risultato: La Máxima 79 ha lasciato il segno nella sua recente tournée messicana, confermando ancora una volta la forza della salsa italiana anche oltre i confini nazionali.
A guidare l’orchestra, composta da dieci musicisti della band, affiancati in Messico da tre straordinari musicisti locali, c’era naturalmente il frontman Fabrizio Zoro, protagonista di una serie di concerti all’insegna dell’energia, della qualità musicale e del rapporto diretto con il pubblico.
La prima tappa è stata Città del Messico, dove La Máxima 79 si è alternata sul palco con quattro formazioni, tra realtà locali, la stessa orchestra italiana e i colombiani de La 33. Un pubblico sorprendentemente giovane ha accolto con entusiasmo la band, lasciandosi coinvolgere dalla sua potente sezione ritmica e dalla presenza scenica dei musicisti. Al termine del concerto, una vera e propria folla ha atteso gli artisti per foto, saluti e autografi.
Il secondo appuntamento ha portato La Máxima 79 a Veracruz, autentica capitale della salsa messicana, un po’ come Cali lo è per la Colombia. In un locale raccolto, ma storico per aver ospitato alcuni dei grandi nomi della salsa internazionale, l’orchestra ha conquistato il pubblico con un’esibizione intensa e appassionata.
Tra gli spettatori c’era anche il patron del Festival Salsero di Veracruz, rimasto particolarmente colpito dall’anima e dall’energia della band, tanto da invitarla a partecipare alla prossima edizione del Festival.
Un successo che racconta una realtà sempre più evidente: la scena musicale latina italiana è viva, dinamica e capace di conquistare anche i grandi palcoscenici internazionali.
A cura di: Mauro Gresolmi
Mi sembra giusto dedicare una chiosa a Fabrizio Zoro.
Conosco Fabrizio Zoro, Zoretto per noi, da quasi trent’anni. Ho avuto il privilegio di essere al suo fianco all’inizio della sua carriera, quando era un giovane promettente con una visione e un coraggio fuori dal comune.
Si percepiva da subito che il ragazzo aveva una marcia in più: la passione e la curiosità coadiuvavano la sua fame di musica.
Il suo primo approccio è stato alla console del Picasso, iconico locale del Varesotto, e poi Gilda, Harley, Lele Bahia e tantissimi altri locali dove Zoretto ha lavorato. A questo si sono aggiunte le esperienze radiofoniche che hanno contribuito a formare il background artistico che, negli anni, gli ha permesso di crescere. Da menzionare anche il suo approccio nel mondo della discografia, iniziato verso la metà degli anni ’90 come DJ producer tra le braccia di Alosibla – Downbridge e culminato nel 2012 con la fondazione della sua etichetta Smayra Publishing.
Fabrizio non ha mai abbandonato la console, ma dopo aver iniziato a studiare musica con il maestro Rodolfo Guerra ha deciso di assecondare la sua grande ambizione creando La Máxima 79, fondata in quegli anni con il maestro Massimo Scalici, al quale si sono poi avvicendati i maestri Tony Velardi e Marco Puma. Molti musicisti e cantanti sono passati tra le file di questa orchestra, che ha comunque sempre mantenuto la barra dritta grazie alla creatività e alla determinazione di Fabrizio.
Quello che lui ha costruito con La Máxima 79 va oltre ogni immaginazione. Nessuno, nel nostro mondo latino, può vantare la stessa determinazione e la stessa capacità di trasformare sogni chiusi in un cassetto in progetti internazionali concreti.
Vederlo oggi guidare la sua orchestra, alla quale in questa tournée si sono aggiunti tre straordinari musicisti locali sui palchi di Città del Messico e Veracruz, con un pubblico eterogeneo che canta, balla e fa la fila per foto e autografi, è la grande conferma di un percorso straordinario.
“Sono molto orgoglioso di te e mi sento emotivamente coinvolto in ogni tuo successo. Hai ancora forza e creatività da vendere. Continua con la stessa lungimiranza di sempre, sono sicuro che saprai sorprendermi ancora”.
Francisco Rojos
Graphic work by; Francisco Rojos

























