Chucho e Mayra Valdés: “Obatalà” sotto la pioggia di Verona
Note sulla serata afrolatina del 27 giugno
di Gian Franco Grilli
Tra teli impermeabili, ombrelli e gazebo si è interrotta l’esibizione dell’interessante Takase –Eberhard Duo. E, visto lo scenario che si stava prospettando, supponiamo che il pianista cubano Chucho Valdés abbia invocato gli Orishas della Santería per scongiurare la pioggia e proteggere il concerto che di lì a poco avrebbe regalato ai veronesi. Sembrava che la divinità suprema Olofín avesse concesso il favore: la pioggia, infatti, è cessata e il quintetto di Chucho Valdés è salito sul podio allestito nella Corte Mercato Vecchio del Palazzo della Ragione. Insomma una bella cornice per chi voleva saperne di più sul linguaggio del latin jazz cubano e del suo principale esponente, maestro per diverse generazioni di jazzisti e fondatore dello storico gruppo Irakere. La grazia purtroppo è svanita presto lasciando solo mezz’ora a disposizione del pubblico per apprezzare lo swingante ritmo latino del gruppo e riconoscere alcuni brani presentati in passerella.

Siamo riusciti ad individuare ‘Satin Doll’ e ‘Caravan’, nel medley dedicato al ‘Duca’ ‘ (‘Homenaje a Ellington’), mentre la memoria ricercava in ‘archivio’ le altre citazioni ellingtoniane che Chucho ha afrocubanizzato con il magistrale contributo ritmico di Lazaro Rivero (contrabbasso), Juan Carlos Rojas (batteria) e Yaroldy Abreu (percussioni). Abbiamo apprezzato l’estensione e il potente timbro della cantante Mayra Caridad Valdés nella versione della romantica ‘Como Fue’, il popolarissimo bolero scritto da Ernesto Duarte. E quando la vocalist ha tentato di sfoderare la sua vitalità caraibica con ‘San José’, un ibrido di son,merengue e afro, è riapparsa violentemente la pioggia che ha concluso in anticipo l’iniziativa, servita comunque per presentare al pubblico veronese l’ultimo album di Mayra: “Obatalà – estoy aquí” (Cinquillo, Producciones Colibrì). In questa produzione la cantante, accompagnata dal Quartetto del compositore-pianista e fratello Chucho Valdés, annovera anche un cast notevole di musicisti invitati. E nelle note di copertina, anche due belle dediche a Cachita (Mayra) firmate dai due massimi cantori di Cuba: Pablo Milanés e Silvio Rodríguez. Un ottimo disco che mette in risalto le grandi potenzialità canore di Cachita, che speriamo vivamente di assaporare presto nella sua interezza in una situazione più fortunata e magari con la protezione completa di Olofín – il dio supremo della Santería, la religione a cui aderiscono anche Chucho e Mayra Valdés – affinchè si possa svolgere sotto un cielo sereno il matrimonio tra tamburi afrocubani e jazz.

Prima del sound check, grazie ad Antonella di Kino Music e a Gigi Sabelli dell’ufficio stampa di Verona Jazz, abbiamo fatto una rapida chiacchierata con Chucho e Mayra Valdés che verrà pubblicata in uno dei prossimi numeri del mensile Musica Jazz. Un’occasione per saperne di più di afrocuban jazz, della storia di Chucho, di nuovi progetti, tra cui Irakere che ritorna in scena a novembre 2008.
Foto: Maria Teresa Salomoni.
Gian Franco Grilli

























