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INTERVISTA A MIKE RAMOS

Lo Scorso sabato 20 aprile, la manifestazione On2 Salsa Congress ha riunito
2000 persone da tutto il mondo, ricreando, grazie all’intuizione
dell’organizzazione Alvares Production , le atmosfere del Palladium . Per i
pochi che ancora non lo sanno, il Palladium è lo storico locale che ha visto tra
gli anni ’40 e ’60 la nascita e lo sviluppo del Mambo a New York, con tutte le
grandi orchestre dei vari Tito Rodriguez, Puente e Machito a farne
da colonna sonora, e con i più’ grandi ballerini dell’epoca che si ritrovavano
in quello che oggi è ricordato come il locale della musica latina per
antonomasia.
Abbiamo così potuto avvicinare uno dei "Mambo Legends", Mike Ramos:
assieme a Freddy Rios è l’ultimo dei ballerini viventi ed ancora attivi
sul palco, che ancora possono ricordare e parlare di ciò’ che regalava ogni sera
questo locale. Un’ opportunità’ magica che ci ha visto catapultare indietro di
50 anni con aneddoti e racconti che non avremmo voluto mai interrompere.

– Com’era la serata tipo al Palladium e com’ era la vita ? –

L’ingresso costava due dollari , ed il mercoledì era la serata dei ballerini e
degli show, sempre fatti con musica dal vivo: le orchestre di Tito Puente,
Tito Rodriguez
e Machito erano le più’ richieste, ma c’erano anche le
orchestre di Joe Cotto e Joe Cuba .
Era sempre pieno , aprivano alle 21.00 fino alle 4 di notte . Era aperto il
Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica e c’erano tutti , Italiani , Portoricani ,
Messicani , tutti vestiti bene e distinti, c’erano altri locali ma non avevano
la stessa fama del Palladium
Le orchestre suonavano ogni genere musicale , mambo , cha cha cha e noi dovevamo
improvvisare e fare uno show su ciò’ che l’orchestra decideva.

– Come ha imparato a ballare? –

Io ho iniziato da piccolino, ballando davanti ad un grande artista come Perez
Prado
, ma più che altro tanti artisti come me hanno iniziato "per strada",
affinandosi poi con il passare del tempo. e con l’evolversi della musica.

– Da quanto tempo ballate insieme con Freddy e chi erano gli altri artisti
che venivano scelti al Palladium? –

Io e Freddy abbiamo iniziato a ballare nel 1957 e, dopo qualche data in giro per
gli USA, siamo stati invitati al Palladium proprio come ospiti d’onore dagli
stessi ballerini, che ai tempi erano i Mambo Aces , Milly Donay , Cha cha
Taps
: eravamo molto colpiti da questi ballerini,, al contrario di Cuban
Pete
che si è sempre sopravvalutato ( ridendo ndr). Tutti i grandi ballerini
del Palladium erano scelti dal proprietario Maxwell Heimann: era lui a
stabilire se uno era bravo a tal punto da poter ballare sul palco del Palladium.

– Fino a quando è rimasto aperto il Palladium? E cosa avete fatto dopo? –

Lo aprirono negli anni 40 fino al 1962, quando fu chiuso per problemi di droga.
Nel frattempo Nat King Cole ci aveva visto e chiamato per far da
ballerini con lui e ci portò a Las Vegas; da li ci unimmo ancora alla orchestra
di Damaso (Perez Prado ndr ). In seguito don Anibal Vazquez
ci fece conoscere i Mambo Aces ed abbiamo lavorato con loro. Grazie ad
una data fatta all’Hilton di San Juan, poi, abbiamo conosciuto il Gran Combo
de Puertorico
e dal 1968 per 13 anni siamo stati i ballerini ufficiali di
questo gruppo fino al 1981, facendo anche da coristi e suonando le percussioni
minori come guiro e maracas.

– Come vede la differenza tra la salsa della vostra epoca e questa? –

A dire il vero oggi non mi piace molto tutta questa salsa fatta di giri e
vueltas portati all’esasperazione, senza ascoltare il movimento del corpo, senza
ascoltare la musica che è la cosa più’ importante.
Noi siamo stati molto fortunati perché abbiamo avuto il privilegio di stare con
i più grandi, e non mi riferisco solo alle orchestre Latine, ma anche a,
Sammy Davis Jr, Dean Martin , Frank Sinatra, Jerry Lewis, Nat King Cole, Bob
Hope
, con il quale siamo andati in Cina, Los Nicholas Brothers, che
ci chiedevano il Cha Cha Cha fatto a tip tap , Abbiamo ballato per la regina
Elisabetta II d’Inghilterra.
Siamo Stati in tutto il mondo in lungo ed in largo!

– Come avete iniziato il vostro percorso per i Congressi? –

Tra gli spettatori di un nostro show a New York c’era Eli Irizzary, il
fondatore del primo congresso mondiale della salsa a San Juan de Puertorico , (e
tutt’ora l’organizzatore di tale evento): ci ha fermati e ci ha chiesto di poter
aver l’onore di ballare per la sua manifestazione. Ci aveva chiesto un numero e
alla fine avevamo fatto 5 coreografie, con il congresso che veniva giù’ da
quando il pubblico era in delirio

– Qual’e la differenza tra ballare tramite un cd e ballare quando il tuo cd
invece era un’orchestra dal vivo? –

Beh, oggi è facile, perché’ metti il cd e tutto è finito, sai già stacchi tutto
il resto, All’epoca del Palladium la figura del Dj non esisteva se non dopo il
1970, ballare con un’orchestra dal vivo che improvvisa non è’ affatto facile, ma
ti dà un’ altra sensazione, impari ad ascoltare la musica, a prevedere ciò ‘ che
i musicisti faranno e a ballare su di essa, che è la vera essenza del ballo che
si fonde con la musica.

– La seconda generazione del mambo , quella di Eddie Torres com’è stata
formata? –

Eddie Torres, benché’ non abbia mai visto il Palladium , ha studiato
qualcosa con Freddy Rios e da lì ha fatto molta strada. Lui è molto bravo
ai nostri occhi, oggi ci sarà’ un incontro tra la prima generazione , la nostra,
la seconda generazione, quella di Eddie Torres, e la Terza Generazione ,
quella di Adolfo Indacochea,di Juan Matos e di Eddie Jr.

– Come vorreste essere presentati? –

Come i migliori, chiaro! Perché noi siamo la leggenda , noi abbiamo creato il
genere , io ho 78 anni e Freddy pure e credo di meritarmelo dopo una vita per il
ballo.

– Grazie Maestro è stato un onore –

Grazie a voi ragazzi, poter raccontare qualcosa a gente che come voi ha la
passione non potrà’ mai far morire questo genere. Grazie anche a Milano perché’
adoro la città’ , il cibo italiano ma soprattutto le belle donne che ci sono
(ridendo).

Fabrizio Zoro, Jessy Summa

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