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La Salsa De Venezuela

La Velvet de Venezuela S.A. è una storica Casa Discografica che produsse
numerose orchestre locali di musica ballabile, pertanto anche quelle del genere
Salsa, in auge tra la seconda metà degli anni sessanta ed i primi anni ottanta.

Come sempre più spesso vediamo verificarsi, anche questa etichetta
periodicamente ripropone al proprio pubblico brani storici rimasterizzati,
talvolta offrendoli per la prima volta su CD – regolarmente licenziati –
attingendo direttamente ai master originali del proprio catalogo.

“La Salsa De Venezuela” (Velvet – 2010), cofanetto di 6 CD venduto al
vantaggioso prezzo di 2, racchiude il meglio di quest’epoca musicale, liberando
alcuni brani dal supporto vinilico ed ampliando così il repertorio di tutti i Dj
di Salsa Classica, i quali possono pertanto incrementare le proposte per la
pista offrendo un suono eccellente.

La raccolta parte con la Salsa Brava dei primi 3 CD e prosegue con la Salsa
Romantica dei successivi 3, coerentemente col percorso che il genere musicale
seguì dappertutto; in linea con gli scopi della rubrica, ci limiteremo ad
esaminare i primi 3 dischi concentrandoci sui diciannove brani che appaiono per
la prima volta in CD.

Il primo brano degno di nota è Mi Caracas (track 1-04), un bel
Guaguancó
dei Los Junior Star, una banda minore ma che esercita
grande fascino verso i collezionisti; Con La Misma Moneda (track 1-08) è
un’altra Salsa ancor più bella e ballabile interpretata da questa orchestra nota
su Ebay per le alte quotazioni dei suoi due rari LP.

Porfi Jimenez, il trombettista di origine dominicana scomparso nel 2010,
è l’autore di El Negro Ahí (track 1-05), María Engracia (track
1-09) e No Quiero Na’ Con Su Mujer (track 1-12), tre brani in
Mambo-Guaracha
, ritmo caratteristico di molte produzioni del musicista le
cui allegre Salse hanno sempre un sapore antico (con trombe e sax in evidenza) e
testi divertenti (“Marìa Engracia tú estas loca/ déjate de bobería/ quizás en el
manicomio/ se te quita esa manía”, dice il coro in risposta alla protagonista
presa dal desiderio di acconciature bizzarre); dello stesso autore, ballabili “a
Cha Cha” sono la sua cover del Boogaloo di Joe Cuba El Pito (track
1-01) e Yo Quiero Vacilar (track 1-15), un Son Montuno, con
un’interessante trasformazione in Boogaloo a metà brano: degna di nota
anche Yo No Bailo Con Juana (track 2-15) in ritmo Pachanga.

Ray Pérez e i suoi Los Dementes, noti a tutti per “Pa’ Puerto Rico” (Me
Voy) colpisce qui con la sua versione Puerto Libre (track 1-07, che
intona invece “Pa’ Margarita Me Voy”), una vera rarità vinilica ora a
disposizione di tutti coloro che amano ogni tanto proporre brani che cambian
ritmo, come questa Salsa che sul finale passa in Son Montuno per
poi tornare al ritmo iniziale; della stessa orchestra, una interpretazione di
Rómpelo
(track 2-02) resa suggestiva per le atmosfere più rarefatte rispetto
a quelle della versione del “The Best Of” su Discomoda: Guaguancó de Marin
(track 2-14) è uno di quei Son Montuno ballabili “a Cha Cha” che a un
certo punto attaccano con la campana esplodendo in tutta la loro potenza,
interrotta temporaneamente dall’eleganza dell’assolo di piano, ripresa poi dal
coro dopo l’inevitabile stacco di fiati.

Ray Pérez viene ritratto in questa compilation anche coi Los Kenya, la
sua “banda parallela” che sostituiva i timbales con la batteria e non usava i
tromboni, formato orchestrale attraverso il quale esprimeva il suo animo “rock”
applicato alla musica latina; il brano è una cover di Sonero Soy (track
1-14), precedentemente uscito per i Los Dementes; la versione qui presente di
Te Pongo A Valer
(track 2-03) è a mio parere un’altra delle chicche di
questa raccolta per la batteria in evidenza, l’incedere coinvolgente, e
soprattutto il duetto vocale tra il Carlin e il Calaven, lo Scat-Man
della Salsa Venezuelana che qui troviamo – erroneamente a suo nome – anche con
l’orchestra di Jesus “Chuito” Narvaez mentre interpreta una splendida cover di
Nadie Se Salva De La Rumba (track 4-11).

Federico Y Su Combo Latino, l’orchestra di Federico Betancourt che, prima
al mondo, pubblicò la parola “Salsa” sulla copertina del loro primo LP del 1966
riferendosi al nascente genere musicale, è presente rispettivamente con una
Salsa
e due Guaguancó di varie atmosfere e velocità: No Te Boté
(track 2-05), No Vales Na’ (track 2-08) e Se Que Volveras (track
2-13).

Del Sexteto Juventud, canzoni inedite presenti sono Guasancó (track
1-03) e Lo Bueno De Mí (track 1-03).

Diciannove brani inediti e ballabili sono certamente una manna per il prezzo a
cui vengono offerti; c’è da augurarsi che Ely Ramón Suárez Montaño, il curatore
della produzione, darà seguito all’annunciato progetto di raccolta dedicata alle
bande minori, come riportato nel booklet presente in ognuno dei 6 CD: la Velvet
ha un magazzino immenso di titoli, e se i master originali son tutti ben
conservati come quelli di questo cofanetto, la ventilata nuova produzione non
potrà che essere un altro successo.


www.facebook.com/salsaclaude

Claudio Bisani

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