Danny Rojo y Pornosn (Intervista)

– Abbiamo il piacere di incontrare ai nostri Microfoni
Danny Rojo, un artista che manca dallo scenario salsero italiano da 4 anni e che
abbiamo imparato a conoscere per il suo essere poliedrico, un musicista che è
riuscito a cambiare look e mode facendosi trovare sempre al passo con i tempi
con cose sempre nuove. Raccontaci un po’ il tuo percorso artistico di questi 4
anni passati fuori dal’Italia.

Beh innanzitutto volevo salutare e ringraziare tutto lo staff di Salsa.it che mi
da sempre la possibilità di farmi vedere dal suo numeroso pubblico salsero e vi
ringrazio per il vostro costante appoggio. Devo dire che il Danny Rojo che avete
visto 4 anni fa è totalmente diverso da quello che è oggi, reduce da un percorso
artistico creato a New York che mi ha portato oggi ad avere un progetto molto
interessante denominato "Pornoson".

– Cos’è il progetto Pornoson?

Questo interessante progetto unisce la salsa prevalentemente fatta in stile
cubano, con il rock & roll dove si potranno trovare alcuni accenni di tumbao
fatti con la chitarra elettrica, ma lo stile che più rappresenta questo progetto
è che tutti i testi sono ispirati al sesso senza alcuna censura, tutto cantato
in modo esplicito senza tabù, il tutto condito da musica ballabilissima suonata
da musicisti professionisti con la peculiarità appunto di cantare al sesso in
modo pornografico.

– Quali sono le differenze con il reggaeton che molte
volte pure parla di sesso all’interno dei testi delle canzoni?

Beh la differenza più sostanziale è che il sesso citato nel reggaeton è sempre
cantato in maniera indiretta e metaforica, con le parole usate in uno slang
conosciuto quasi esclusivamente a Portorico in uno spagnolo difficile da
comprendere anche alla vicina Cuba o in tutto il Sud America. Pornoson invece
usa parole dirette ed esplicite senza il bisogno di nascondersi dietro metafore
ed il tutto è scritto in uno spagnolo comprensibile a tutti i madrelingua
cosìcchè ognuno si può identificare con un qualcosa che io non ho assolutamente
inventato. Ho solo messo in musica un qualcosa di cui si conosce e si fà fin
dalla notte dei tempi.

– Puoi svelarci alcune frasi contenute all’interno delle
tue canzoni?

(ridendo) Todo el Mundo en su cuero con la mano en la pinga ( non traduciamo
però!!) .
Il fatto concreto che al di là della terminologia molto diretta ed esplicita, le
tematiche delle canzoni di Pornoson non si discostano dalla salsa erotica che
negli anni 80/90 ha conquistato il mercato mondiale con canzoni che trattavano
di sesso ma in maniera meno diretta dipingendo i rapporti sessuali con tinte
tenue quasi sempre celate dietro il romanticismo. Molte persone si possono
scandalizzare ascoltando canzoni che parlano di sesso in modo esplicito e
descritto in ogni sua forma, ma alla fine molte di queste persone nella loro
intimità frequentano anche in maniera assidua siti Pornografici su internet o
guardano via satellite la pay per view a luci rosse per passare qualche minuto
di piacere. Ecco, io sono invece a favore dell’espressione della pornografia
buona, s’intende, quella tra persone adulte che adorano il sesso, lo cantato
basicamente in tutte le sue forme vere e sincere. Il tutto fatto in una maniera
totalmente ballabile, in salsa.

– Nel creare questo progetto quanto ci hai pensato prima
di proporlo?

Non ci ho pensato nemmeno per un attimo, l’ho proposto con naturalezza perché
non lo sento solo io ma lo sente anche la gente, sicuramente non ho inventato
nulla, la gente fa l’amore da millenni ed è stato propri il pubblico a
convincermi ad essere più esplicito. Cosi ché dopo varie riflessioni abbiamo
cambiato i cori dei nostri testi e da li anche la lirica in generale.

– Dobbiamo anche citare il fatto che dietro a questo
progetto ci sono musicisti con la M maiuscola.

Prima di tutto devo dire che se non ci fosse della buona musica con ottimi
arrangiamenti e grandi musicisti le tematiche espresse nei testi non avrebbero
esortato nessun effetto artistico. Nelle canzoni i grandi successi sono
determinati proprio dalla alchimia creata dall’unione di testo e
composizione/arrangiamento musicale. I musicisti che stanno dando vita a questo
progetto sono Luisito Quintero uno dei più grandi percussionisti del mondo, ha
suonato con un certo Tito Puente, nella sua orchestra, con la India e Oscar de
Leon e solo con la sua presenza si aggiunge l’aggettivo qualità all’interno del
progetto.
C’è il giovane violinista e trombonista Eddy Venegas, poi abbiamo Batanga,
l’unico americano del gruppo che suona il Tres e la chittarra elettrica in stile
rock and roll, e l’altro percussionista venezuelano che si chiama Larry Flynt ed
in fine ci sono io suonando il basso e canto.
Altri famosi percussionisti hanno collaborato a questo progetto Ruben Rodriguez,
Lisandro Aria, Ernesto Villiar , Arian Vasquez, Pablo Moya ma alla fine il
quintetto base è dato dai primi cinque elementi citati.

– Quando è uscito il disco e come ha reagito il pubblico
di New York a questo progetto?

Il disco che si intitola " A Sing Ar" (frase che in Inglese ed in spagnolo ha
due significati molto diversi) è uscito alla fine di Aprile negli Stati Uniti ed
il pubblico si è diviso tra coloro che lo hanno accolto con entusiasmo e coloro
che non hanno gradito questo progetto perché per loro viola palesemente il
comune senso del pudore. Ci sono poi i soliti moralisti ipercritici che
gratuitamente danno giudizi negativi anche senza aver ascoltato una traccia del
disco. Alla fine però posso dire di ritenermi soddisfatto per il lavoro svolto
anche perché gli addetti ai lavori mi hanno fatto critiche molto positive, io ho
fatto tesoro delle critiche costruttive fatte da amici che si intendono
veramente di musica uno di questi è sicuramente il mio amico Danis La Clave
(Famoso musicista e Dj cubano residente da anni in Italia n.d.r)

– Quante canzoni troveremo all’interno del disco e quale é
il singolo di traino dell’album?

Potrete trovare dieci canzoni tutte molto belle, talmente orecchiabili che ci è
dispiaciuto dare un riferimento ad un singolo piuttosto che ad un altro, starà
al dj che lo ascolta dare il suo giudizio su quale sarà la traccia migliore da
proporre al pubblico.

Io rispetto molto la musica dei grandi contemporanei della musica cubana, Da
Juan Formell, a Pupy ecc, l’unica cosa che gli contesto è il fatto che la loro
musica è molto basata sul coro, l’improvvisazione e mambo mentre il testo viene
difficilmente memorizzato.
Io voglio che il pubblico si ricordi anche dei testi come fu per l’epoca d’oro
della musica cubana degli anni 50 di Cheo Marquetti, di Abelardo Barroso, di
Beny Morè, di Arsenio Rodriguez, del trio Matamoros. Le canzoni erano molto
corte e nessuno si ricorda dell’inciso "Sali de casa una noche aventurera
buscando ambiente de placer y alegria" ma tutti si ricordano solo il suo pregon
che era solamente…"Echale salsita, echale salsita ay ay".
A tutto questo voglio aggiungere il rock and roll, che è la musica più venduta
nel mondo ed anche il Rock and Roll è un genere associato ad un solo coro , se
prendiamo ad esempio "Satisfaction" dei Rolling Stones la gente sa solo "I can
Get Know Satisfaction and i try and i try " . Io penso che il rock and roll sia
stato influenzato dalla musica cubana ed ecco un altro motivo per il quale
vorrei mescolarlo alla mia musica.

– Grazie Danny per averci concesso questa intervista noi
seguiremo dall’Italia il tuo progetto e daremo tutto l’appoggio che merita
sperando un giorno che questo progetto apri una breccia per un qualcosa di nuovo
nella musica internazionale.

Intanto grazie mille ma voglio ricordare di non far ascoltare tutto questo ai
minorenni, che ci sia sempre la supervisione dei genitori, per me è molto
importante che i bambini non ascoltino queste parole, anche perché ho una figlia
di 12 anni ed io di solito non parlo così, o meglio nell’intimità si, ma questo
disco è solo per i maggiorenni.
Detto questo voglio anche ricordare che questo è quello che io sento, non voglio
mancare di rispetto a nessuno, la musica è un arte libera ed è libertà di
espressione, tutti coloro che riterranno sgradevole o eccessivo il mio progetto
musicale si possono semplicemente limitare ad ignorarlo e non ascoltarlo…
Voglio anche ringraziare Salsa.it che da sempre ha appoggiato le mie produzioni.
Salsa.it e conosciuto e molto visitato anche a New York da molti appassionati di
salsa.
Grazie a tutti e spero che "Pornoson" possa essere di vostro gradimento

Francisco Rojos – Fabrizio Zoro

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