La scomparsa di Jesús Alfonso

Il 3 giugno è mancato prematuramente il percussionista cubano Jesús Alfonso Mirò, eccellente strumentista e compositore di rumba, uno dei pilastri principali de Los Muñequitos de Matanzas. Jesús aveva soltanto sessant’anni, ma da oltre cinquanta viveva tra i tamburi, praticava la cultura e il folclore afrocubano, e quel mondo ora è orfano della sua musica e del suo infaticabile lavoro di divulgazione e conoscenza. Dal 1967 era direttore musicale della storica formazione matancera, gruppo che mosse i suoi primi passi nel lontano 1952 dedicandosi soprattutto allo stile del guaguancó di Matanzas. E, infatti, Guaguancó Matancero era l’iniziale nome del gruppo che si presentò nel 1953 al pubblico dell’Avana, l’altro grande polo della rumba. Ma la fama internazionale de Los Muñequitos cominciò a prendere particolare consistenza dopo il 1989 con tournée negli Usa e nel mondo intero, tra cui anche in Italia. Conoscevo l’importanza di questo talentuoso rumbero ascoltando LP e le prime musicassette del gruppo, ma non l’avevo mai visto dal vivo. E quando mi proposero di poter ospitare il suo gruppo organizzandogli degli spettacoli non esitai un istante e così nel settembre 1996 Jesús Alfonso e i suoi colleghi dei mitici «Los Muñequitos» inondarono di rumba e toque batà lo spazio «cubano» del Festival de L’Unità di Bologna. Furono quindici notti indimenticabili, un’occasione rarissima per vedere da vicino, per diversi giorni e contesti diversi il famoso gruppo e il suo direttore alle prese con il quinto. Los Muñequitos – alternandosi sul palcoscenico al gruppo del cantante Augusto Enríquez – presentarono uno spettacolo integrale di folclore cubano tra guaguancó, yambú, columbia, toque batà, canti e danze delle tradizioni yoruba, congo, abakuá. Insomma, una bella rappresentazione, con tanti quadretti di colori e ritmi afrocubani variegati, come in un teatro.

            

Ma l’autentico magic moment in grado di catalizzare l’attenzione degli appassionati di musica cubana avveniva al termine dello show ufficiale: ricordo che Jesús, persona di poche parole, spenti i riflettori dello spettacolo, smetteva i panni del direttore della band e anzichè andare in albergo – al contrario di molti artisti della formazione – si infilava tra i tavoli dello stand caraibico aprendo descargas di rumba, circondato da gruppi di giovani assetati di ritmi, di canti e di improvvisazioni alle tumbadoras che puntualmente arrivavano e duravano fino a tarda notte. Complice anche il fiume di Matusalem e Paticruzado che scorreva sui tavoli. Momenti di grande intensità, che qualcuno astutamente decise di immortalare registrando quelle ruspanti jam session afrolatine, così da possedere oggi dei frammenti sonori preziosi e irripetibili. Una sorta di piccoli documenti musicali con alcuni dei più grandi rumberi cubani. Infatti, assieme a Jesús c’era tra gli altri, anche lo straordinario Ricardo Cané, figura fondamentale del gruppo matancero. Ora, se il tempo potesse tornare indietro come in una moviola, mi piacerebbe ringraziare nuovamente Jesús (e i suoi collaboratori) facendogli rivedere e rivivere l’entusiasmo e l’atmosfera di quegli incontri, e la passione di quei giovani (tra cui anche qualche percussionista nostrano) che ogni sera assiepavano quel luogo in attesa del diana, il canto introduttivo che dava il diapason alla rumba. Battiti magici di guaguancó che incantavano l’uditorio e risuonavano in tutta la festa. Credo che il miglior modo di concludere questo omaggio sia quello di ricordare la figura di Jesus con alcune immagini di quei giorni, trasudanti allegria, gioia e poesia tra i tamburi. Alcuni dei click di tredici anni fa a Bologna che proponiamo ora vogliono essere una fonte di ispirazione e di energia per tutti i percussionisti con la bussola puntata a Cuba, ma soprattutto a Matanzas, così da tenere viva la memoria di Jesús, della rumba, del quinto e del batà. Come se non fosse accaduto nulla e portandoci nel cuore l’affetto per il grande Maestro, come abbiamo sempre fatto.

Gian Franco Grilli

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