Duke Ellington: diario latinoamericano

“Prima di toccare New Orleans, l’elemento originale africano si fece sentire nelle Indie Occidentali, e da lì si diffuse in due direzioni. Nella prima raggiunse i paesi latinoamericani, dove assorbì elementi spagnoli e portoghesi, dando luogo a una tipica musica afrolatina. La tradizione dei tamburi africani sopravvisse fortemente, e l’utilizzo degli strumenti a percussione (conga, bongos, timpani) è tuttora una caratteristica di questa musica. I ritmi africani sono considerati da sempre i più raffinati.
L’impulso africano influenzò anche la Costa Orientale degli Stati Uniti, dove si formò una musica più rigorosa, perchè molti dei musicisti avevano avuto il vantaggio di ricevere una formazione scolastici e di studiare al conservatorio”.

Questo e molto altro potranno trovare di particolare interesse gli amici di questo portale leggendo il volume Duke Ellington, La musica è la mia signora L’autobiografia (Minimum fax). Infatti il grande Maestro di jazz nella versione integrale della sua autobiografia – ora tradotta in italiano con prefazione di Franco Fayenz – descrive anche i lunghi viaggi effettuati con la big band in Sud America, parlando non solo dei locali da ballo, delle musiche e dei musicisti intervenuti nelle tournée, ma con dovizia di particolari ci offre sensazioni, emozioni, curiosità e calore umano incontrati tra le popolazioni di quei luoghi. E’ il ‘diario latinoamericano’, raccolto tra le pagine 326 e 357, una sorta di cartoline di Rio de Janeiro, San Paolo, Buenos Aires, Mendoza, Montevideo, Santiago del Cile, Caracas, Quito, Bogotà, Panama, San José, Managua, Città del Messico, Guadalajara.
Per la recensione completa al volume del ‘Duca’ (il soprannome gli fu dato quando era piccolo per i suoi modi gentili) vai alla rubrica Libri.

http://www.salsa.it/libri.aspx?lnrid=7

Gian Franco Grilli

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