Cubadisco 2003

11 – 18 maggio ’03. Settimana intensa in Havana per tutti coloro interessati a celebrare una sezione dell’arte che tanto ci riempe la vita: la musica. L’evento piú importante dell’anno in Cuba per l’industria musicale quest’anno celebra la sua settima edizione. Patrocinato dall’Istituto Cubano della Musica, il 2003 vede la Germania come paese invitado d’onore al Cubadisco. Nella fiera peró partecipano musicisti, impresari, specialisti ed esperti provenienti da diversi paesi tra cui Argentina, Bahamas, Brasile, Canadá, Colombia, Stati Uniti, Francia e Italia fra i tanti. Come sempre, Cuba mantiene in primo piano la sua musica e compie il dovere di omaggiare i suoi figli prediletti che tanto hanno dato all’industria musicale durante una lunga carriera. Principali omaggi quest’anno vanno a: Adalberto Álvarez per i suoi 55 anni nonché 30 anni di vita artistica e Manolito Simonet y su Trabuco per i 10 anni di fondazione dell’orchestra (cito solo i due piú importanti, ma sono molti gli omaggi eseguiti durante questa illustre settimana).

Quest’anno la fiera é divisa in moltissimi luoghi diversi in Havana: Teatro Roldán, Teatro Karl Marx, Teatro Mella, Casas de la Musica, Palenque, Casa Las Americas, Parque Morro Cabaña, Balneario Universitario, Jazz Café, Parque Almendarez, Expocuba (fra gli altri). Il fatto ha i suoi pro ed i suoi contro ovvio. Fra le cose positive si puó annoverare che vengono offerti moltissimi concerti e funzioni di tipo diverso a tutte le ore del pomeriggio e della sera che comprendono i generi di musica piú disparati. Nella stessa settimana sono state decine i concerti di salsa, jazz, musica classica, Trova, musica e balli popolari, rap, raggae ed anche rappresentazioni cinematografiche nonché esposizioni d’arte legate al mondo musicale. La cosa negativa di tanta offerta é che, logicamente, bisogna scegliere. Soprattutto perché l’ubicazione dei diversi locali, cinema, teatri e giardini dove si svolgono le attivitá sono in punti molto lontani tra di loro ed in Havana, come ben si sa, il trasporto peggiora di giorno in giorno. I costi, quindi, per seguire il Cubadisco diventano veramente alti. Per i salseri che volessero sfruttare quest’evento il prossimo anno, dico subito che sempre si svolge nel mese di maggio e che lo spazio dedicato alla salsa continua ad essere il maggiore. Purtroppo peró i migliori concerti si sono tenuti durante le nottate delle due “Casa della Musica” ed i prezzi lí sono sempre al top (il prossimo anno saranno altri due i locali con la stessa formula e prezzi della Casa della Musica, dato che stanno per riaprire il Caffé Cantante alle stesse condizioni e pare abbiano aperto da pochi giorni anche il Delirio Habanero, sempre nei pressi del Teatro Nacional). Nemmeno durante il Cubadisco, i cubani hanno agevolazioni per poter ascoltare i loro musicisti piú importanti. Il meglio é a pagamento, in profumati dollari. Qualcosa che sembra quindi essere riservato soprattutto al turismo o agli stranieri presenti esclusivamente per la fiera musicale e quindi invitati. Al pubblico cubano sono riservati altri luoghi, dove il prezzo é mantenuto in pesos cubani ma i gruppi presenti sono, ovviamente, quelli ancora sconosciuti o quelli di seconda linea.

Luogo di concentrazione durante il giorno, la sede principale: Pabexpo. Si tratta di un padiglione destinato a diverse fiere durante tutto l’anno e che si trova in Miramar. Lí ho visitato i vari stand delle diverse case discografiche nonché delle diverse agenzie ed imprese che si occupano dei vari artisti. Presenti molti spagnoli che si preoccupano di divulgare la musica cubana in Europa. Pabexpo é stato anche sede del Simposio previsto durante il Cubadisco dedicato alla “Musica nel secolo XXI”. I temi trattati durante tale simposio sono stati diversi. Fra questi: la pirateria, il diritto d’autore, la promozione e la pubblicitá, il DVD come nuovo mezzo di produzione musicale, la musica in internet. Personalmente ho assistito ad una delle conferenze, purtroppo non aperte al pubblico in generale ma solo ai giornalisti ed alle persone operanti nel settore musicale o della comunicazione e debitamente accreditate. Grazie quindi ad un invito speciale, ho avuto modo di ascoltare un buon dibattito circa i limiti dell’industria musicale cubana che pare abbia un prodotto superspecializzato non proprio adatto al mercato internazionale (solo una piccola parte del mercato é infatti composta da coloro che amano la musica cubana nella sua purezza) ma piú ad un mercato interno. Purtroppo peró Cuba non dispone di un mercato nazionale, dati i forti problemi economici che non permettono ai cubani di spendere soldi in cd . Quindi é difficile produrre musica destinata al mercato mondiale se i musicisti cubani non si apriranno al concetto di “commerciale”, a cui tutti devono sottostare per sopravvivere alla forte competenza internazionale.

Passando ad altro, altra grande presenza prevista per questo Cubadisco e poi, purtroppo, cancellata era quella del primo Congresso Internazionale della Salsa. L’organizzazione dello stesso (pare americana e canadese) ha dovuto rimandare il primo Congresso al prossimo anno, dovuto al fatto che molte prenotazioni sono state cancellate per il fattore guerra nonché per le conseguenze negative della SARS (la pericolosa polmonite asiatica) che ha toccato anche il Canada.

Per concludere, bisogna fare un cenno a quello che é il concerto piú atteso di tutta la settimana. La chiusura del Cubadisco infatti é stata affidata ai grandi della salsa cubana, riuniti in un megaconcerto alla Piragua esattamente sul Malecon. Si tratta dell’unico megaconcerto gratuito durante il Cubadisco, a cui partecipano la maggiorparte degli havaneri. La riunione prevista é fra Van Van, Adalberto Álvarez, Isaac Delgado e Manolito y su Trabuco.

É quest’ultimo che apre il concerto, e comincia la festa. Vedere circa centomila persone riunite che ballano, bevono (da matti direi), mangiucchiano di tutto e non smettono mai di fare passeggiate quá e lá, é qualcosa di impressionante. Nonostante non sia questo il primo mega concerto al quale assisto in Cuba, direi che ogni volta l’emozione é diversa. E sempre molto divertente. A patto di fare molta attenzione agli oggetti personali, fidanzati e fidanzate comprese.

Dopo Manolito (premio “Musica Bailable Actual”), facciamo a tempo ad ascoltare anche Álvarez e l’inizio dello spazio dedicato ai Van Van, prima di essere bruscamente interrotti da una improbabile rottura di qualcosa. Nessuno capisce cosa sia successo, nessuno dá spiegazioni e nessuno le chiede. Tutti quanti aspettiamo la ripresa del concerto, che purtroppo non c’é. Vediamo Juan Formell & Co. Ritirare gli strumenti e dirigersi verso le quinte. Il pubblico comincia a dirigersi alla ricerca dei pochi e dispersi mezzi di trasporto havaneri, diretti nei piú disparati quartieri dell’Habana.

I cubani sono abituati a non lamentarsi mai, a “no coger lucha”. Peró io mi arrabbio, e mi dirigo triste verso la casa. In questa calda notte cubana si é chiusa l’edizione 2003 del Cubadisco. Nonostante le grandi mancanze nell’organizzazione dell’evento musicale piú importante di Cuba (soprattutto quella di un’informazione dettagliata e facilmente accessibile al pubblico straniero), non si puó negare quanto la musica cubana continui ad essere trascinante, effervescente e viva.

Monica Gerli

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