Continuiamo il nostro viaggio nel mondo della bachata e lo facciamo con una voce – e che voce! – un po’ fuori dal coro…
Se faccio il nome di Fabrizio Zoro, dj, artista, leader della Maxima79 e anche ballerino, lo si associa prima di tutto alla salsa, sia per i suoi “magic edit” che ormai sono la base di partenza di qualunque artista che voglia esibirsi o partecipare ad una gara nel mondo caraibico, sia – e oserei dire soprattutto! – per il suo ruolo di leader della Maxima 79.
Ma non tutti sanno che Fabrizio Zoro è anche l’ideatore e CEO del format Bachata Social Milano, e che nel suo passato piuttosto remoto è stato dj in locali frequentati quasi esclusivamente da latinoamericani, dove ha imparato a ballare la bachata dominicana così bene da insegnarla.
Mi viene spontaneo quindi chiedere a lui che come dj, artista e musicista ha vissuto l’arrivo della bachata tradizionale dominicana in Italia e poi il boom della bachata sensual, collaborando anche con artisti di questo genere, la sua personale opinione sulla diatriba che infiamma i social.

Bachata dominicana – bachata sensual: ha senso secondo la diatriba che si sta scatenando sui social?
Premetto che non amo parlarne, ma secondo me ha nessun senso questa diatriba. Provo a fare un esempio con la musica che per me è più congeniale: i cubani, che hanno inventato la salsa, hanno permesso a popoli come Venezuelani, Colombiani ed ora anche Europei di sviluppare un proprio stile. Noi sappiamo tutti che l’origine arriva da lì, ma loro stessi non marcano il fatto che la salsa sia di loro proprietà, anzi i cubani in tutto il mondo hanno messo il loro sapere e la loro cultura a disposizione di una crescita mondiale di quel genere.
Io sono stato accettato con difficoltà e solo dopo anni da dominicani, dimostrando di amare e rispettare la loro cultura ed anche ai miei albori di dj ci ho messo tanto ad essere accettato dai dominicani che mi hanno insegnato tantissimo perfino gli slang ed il modo di vivere.
Tant’è che tu che mi stai intervistando e scrivi questo articolo, hai imparato proprio da me a ballare “dominicano” e sono stato il primo italiano ad intervistare gli Aventura quando nel back stage ero da solo con loro a bere!!
La critica che viene spesso mossa ai ballerini di sensual è di fare solo onde e casquè, senza nemmeno un passo base di bachata tradizionale. Sei d’accordo? Se sì, pensi che si possa chiamare BACHATA un ballo che non ha passi base di bachata?
Da quello che so, è che tutti loro sanno fare un “quadrato” o un basico tipico.
Se si possa o meno chiamare bachata è soggettivo. Se coloro che amano la tradizione non vogliono che si chiami bachata un qualcosa che è di “Loro proprietà” ben venga. Puoi chiamarla pure pinco pallino ma lo stile è ormai ben definito.
L’unica domanda che mi pongo è perché per quasi 100 anni in Europa non si è mai sentito parlare così tanto di questo genere e solo ora che è sulla bocca di tutti si muovono per difendere le proprie radici…
Sei l’ideatore del format Bachata Social Milano, in cosa consiste? Per chi ama la bachata dominicana e non balla sensual, se viene ad uno di questi eventi è destinato a fare solo tappezzeria?
Ci sono degli eventi bellissimi di pura musica dominicana a Milano, che vi invito a frequentare. Io sono contento di aver creato un qualcosa che non c’era in Italia per la bachata e che ora hanno fatto in tanti.
Se prendessi un euro per ogni social che fanno sarei già in pensione! (Ride – ndr)
Mi dispiace solo che, come per la salsa, il popolo italiano e latino si sia diviso ancora una volta
Un’ultima domanda, che è poi il succo dell’intervista, si possono amare entrambe? E qui forse ti chiedo troppo, cosa si potrebbe fare secondo te per ‘riavvicinare’ le due fazioni e cercare un punto di incontro?
Se i latini permettessero agli italiani di dare un po’ di spazio anche al “loro“ modo di vivere una serata e se gli italiani avessero più tolleranza nel conoscere e nell’accettare gli usi e i costumi di una musica che ha creato la cultura di un popolo, tutti capirebbero molte più cose ed allora magari un domani si vivrebbe di nuovo insieme.
Solo chi ha vissuto la musica latina negli anni ‘90 al Sabor Tropical di Milano ha potuto vedere questo e lì si che ci fu un mix esplosivo che io purtroppo credo che non si vedrà mai più se non nei vari festival estivi come quello di Milano (Milano Latin Festival – ndr).
Per concludere sì: si possono (e si dovrebbero!) amare entrambe: io lo faccio!
Viva la bachata e viva la salsa!

























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