INTERVISTA A VICTOR MANUELLE

Era uno dei concerti più attesi di quelli in cartellone quest’anno al
Latinoamericando Expo. Victor Manuelle è tornato più in forma che mai sul
palco del festival ed ha regalato una splendida serata di musica ai numerosi
fans accorsi per applaudirlo. reduce da un tour che l’ha portato in giro per gli
Stati Uniti e il Canada il sonero di origini portoricane ci ha incontrato poco
prima di iniziare la sua performance.

– Victor, cosa manca alla salsa di oggi per avere il successo ed il seguito
che aveva nel periodo in cui tu hai iniziato? –

– Credo che sia una questioni di cicli, che investono i generi musicali, come le
mode e le tendenze in altri campi. In questo periodo va molto forte la musica
urbana, ma la salsa sta dando segni di ripresa. –

– Tra l’altro tu hai contaminato il tuo stile con le sonorità urbane,
coinvolgendo anche molti esponenti di questo genere…-

– Sì da Jowel y Randy a Don Omar, da Julio Voltio a Tego Calderon; credo che la
mia generazione abbia anche il compito di avvicinare i giovani a questo genere
per mantenerlo in vita e garantirgli una continuità. Dobbiamo accattivarci il
pubblico giovane, quindi è giusto parlare il loro linguaggio e veicolarlo
tramite artisti che loro già apprezzano. Questo fa sì che il pubblico cresce di
numero e si rinnova, invogliando nuovi artisti ad intraprendere la carriera
salsera; io, Jerry Rivera, Marc Anthony abbiamo alle spalle ormai 25 anni di
carriera, è il momento che giungano nuove generazioni a raccogliere il nostro
testimone. In Portorico ne stanno crescendo parecchi, ci sono orchestre molto
valide, come Otra Nota, ‘Nklabe, NG2, Sammy Garcia, El Sabor De Puerto Rico, ma
la difficoltà maggiore che stanno trovando è la scarsa promozione che fanno le
radio: dalle nostre parti le emittenti stanno mandando sempre meno salsa. –

– E’ anche un problema di mancanza di soldi per investire, dovuto alla
pirateria e ai download gratuiti? –

– Sì, anche questo fatto ha il suo peso, ma la cosa più ironica è che nonostante
le radio non la trasmettano più come prima, che le vendite siano calate, nei
festival, nei congressi e nelle feste varie la salsa è il genere che va di più e
che il pubblico apprezza maggiormente. –

– Qualcuno pensa addirittura che sia un genere destinato a morire….-

– Questo non accadrà, perché in noi latini la salsa è un genere radicato come il
rock negli americani. Può evolversi, avere i suoi alti e bassi, ma come dicevo
prima, è l’unico genere che nei congressi mondiali la fa ovunque da padrone. –

– Come si è evoluto il modo di ascoltare e ballare e suonare la salsa? –

– Si è creato un dualismo che vede da una parte i puristi del genere, e quelli
che cercano di adattarla ai nuovi gusti del pubblico: io credo che ciascuno
debba trovare lo stile che più si addice ai suoi gusti, e nel caso di un artista,
quest’ultimo deve sentirsi libero di interpretarla come meglio la sente, senza
essere schiavo di troppi vincoli. –

– Sei uno dei pochi che è ancora in grado di garantire un album quasi ogni
anno. Cosa stai preparando in questo periodo? –

– Nel giro di un mese e mezzo sarà terminata la mia nuova produzione, non so
ancora se verrà fatta uscire per la fine dell’anno o per l’inizio di quello
nuovo. –

– Com’è andato il concerto tributo a Cheo Feliciano che hai tenuto con
Gilberto Santa Rosa? –

– E’ stato un grande concerto, in cui il pubblico ha risposto con gran calore e
commozione, ringrazio Gilberto per l’opportunità che mi ha dato per rendere
omaggio a uno dei più grandi interpreti del nostro genere, Cheo Feliciano.

Terminata l’intervista Victor sale sul palco e ci regala due memorabili ore di
musica, in cui ha snocciolato tutti i suoi più grandi successi, terminando con
un omaggio ad Hector Lavoe: ricordiamo che nel film a lui dedicato, El Cantante,
Victor Manuelle ha avuto un piccolo ruolo, interpretando il ruolo del cantautore
Ruben Blades.

Photo by: Cosetta Calidonna

Mauro Gresolmi

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