INCONTRO CON JERRY RIVERA

Jerry Rivera torna sul palco del Laltinoamericando Expo, e
questa volta per festeggiare assieme ai suoi fans latini ed italiani il suo
venticinquesimo anno di carriera nel mondo della musica.
Sembrava appena ieri quando il cantante portoricano Jerry Rivera faceva
il suo debutto all’età di quindici anni, così giovane da guadagnarsi il
soprannome di "El bebè de la salsa". Da quell’ormai lontano 1988 Jerry ha
scalato le vette delle classifiche salsa in tutto il mondo, negli anni 90 è
stato il salsero più popolare, più amato dalle ragazze e soprattutto più
redditizio in quanto a dischi venduti: il suo Cuenta Conmigo è
l’album di salsa che in assoluto ha venduto più copie al mondo. Negli anni 2000
la sua evoluzione artistica lo ha portato ad esplorare nuove frontiere e nuovi
generi, non perdendo mai il favore del suo pubblico.

Tutte le tappe di questa carriera sono state ripercorse domenica 23 Giugno al
Latinoamericando Expo
: Rivera ha cantato, accompagnato dal coro di tutti i
presenti che li conoscevano a memoria, i suoi cavalli di battaglia, sia quelli
storici, Me Estoy Enamorando, Casì Un Hechizo, Que Hay De Malo
(che il pubblico italiano non salsero conosce ugualmente in quanto facente parte
della colonna sonora di Fuochi d’artificio di Pieraccioni),
Amores Como El Nuestro (votata dai suoi stessi fans come sua
miglior canzone), a quelli più recenti come Ese e Vuela Muy Alto,
per arrivare a quelli dell’ultimo lavoro, Solo Pienso En Ti ed
El Amor Existe
.
Jerry ha inoltre voluto rendere un commosso omaggio alla sua fonte di
ispirazione musicale, il suo "idolo", come lui lo ha sempre chiamato, ovvero il
grande Frankie Ruiz, di cui ha cantato in sequenza La Cura,
Desnudate Mujer
e Mi Libertad.

Al termine di questo trascinante concerto, nonostante la comprensibile
stanchezza, Jerry si è concesso ai microfoni dei giornalisti presenti, tra cui
naturalmente il sottoscritto.  Ecco qualche stralcio della chiacchierata…

– Jerry, bentornato in Italia. le tue sensazioni dopo questo concerto? –

– All’inizio ero nervoso ed emozionato, perché questo è uno dei festival più
importanti nel mondo e da noi è molto rinomato. Poi il calore del pubblico
latino ed italiano mi hanno fatto sentire presto a mio agio ed è stata una
grande serata. Ringrazio come sempre tutta l’organizzazione, a partire dalla
signora Franca, che ancora una volta mi ha dato il privilegio di essere qui. E’
un occasione per poter incontrare di nuovo i latini che vivono lontani dalla
loro terra, che abbraccio e ai quali dico di tenere duro e cercare il più
possibile di essere felici. E ringrazio tantissimo anche il pubblico italiano,
che in questi anni mi ha sempre sostenuto.-

– Cosa ti piace dell’Italia? –

– La sua storia, la sua cultura e soprattutto la sua architettura, in quanto io
sono un architetto mancato. –

– Com’è cambiata la tua musica nel corso degli anni? –

– Col passare degli anni, cambia il tuo modo di vivere, di pensare, cambiano
anche i gusti della gente, per cui bisogna saper adeguarsi; aumentano le
responsabilità, sia quelle personali che quelle professionali. Io provo gli
stessi sentimenti, ho la stessa cultura, ma naturalmente mi sento più maturo e
conseguentemente cerco di trasmettere questo anche nella mia musica. –

– Quest’anno festeggi i venticinque anni carriera musicale. Lo farai
preparando un nuovo album? –

– Sto preparando un nuovo disco di inediti, che conterrà brani salsa alternati
da altri pop. Ti anticipo che all’album parteciperà anche un produttore
italiano, Emanuele Ruffinengo (tra gli altri lavori, ha prodotto l’album
Uomini Soli dei Pooh, n.d.r.), che si è già attivato a
scrivere qualche canzone. Sarà un disco con delle novità, mantenendo
naturalmente la linea e lo stile che ho avuto in tutti questi anni. –

– So che recentemente hai fatto parte della giuria di Puerto Rican Idol, la
versione portoricana di American Idol. Quando tu iniziasti non esistevano i
talent show, eppure nel tuo periodo spuntarono gli artisti che resero grande la
salsa per un intero decennio. Perché oggi non è più così? Manca il talento o
mancano i soldi per promozionare i nuovi artisti? –

– Il trend negativo ha interessato parecchi generi, anche il merengue e il pop
stessi. Io penso che con l’arrivo di Internet molti artisti non hanno saputo
adeguarsi. Il talento da solo non basta, servono anche determinazione e
disciplina. Il talento ti serve per entrare nel mondo della musica, ma una volta
dentro diventa un affare, e per rimanere in questo mercato devi avere forza e
disciplina, soprattutto per quando si tratta di affrontare i momenti meno
felici. Anni fa le case discografiche avevano più soldi da investire nella
promozione degli artisti, oggi non è più così, ed i nuovi talenti devono essere
preparati a questo. Invece succede che un giovane artista, appena fa un disco di
successo, spende subito tutto quello che guadagna in auto di lusso, gioielli e
così via, senza investire parte dei suoi guadagni in promozione. La conseguenza
è che appena un suo lavoro non ottiene più successo la casa discografica lo
abbandona e lui è costretto a tornare al punto di partenza. Bisogna essere anche
previdenti e curare i propri interessi, non delegando tutto all’etichetta
discografica, solo cantare non basta più!.

– Dove proseguirà ora la tua tournee? –

– Ora ritornerò nel Sud America, dove avrò date in Colombia, Perù, Messico e
infine tornerò negli Sati Uniti. –

– Grazie Jerry, ti auguriamo tanta felicità e ancora tanto successo –

– Grazie a voi e un saluto a tutti! –

Photo by: Cosetta Calidonna

Mauro Gresolmi

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