Tito Nieves è uno dei veterani del festival Latinoamericando Expo:
con quella di quest’anno fanno dieci le sue apparizioni sul palco, tutte
all’insegna della salsa d’autore e del grande entusiasmo del pubblico, che non
manca mai di fargli sentire tutto il suo affetto. Lui contraccambia, cantando
con la sua splendida voce i suoi più grandi successi, e dedicando
Fabricando Fantasias (il brano composto quando perse uno dei suoi figli)
a Josè Luis Fabiani, il promotore del Festival, che ci ha lasciato lo
scorso anno.
– Venire qui per me è sempre un grande onore, perché negli anni questo Festival
ha assunto un importanza sempre maggiore. Da qui sono passati tutti i più
grandi, e poi è l’unico nel suo genere che dura così tanto, quasi tre mesi. –

– Tito, all’inizio della tua carriera solista trovasti un’etichetta musicale,
la RMM, che raggruppava tutti i migliori artisti della salsa e che contribuì a
lanciarne di nuovi. Al giorno d’oggi si sente la mancanza di un’etichetta come
questa per chi vuole intraprendere una carriera nel mondo salsero? –
– Sicuramente sì! Ralph Mercado, che ora non è più tra noi, fondò questa
etichetta nel 1987 ed io firmai per lui per dodici anni. Da lì uscirono artisti
come Canario, Marc Anthony, La India, Oskar D’Leon, Tony Vega, Ray Sepulveda.
Oggi per i giovani è molto più difficile cominciare, sia per la mancanza di
un’etichetta di riferimento, ma soprattutto a causa della tecnologia: se da una
parte la musica arriva prima in ogni parte del mondo, dall’altra quasi più
nessuno compra musica, in quanto la scarica da internet illegalmente. –
– E’ anche per questo motivo che molti giovani stanno tentando la strada del
genere urbano e della bachata? –
– No, nemmeno per questo, se ci fai caso, anche lì gli artisti che veramente
hanno grande successo li puoi contare sulle dita di una mano. Il vero problema è
la mancanza di chi investe sulla mancanza di talenti: mancando i proventi delle
vendite dei dischi, di conseguenza mancano i soldi per investire nella
promozione; ai tempi di Mercado si promozionava un disco per almeno un mese, e
servivano soldi per i voli, per gli hotel, per un manager che ti accompagnasse e
curasse la tua immagine. Oggi lo si può fare solo con pochissimi artisti.-
-Quando iniziasti da solista, cantavi in inglese: era una moda del momento o
fosti il primo a far musica latina cantando in inglese? –
– Non era una moda, e prima di me c’era già stato qualcuno: nel 1967 qualche
gruppo cantava dei boogaloo in inglese, altri ne sono arrivati nel 1978. Io ho
iniziato a cantare in Inglese nel 1988, come vedi non sono stato il primo, ma
sono stato il primo che ha fatto il boom, grazie anche a chi mi ha preceduto. –

– Parliamo del tuo ultimo album, Mi Ultima Grabacion; ha un filo
conduttore, oppure ogni canzone ha la sua storia? –
– Ogni canzone ha la propria storia. Sei sono scritte da Jorge Luis Piloto, e
sono molto romantiche, tutte dedicate alle donne. Ci sono inoltre due baladas, e
affronto in unpaio di altre generi differenti, come cumbia e merengue, perchè mi
piace anche variare. E’ un disco per il quale ricevo molti complimenti e
critiche positive, ma che per le ragioni che ho appena elencato non sta vendendo
molto. Io però continuo per la mia strada, perché la musica è sempre in
movimento e bisogna stare al passo. Mi piace spaziare in parecchi generi: in
questo periodo sono anche in studio, sto registrando un disco di ballate, un
altro in spanglish, un altro in cui porgo omaggio alla musica ranchera
messicana, ed un tributo a Michael Jackson. –
– Quando uscirà il tributo a Michael? –
– Tra poche settimane, in Agosto. E’ un disco che segue un po’ l’idea che avemmo
nel 1996 per i Beatles, quando allora feci una versione salsera di Let It Be.
Allo stesso modo presenterò I Want You Back, You Are Not Alone, Human Nature ed
un altra ancora in chiave salsa. L’abbiamo registrato a Miami, canterò con mio
figlio e con la India. –

– E questa sera cosa ci presenterai sul palco? –
– Qualche brano dai miei ultimi due album, Mi Ultima Grabacion ed il tributo a
Marco Antonio Solis, e poi naturalmente le mie hit di sempre.-
– Per finire, invito il maestro a fare un saluto particolare a chi ci
segue….-
– Ciao a tutti, qui è Tito Nieves che manda un caloroso saluto da Milano a tutto
il pubblico di Salsa.it! –
Mauro Gresolmi
























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