Potpourri d’estate: salsa, latin jazz, dischi e libri

Giugno, tempo di mietuture (nel nostro caso, di note suonate), dell’inizio dell’estate e delle prime vacanze. E il calendario ci ricorda inoltre l’arrivo di numerose manifestazioni artistiche afro-latinoamericane. Tra le quali spicca LatinoAmericando Expo di Assago appena inaugurata e che andrà avanti fino al 17 agosto, punto di riferimento per tutti gli appassionati di musiche e danze dell’America Latina con artisti e menù internazionali per tutti i gusti. O quasi. Infatti chi ama l’afrocuban jazz o latinjazz resterà a bocca asciutta perchè nessun concerto di questo tipo è in programma nel calendario artistico di Latinoamericando Expo 2009 (www.latinoamericando.it). E’ un peccato notare questa lacuna in un contenitore di tale livello ma… rispettiamo le scelte di chi ci mette faccia e soldi e pertanto rivolgiamo i nostri migliori auguri ai tenaci organizzatori del festival latinoamericano, kermesse che giunge quest’anno alla sua diciannovesima edizione, con l’auspicio che la ventesima rassegna non vorrà trascurare nuovamente il jazz latino e i suoi migliori interpreti. Che invece, con un po’ di fortuna, potremo ascoltare in alcune rassegne jazz o di musiche etniche in giro per l’Italia. Per esempio, a Udin&Jazz , anche questo al suo diciannovesimo anno e che si svolgerà dal 19 giugno al 18 luglio. Quest’edizione del festival, oltretutto, è dedicata a Cuba e risaltano subito all’occhio nomi importanti come Cubanismo, la grande band diretta da Jesús Alemany che si esibirà in Piazza Matteotti a Udine il 25 giugno, ore 19.30, ingresso gratuito. Distante poche centinaia di metri con inizio alle ore 22 presso il Teatro Sangiorgio, concerto a pagamento del quartetto di Omar Sosa, artista che sarà ospite sabato 20 giugno a Roma del Premio Fabrizio De André; domenica 21 di Radio 1 Rai – ore 00:30, trasmissione Brasil, condotta da Max de Tomassi; lunedì 22 Rai 2 alle ore 10:30 del Tg2.it.

   

   

Dopo Afreecanos uscito nel 2008, il pianista cubano arriva ora con il suo ultimo esplosivo: Across The Divide – A Tale of Rhythm & Ancestry (Half Note Records). Un lavoro con tanto jazz e blues (e non poteva essere altrimenti giacchè è stato registrato circa un anno fa in un luogo sacro del jazz: il Blue Note di New York) e che prosegue il percorso centrale avviato da tempo dal talentuoso compositore di Camaguey, ovvero sintetizzare principalmente le sue tradizioni cubane con le diverse Africanità sparse nel mondo, ma con un occhio sempre attento anche all’etnoworld. In questo caso Omar si è incontrato con Tim Eriksen, polistrumentista del New England cultore di musiche indigene nordamericane. Il risultato è stupefacente. Ma si sa che Sosa non è nuovo a brillanti intrecci con il folklore. Ricordate Isolanos, il progetto che unisce sonorità di Cuba e della Sardegna, con Omar Sosa, Battista Giordano e le voci dei Tenores di Oniferi? Insomma un grande binomio tra le due isole che anche quest’anno si consoliderà con numerose collaborazioni e iniziative, tra cui i concerti in varie piazze italiane del duo Omar Sosa – Paolo Fresu e quelli del quintetto del pianista Roberto Fonseca a Oristano il 25 e 26 luglio nell’ambito del Dromos Festival, che ospitò l’anno scorso Omara Portuondo e con la quale il trentaquatrenne artista avanero ha collaborato in varie occasioni e la considera come una madre e un punto di riferimento. Fonseca è un talentuoso musicista che vale la pena (se siete in zona) di andare ad ascoltare. Salito alla ribalta internazionale accompagnando in tournée Ibrahim Ferrer, Fonseca ha suonato con i più grandi jazzisti del Pianeta da Bebo Valdés a Wayne Shorter a Herbie Hancock, ma il suo primo importante riconoscimento come solista oltre i confini di Cuba l’ha ottenuto con Zamazu, cd distribuito nel 2007 da Egea, che da pochi giorni ha diffuso il nuovissimo lavoro di Fonseca intitolato Akokan (Enja Records 2009), vocabolo che in lingua yoruba significa ‘cuore’’. Un paio di ascolti mi sono bastati per capire la qualità straordinaria di questo cd, opera che in parte continua la traiettoria di Zamazu, muovendosi tra spiritualità, tradizioni ancestrali, valori, affetti e un certo romanticismo. Quel mix di elementi che permea il pensiero compositivo di Roberto sempre sotto la ‘protezione’ di Mercedes Cortés, la madre-cantante che ritroviamo con la sua voce anche in apertura delle tredici tracce di Akokan come una sorta di invocazione-benedizione. Musicalmente il linguaggio del nuovo progetto di Fonseca è ispirato alle fonti espressive che guidarono il suo esordio sulla scena circa vent’anni fa al Jazz Plaza festival dell’Avana, ovvero quelle del blues, del jazz e del funk, ma ora lo fa senza trascurare la tradizione cubana che lui ritiene sacra. A conferma di ciò, vi consiglio di ascoltare Drume Negrita (brano n. 3) , ma soprattutto la traccia 6, Cuando uno Crece, dedicata a mamma Mercedes e a Omara Portuondo: qui il pianismo di Fonseca è in particolare stato di grazia e ricostruisce con abilità impareggiabile le sonorità, i colori e gli ambienti della musica tipica cubana d’inizio Novecento. Pennellature e sfumature ritmico-armoniche di tale raffinatezza da richiamare alla memoria le più consistenti orquestas tipicas , tra habanera, contradanza, danzón e naturalmente chachá riletti con accenti moderni. Un pozzo di bravura, e di emozioni, che sgorgano anche lungo le dieci composizioni firmate Fonseca svolte in trio, quartetto o in quintetto. Insomma, un progetto splendido e arricchito dal contributo di due ospiti d’eccezione: la cantante capoverdiana Mayra Andrade e il chitarrista-cantautore di origini argentino-afroamericane Raul Midón, autore e interprete del brano Everyone Deserves A Second Chance. Che dire ancora: se non potrete assistere ai concerti di Oristano consolatevi alemno con l’acquisto di Akokan. Non ve ne pentirete.


Tornando alla manifestazione udinese vi ricordo che ci saranno altri gruppi cubani, tra cui Augusto Enriquez y su Mambo Band, un’orchestra di 15 strumentisti (9 sono soltanto i fiati) che offrirà swinganti mambos. Ma in cartellone c’è anche un altro nome di punta del mondo latino: Ray Mantilla, che festeggerà il suo settantacinquesimo compleanno con salsa-jazz assieme alla sua European Space Station Ray. Per il programma completo:
www.euritmica.it.

Ovviamente, vi sono altri appuntamenti afrolatini o caraibici più o meno importanti sparsi qua e là, e il discorso diventerebbe lungo. Ci limitiamo, pertanto, a evidenziare la presenza tra giugno e luglio nella nostra Penisola del duetto Giovanni Hidalgo – Horacio El Negro Hernández, coppia che tra l’altro sarà ospite di Umbria Jazz nei giorni 14-15-16 luglio con lo Special Percussion Workshop della Berklee college of music. E sempre a proposito del “duo magico” vi ricordiamo l’intervista che uscirà sul numero di luglio-agosto di Percussioni, dove si parla degli argomenti dei clinics del duo e del loro album Traveling Trhough Time (Incipit Records, Distr. Egea).
A conclusione di questa prima carrellata-chiacchierata mi corre l’obbligo di elencarvi alcune produzioni discografiche e bibliografiche meritevoli di attenzione, non necessariamente di argomento ‘latino’, e di cui riparleremo prossimamente e in modo dettagliato nelle rispettive rubriche. Intanto ve le segnalo, così da rifletterci su e magari procurarvele prima di partire per le vacanze.

A proposito di dischi.
Il primo è Coba Coba di Novalima (Cumbancha, distr. Family Affair). Faccio un parentesi e approfitto per annunciarvi che questo gruppo afro-peruviano sarà il 29 giugno a Latinoamericando con una proposta musicale molto interessante, tra elettronica, dub e ritmi afroperuviani trascinanti. Un mix sonoro che richiama tonalità peruviane, andine, cubane e molte altre ancora è quello proposto dal gruppo di Olivier Conan, ovvero Chicha Libre, Sonido Amazzonico! (Crammed, Distr. Materiali Sonori). Dall’Argentina proviene il sincretismo musicale chiamato chamamé di Chango Spasiuk, Pynandí- Los Descalzos (World Village, distr. Egea).
Nostranissimo (registrato in Romagna) ma con accenti meticci, tra jazzband, afrofunk e world music, l’album d’esordio e omonimo della formazione: Banda Olifante (Felmay Records- distr. Egea). Musica classica venezuelana mescolata alla tradizione è quella proposta dalla chitarra di Flavio Sala, Mi Alma LLanera della Felmay Records, etichetta che ha prodotto anche l’originale album di world music Fandango! firmato dal gruppo dell’organettista brasil-italiano Renato Borghetti.
Flamenco fuso con tanti stili è Amalgama, il nuovo cd della band spagnola Un Gato en La Luna: bellissima la citazione di Take Five svolta dal sax soprano nel brano Chócala raccolto in questa pregevole produzione della LunaFlamenca Records, distribuita da Egea. Che s’incarica di distribuire anche l’ultima opera della trinidadiana Calypso Rose, considerata l’ambasciatrice del calypso e della soca, stili mescolati stavolta con blues, reggae e afrosound: Calypso Rose (World Village).

Materiali Sonori ha prodotto il lungo viaggio musicale di Ginevra Di Marco, dai canti della Bretagna, della Macedonia, della Toscana alla nueva trova di Cuba: Donna Ginevra (distr. Edel).
E per accontenare i gusti preferiti dei lettori di questo portale, eccovi Salsa!, compilation della Putumayo: dieci entusiastici brani interpretati da artisti come Poncho Sanchez, Eddie Palmieri, Grupo Galé e da tanti altri nomi di punta.

Buon ascolto.


A proposito di libri.
Delle edizioni La Nuova Frontiera segnaliamo due titoli argentini: Il bambino pesce di Lucía Puenzo. Una struggente storia d’amore tra due adolescenti, una fiaba nera sullo sfondo di Buenos Aires. Italo-argentino è Antonio del Masetto, l’autore del romanzo Il sacrificio di Giuseppe. Assurdità, ipocrisia e crudeltà della provincia sono al centro delle vicende della gente del Bosque.
Argentini anche l’autore e la voce narrante del volume stampato ora da Gallucci editore. Julio Cortázar (scomparso venticinque anni fa) firma le 37 pagine di Reunión. Che Guevara e lo sbarco a Cuba. E’ il racconto (con l’ausilio di efficaci immagini in bianco e nero) fatto negli anni Sessanta allo scrittore dal Guerrigliero eroico, Ernesto Guevara de la Serna, sullo sbarco dei ribelli del Granma tra le paludi dell’Oriente cubano e il successivo e difficile ricongiungimento del suo gruppetto con quello diretto dal leader supremo Luis (Fidel) sulla Sierra Maestra.
Sempre da Gallucci editore, e dal fondatore del folk-rock in Italia Massimo Bubola, arriva il romanzo Rapsodia delle terre basse: rappresenta l’esordio letterario del cantautore veneto intento a raccontare con un penna in bilico tra immaginazione e realtà la sua terra attraverso una lunga stagione di ricordi e di fatti curiosi, come l’episodio delle mucche che un bel giorno cominciarono a produrre latte azzurro.
Ad artisti dalla voce speciale sono dedicati i tre seguenti libri. I primi due sono della Coniglio editore: Mina Talk – Vent’anni di interviste 1959-1979 è il corposo testo curato da Fernando Fratarcangeli; mentre Marco Alberghini Maltoni e Alberto Quartu presentano la discografia illustrata di Renato Zero.
Il terzo titolo, edito da Casanova e Chianura con il marchio Auditorium, è la monografia dedicata all’immortale cantante e musicista dei Ribelli, poi degli Area, scomparso il 13 giugno 1979: Demetrio Stratos – Alla ricerca della voce-musica scritto da Janete El Haouli. Il cd allegato favorisce la comprensione del percorso artistico di una delle più straordinarie voci del secolo scorso.




Edizioni Lavoro ci accompagna prima a Capo Verde con il romanzo Chiquinho di Baltasar Lopes, a cura di Vincenzo Barca. Un racconto in prima persona del giovane Chiquinho, tra terra, mare e la nostalgia che riaffora in coloro che emigrano. Poi idealmente il viaggio letterario ci accompagna tra le pieghe di Haiti, un paese in cui operano “troppi spiriti bevitori di sangue”. Il Mistero del campane mute di Gary Victor, è un noir caraibico sospeso fra realtà e i riti ancestrali vodù.
Realtà e magia dominano anche il trasgressivo romanzo dello scrittore cileno José Danoso pubblicato da Cavallo di Ferro: Casa di campagna. L’autore introduce il lettore in un mondo nero dove il bambino non è mai tale, bensì sempre corrotto dall’orribile universo degli adulti.
Buona lettura.

Gian Franco Grilli

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