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Batikuero: i segreti di Descarumbiando

Batikuero: i segreti di Descarumbiando
Il conguero bolognese è il protagonista “afrocubano” del nuovo album di Hamlet & His Latin Jazz Experience registrato in Austria. E ci svela, di ogni brano, gli ingredienti ritmici.

di Gian Franco Grilli

C’è chi, da tempo e in sordina (si fa per dire), regala con passione e competenza ritmo afrolatino ovunque, in piccole, grandi, famose e sconosciute formazioni orchestrali. E soprattutto a domicilio. Mi spiego: Batikuero, nickname musicale del felsineo Gianni Battilana, si muove a destra e a manca, avanti e indietro con il suo set di tumbadoras, bongo, claves, cencerro e chequeré. E subito è rumba, ovvero un tripudio di colori afrocaraibici che si mescolano ai linguaggi del jazz, del funky, della timba, della salsa. Negli ultimi mesi, Gianni è stato sempre in movimento, un andirivieni tra pianura emiliana (dove vive) e Klagenfurt, in Austria. “Questo viaggiare su e giù – esordisce Gianni – lo si deve al mio contributo alla registrazione del nuovo progetto diretto dal musicista colombiano Hamlet Fiorilli. Da pochi giorni ho ricevuto alcune copie dell’albumDescarumbiando di Hamlet & His Latin Jazz Experience” (Freiaudio Records, 2009) e ho pensato di venire a consegnartene una”. E, anche in questo caso, presso il mio domicilio. Lo ringrazio e già che ci siamo approfitto della visita, chiedendogli di parlarci di questa bella produzione di latinjazz, puro, raffinato, e poi di svelarci qualche curiosità sui ritmi del progetto.“Sono dieci composizioni di Hamlet, leader del gruppo e pianista con il quale lavoro da molti anni, eravamo assieme nell’orchestra Tribù Tairona, e che tu conosci. Questo lavoro è un mix di afrocubano, tra guaguancò, conga, cha chá, son, martillo del bongo, con bomba, currulao ecc. Ma se vuoi ascoltiamo brevemente le tracce del cd”.
Parte la prima, e subito mi rendo conto che ne è passato di ritmo sotto i ponti della salsa e della musica cubana, quel sound che Batikuero conosce a menadito e qui ce lo dimostra. “Descarumbiando (che è anche la title-track) è una descarga, con un ‘caballo’ che ironicamente chiamo ‘cojo’ (cavallo zoppo)”. Poi Gianni continua dicendo che “è un ritmo molto vecchio ma non so da dove provenga”. Alla fine decidiamo di chiamarlo ritmo onomatopeico, perchè imita acusticamente il passo del cavallo, e ingloba qua e là accenti di makuta, conga e samba. Davvero interessante.

  

“La caratteristica ritmica di Recuerdos, il brano n.2, è determinata dal son e danzón; in evidenza c’è il martillo del bongo che ha voluto il compositore, e poi si nota il classico tumbao latino. La traccia 3, Suite Latina, è in sei ottavi, con un tempo spostato, irregolare, con ritmo di palo combinato, abakuá, poi si cambia marcia, si va sul funky jazz e con accenni di salsa”. Un pezzo che in più punti mette in mostra influenze diversificate, da Chick Corea a Gonzalo Rubalcaba.”Ron y Gin, brano n. 4, io lo vedo così – dice Batikuero: il Ron (rum) corrisponde al ritmo cha chá (con accenti in sette quarti) e il Gin allo swing urbano, newyorchese”. Brano orecchiabile, con richiami a Mongo Santamaria, uno dei motivi più lineari dell’album, e anche ballabile. Andiamo alla traccia 5.”El Fuego Del Padre, è un omaggio a Columna de Fuego, il gruppo del papà di Hamlet. A parte l’introduzione aerea con l’effetto “mucca” sulle pelli delle tre congas (una sorta di muggito), il pezzo sostanzialmente è in cinque quarti, dentro vi ho svolto una rumba e un songo, poi un ritmo di clave particolare, preso da una rumba famosa di Pancho Quinto, dove c’è un “golpecito na’ más”, ovvero un colpo in più sulla clave, e il ritmo poi cade sul tempo in cinque, dovuto al tipo di arrangiamento. Inoltre ci sono momenti diversi in cui si esce dal cinque quarti”. In alcuni punti è evidente, in altri casi lo è meno, come ad esempio quando fa capolino il currulao colombiano, ritmo in sei ottavi, che qui però è privato di un ottavo: è un gioco di prestigio. Che un orecchio normale non percepisce. Ma a cui non sfugge, invece, che in questo brano Batikuero è in stato di grazia e si esprime con magia, facendo volare le congas con assoli ben calibrati, fill netti, colpi ben dosati e scaricati con sapienza, colori distribuiti su conga, tumbadora e quinto, sempre sostenuto da un tumbao maestoso di piano, batteria, percussioni varie e basso, e stimolato da una brillantissima sezione di fiati. Insomma siamo di fronte a jazzisti e strumentisti, di diversa provenienza e tradizione, che ci regalano emozioni allo stato puro. Un ottetto che non deve temere confronti con i grandi nomi del latin jazz. Ma procediamo.

          

“Gospa (bolero mayor), è un bolero irregolarissimo – sottolinea Gianni – dal punto di vista ritmico, nel senso che inseguo la melodia, e questa si sposta. E allora l’inizio delle figure cambia sempre; per cui il ritmo di bolero deve adattarsi e spostarsi, un po’ sospeso per aria e poi ritorna nel suo alveo naturale”. Un profano (di ritmi) non deve prendere questo pezzo come modello del bolero tradizionale. Si tratta di un brano spirituale, ispirato al fenomeno dell’apparizione della Gospa (parola croata che in italiano significa Madonna) di Medjugorj.
Proseguiamo con “ Tocando Mi Oropel (traccia 7), tempo in sei ottavi, è una versione colombiana dell’joropo venezuelano e ho contribuito a colorare il ritmo con il chequeré; Bluesambongo (traccia 8) richiama rumba, samba e songo, non in stile canonico ma sono degli adattamenti e poi troviamo degli accenni diversi nel linguaggio blues. In questo caso il mio riferimento ritmico è una clave 3/2, immaginaria, nel senso che non c’è sempre. Ma un punto basilare in questo percorso è il giovane batterista, Stefan Mörtel, una sorta di orologio svizzero, jazzista che puó leggere e suonare qualsiasi cosa, un vero talento”. Che sostiene con un drumming robustissimo il melting pot orchestrale fatto di sfumature swinganti alla Irakere e fragranze neworleansiane. Prima, però, le congas di Batikuero si alzano nuovamente prendendo un solo piacevole alimentato da frasi ispirate dal tumbao pianistico di impianto cubano, più vicino alla timba che al samba brasiliano.
“Siete Camisas, (brano 9,) è impostato su un songo scandito in sette quarti, che si alterna con parti in quattro quarti nelle improvvisazioni”. E queste modulazioni tra ritmiche diverse, delicate da incastrare, possono portare fuori strada i non addetti, ma sono il sale, il sabor di questo pezzo, che ci accompagna verso l’ultima traccia (n.10), Tranquilo. Un titolo un po’ incoerente (con i desirata del compositore, che ci consentirà questo gioco) almeno in alcune parti, e il Gianni non si sottrae affermando “che effettivamente l’attacco ha un impatto aggressivo, un po’ duro, come lo è la nota secca di chiusura, suonata da tutta la band, ed è la parte più difficile del pezzo perchè quella nota sta in alto, da sola e bisogna acchiapparla tutti insieme, guidati dalla bacchetta del direttore. Come ritmica, invece, la mia tumbadora si mantiene lungo tutto il brano nell’ambito di un bolero-chá, combinando un bolero svelto e un cha chá lento”. Abbastanza tranquillo, appunto.
Termina così l’ascolto di “Descarumbiando” in compagnia del conguero Gianni Battilana, il quale ci ha illustrato il ritmo che scorre in questo album. Un gesto e un regalo di un professionista che da anni studia e pratica umilmente la cultura musicale latina, e a cuore aperto ci aiuta a capirne alcuni segreti con le conoscenze fin qui acquisite sul campo e che mette a disposizione di tutti senza farsi pregare. Un esempio che ci auguriamo altri specialisti vogliano imitare. “Batikuero a Grilli con sabor” è la dedica che suggella questo simpatico e impagabile incontro. E un istante prima della stretta di mano mi ricorda che sta tornando in Austria per girare un video, preparare nuovi pezzi, e in attesa dei prossimi concerti con il gruppo per presentare il progetto dal vivo. Ma intanto le melodie e i ritmi raccolti nell’ottimo cd di Hamlet & his Latin Jazz Experience riprendono vita sul mio lettore. Grazie anche al prezioso Batikuero.

http://www.myspace.com/hamletandlatinjazzexperience;
www.myspace.com/pocoloco4tet;
www.myspace.com/rubenchaviano

Foto: G.F. Grilli (1); F. Boselli (2 -3)

Gian Franco Grilli

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