L’orchestra Bio Ritmo è sempre stata un passo avanti a tutti quando si
è trattato di fare salsa in modo originale che arrivasse alla testa e al cuore.
Per almeno due decadi il loro modo di fare musica ha rappresentato una valida
alternativa a quella di molti artisti o band attualmente in circolazione.
Occasionalmente hanno realizzato delle cover, riadattandole naturalmente al loro
inconfondibile stile (ricordiamo fra queste quella di Sigues Criticando
del grande Bobby Valentin).
E’ l caso anche di questa loro ultima produzione, un singolo uscito anche nel
formato vinile, che rende omaggio all’orchestra Cortijo Y Su Combo, di
cui hanno reinterpretato la loro Oriza.
Qui Bio Ritmo prende spunto anche delle altre versioni di questo pezzo
(da quella di Ismael Rivera e Cortijo a quella di Silvestre
Mendez), per cercare di creare un ritmo nuovo che si discosta da quelle
precedenti, improntate o sulla ritmica afro o su quella più colombiana. L’intro
ci porta subito alle atmosfere del periodo più antico della salsa, con la
bellissima voce di Rei Alvarez che sostituisce quella di Ismael
Rivera, cantando in Spanglish accompgnato da una grande sezione fiati. La
pianista Marlysse Simmons, oltre alla sua bravura alle tastiere, si
occupa dei cori, che nel vecchio conjunto erano fatti in falsetto dalla voce
maschile del sassofonista Eddie ‘La Bala’ Pérez.
La canzone ha poi uno spettacolare ponte di montuno, la salsa più pura, in cui
le trombe vengono esaltate al meglio. Al ritmo ci pensano come sempre il
timbalero Giustino Riccio ed il conguero Hector "Coco" Barez.
Il disco è stato registrato contemporaneamente all’album La Puerta Del Sur,
ma non ne fa parte, proprio per la particolarità di questo progetto musicale,
che appunto è stato inciso su vinile. Nel lato B si può ballare sulle note di
Whisky Barons.


























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