ONCE

"Un piccolo film intitolato Once mi ha dato abbastanza ispirazione per
durare fino alla fine dell’anno”. Con queste parole il grande Steven
Spielberg
ha descritto questa pellicola irlandese, un vero e proprio caso
unico nel suo genere. Girato in soli diciotto giorni nel gennaio 2006, il film
ci ha messo un paio di anni prima di essere distribuito a livello
internazionale, ma una volta arrivato nelle sale ha messo tutti d’accordo, sia
critica che pubblico, sulla bellezza, spontaneità, poesia e musicalità che ha
saputo suscitare. Non fa parte del circuito hollywoodiano, non ha avuto un
grande battage pubblicitario, per cui è facile che vi sia sfuggito; ebbene il
mio consiglio è di reperire il dvd e guardarlo, ne rimarrete folgorati. L’idea
di raccontare la storia di un profondo sentimento tra un musicista di strada ed
una ragazza madre venne al regista irlandese John Carney , che vantava un
passato di bassista nel gruppo dei Frames. Carney contattò proprio il
fondatore della band, Glenn Hansard, chiedendogli di comporre la colonna sonora.
Per il ruolo di protagonista ingaggiò l’attore Cillian Murphy;
quest’ultimo però era titubante alla prospettiva di recitare con un’attrice non
professionista e inoltre aveva difficoltà nel cantare le canzoni composte da
Hansard a causa dei frequenti cambi di tonalità. Murphy quindi lasciò perdere e
il suo ruolo fu affidato ad Hansard stesso, la cui unica esperienza
cinematografica risaliva a quindici anni addietro, quando interpretò il ruolo
del chitarrista della band dei Commitments nell’omonimo film diretto da
Alan Parker. Per il ruolo femminile fu invece scritturata la cantautrice
e musicista della Repubblica Ceca Marketa Irglova, che all’epoca non aveva
ancora compiuto diciotto anni. Il film fu girato in meno di venti giorni per le
strade di Dublino con luce naturale, senza alcuna autorizzazione e con un
teleobiettivo, in modo che i passanti non si accorgessero delle riprese e che
gli attori, entrambi non professionisti, non si innervosissero per la presenza
delle cineprese; per gli interni vennero utilizzate le abitazioni di alcuni
amici, per limitare le spese. Il risultato fu una grande spontaneità da parte di
Hansard e della Irglova, che furono così sereni da poter improvvisare anche
alcuni dei dialoghi.

La trama. (Per tutta la durata del film non si sapranno mai i nomi dei
due protagonisti,n.d.r.
). Un ragazzo poco più che trentenne (Glenn
Hansard
), canta e suona la chitarra a Grafon Street nel centro di Dublino.
Incuriosita ed attratta dalla sua musica, una giovane immigrata dalla Repubblica
Ceca che vende fiori per strada (Marketa Irglova) le si avvicina e lo
tempesta di domande riguardo le sue canzoni. Venuta a sapere che il ragazzo per
vivere ripara elettrodomestici nel negozio del padre, insiste perché gli ripari
il suo aspirapolvere. Si danno così appuntamento per il giorno successivo
all’ora di pranzo e lì la ragazza gli confessa di essere anche lei una
musicista, chiedendogli di ascoltarla: i due vanno così in un negozio di
strumenti musicali dove lei solitamente suona il piano; il ragazzo gli insegna
gli accordi di una sua canzone, “Falling Slowly”, e la suonano insieme
con una grande intesa. Mentre poi si recano in autobus al negozio del padre, lei
gli chiede della sua recente storia d’amore perduto e lui le racconta in musica
di come la sua ragazza l’abbia tradito dopo anni passati assieme e se ne sia
andata. Al negozio, mentre lui le ripara l’aspirapolvere, lei fa la conoscenza
del padre, che sembra essere indifferente al talento musicale del figlio. Il
ragazzo la invita poi a salire, ma quando le propone di fare sesso, lei se ne va
offesa. Il giorno dopo lui si scusa e le cose si sistemano velocemente, così per
il resto della settimana i due si frequentano, suonano, provano, registrano e si
conoscono sempre più l’un l’altra.

La ragazza lo incoraggia ad andare a Londra sia per riconquistare il suo amore
perduto, che per iniziare una vera carriera nel mondo della musica. Quando poi
lo invita a cena, lui scopre che lei vive con la madre e con la piccola figlia.
Il ragazzo decide che è giunto il momento di trasferirsi a Londra, ma prima
vuole realizzare un demo da presentare alle varie case discografiche e chiede
alla ragazza di aiutarlo, così lei gli fa avere, tramite un suo amico che lavora
in banca, un prestito per affittare uno studio di registrazione professionale.
Dopo un romantico giro in moto in sella ad una Triumph Thunderbird del 1966 lei
gli rivela che è ancora sposata col padre della sua bambina e che il marito è
rimasto nella Repubblica Ceca perché le cose tra loro non funzionavano: quando
lui le chiede se lo ama ancora, lei le risponde in ceco: "Miluju tebe",
ma si rifiuta di tradurlo (significa “E’ te che amo”, n.d.r.). Tornati in
città ingaggiano altri tre musicisti per la registrazione del demo ed entrano in
studio per incidere. Qui la loro mancanza di esperienza si nota, ma il tecnico
del suono, colpito dalle canzoni, decide di aiutarli e dà loro una grossa mano.
Durante una pausa la ragazza trova un pianoforte in una sala vuota ed inizia a
suonare e cantare una canzone composta da lei per raccontare la sua frustrazione
romantica (The Hill); prima di terminarla scoppia a piangere, così lui le
chiede di accompagnarla a Londra, ma lei è costretta a declinare l’invito perché
non se la sente di abbandonare la madre e la figlia. Alla fine delle
registrazioni i due tornano verso casa e prima di salutarsi lei gli dice che ha
parlato col marito, che la raggiungerà a Dublino per ricominciare la loro
storia. Il ragazzo la invita a passare l’ultima notte a Dublino con lui, ma lei
rifiuta, questa volta a malincuore, e lo invita a passare da lei a salutarla
prima di partire. Arrivato a casa il ragazzo avverte il padre della decisione di
partire per Londra e gi fa’ascoltare il demo: impressionato dalla bellezza delle
canzoni del figlio, l’uomo gli dà i suoi risparmi per aiutarlo a sistemarsi a
Londra. Il ragazzo però questi soldi li usa per comprare un pianoforte alla
ragazza, che lo aspetta sulla porta per salutarlo; al suo posto arriva il
furgone con il pianoforte, che lei suonerà in presenza di suo marito, appena
arrivato a Dublino.

La colonna sonora: tutte le canzoni sono state composte da Hansard e
vengono cantate quasi come se il film fosse un musical, perché sono sempre
inerenti al particolare momento della narrazione della storia. “Falling Slowly”
si è aggiudicata nel 2009 l’Oscar per la miglior canzone, alla cerimonia è stato
John Travolta a consegnare ai due protagonisti l’ambita statuetta. “If you want
me”, "Say It to Me Now”,"Lies", "The Hill",“Broken Hearted Hoover Fixer Sucker
Guy" sono alcuni degli altri bellissimi brani cantati ora da Hansard, ora dalla
Irglova, ora da entrambi.

                      

Curiosità:
Il film è costato centotrentamila euro, il 25% di questa somma l’ha messo di
tasca propria il regista per pagare i due protagonisti. L’incasso è stato di
nove milioni di dollari negli Stati Uniti e di altri venti milioni nel resto del
mondo. Oltre all’Oscar come miglior canzone, la pellicola si è aggiudicata anche
l’Independent Spirit Award come miglior film straniero e un National Board of
Review Award nel 2007. Al termine della lavorazione del film è sbocciato l’amore
tra i due protagonisti, ma non è durato a causa anche della loro differenza
d’età (Hansard ha il doppio degli anni della musicista della Repubblica Ceca).

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