IL CONCERTO

Oggi parliamo di un film che sa toccare le corde dell'emozione come pochi,
che in alcune scene suscita sonore risate e in altre commuove fino alle lacrime:
Il Concerto. Non essendo la solita produzione
americana o il solito film italiano di cassetta, non ha fatto grandi cifre in
quanto a numero di spettatori in sala, ma è uscito alla distanza sul mercato
dell'Home Video grazie al passaparola di chi l'ha visto e ne è rimasto
folgorato, e grazie anche ai numerosi riconoscimenti assegnatigli dalla critica:
tra questi due premi Cesar per la musica ed il sonoro ed il David
di Donatello
ed il Nastro d'argento come miglior film europeo. Da
noi Il Concerto è arrivato nel febbraio del 2010.
A dirigerlo è stato il regista rumeno-francese Radu Mihaileanu,
che tutti ricordano per il suo Train de vie, una pellicola uscita quasi
in contemporanea con La vita è bella di Benigni e che
con questa era accomunata da un modo piuttosto nuovo di interpretare la tragedia
dell'olocausto. Anche in questa occasione Mihaileanu, di origini ebraiche, parla
delle difficoltà di un gruppo di ebrei, in questo caso musicisti, all'epoca
dell'Unione Sovietica di Breznev e della loro chance di riscatto ai giorni
nostri.
Il film è ambientato a Mosca e a Parigi e il cast è composto in maggioranza da
attori russi. Tra gli attori francesi spicca sicuramente la protagonista
femminile, quella Melanie Laurent che Quentin Tarantino
aveva a sua volta scelto per la parte principale nel suo Bastardi senza
gloria
.

La trama.  Negli anni in cui l'Unione Sovietica era
governata da Breznev, Andrei Filipov (Alexandr Guskov) era il
più affermato direttore d'orchestra della nazione, e quindi anche il direttore
dell'orchestra del teatro nazionale del Bolscioj; all'apice della sua carriera,
mentre stava dirigendo il concerto per violino e orchestra di
Ciajkovskij ,
veniva licenziato
dall'allora direttore artistico del teatro, Ivan Gavrilov
(Valeri Barinov), perchè in precedenza si era rifiutato di espellere dalla sua
orchestra tutti i musicisti ebrei.
Trent'anni più tardi tante cose sono cambiate in Russia, e Andrei lavora ancora
al Bolscioj, ma come addetto alle pulizie. Una sera in cui si trattiene fino a
tardi per riassettare l'ufficio del direttore, s'imbatte in un fax proveniente
da Parigi, in cui il teatro Chatelet invita ufficialmente l'orchestra del
Bolscioj ad esibirsi da loro. Ad Andrei inizia a balenare in testa un'idea a dir
poco bizzarra: riunire tutti i suoi vecchi amici musicisti, sostituirsi alla
vera orchestra e suonare a Parigi il concerto per violino e orchestra di i
Ciajkovskij che non era riuscito a portare a
termine trent'anni prima. Tenendo nascosta la cosa all'attuale direttore
artistico del teatro, inizia a cercare tutti i componenti della sua orchestra,
che ora svolgono lavori piuttosto umili, spalleggiato da suo fedele amico
Sacha (Dimitri Nazarov), violoncellista che si è ridotto a
guidare ambulanze. Costretti a presentarsi con un accompagnatore ufficiale, i
due ricontattano anche Ivan Gavrilov, caduto in disgrazia alla fine del
comunismo, ma ancora nostalgico di quell'ideologia. Nel frattempo il direttore
del teatro Chatelet (Francois Belreand) decide di dar lustro all'evento ingaggiando, su
richiesta dello stesso Andrei, la più grande
violinista francese, Anne Marie Jacquet (Melanie Laurent).

L'orchestra arriva a Parigi, e qui iniziano i guai: per tutti i componenti,
infatti, si tratta della prima volta che mettono piede fuori dalla Russia, per
cui si lasciano distrarre da mille attività: chi fa il turista, chi ne
approfitta per vendere sottobanco vodka e caviale, lo stesso Gavrilov ha come
primo scopo del suo viaggio a Parigi la partecipazione ad un convegno di tutti i
comunisti europei. Il risultato di questo caos è che il giorno fissato per le
prove quasi nessun membro dell'orchestra si presenta a teatro, tra l'imbarazzo
di Andrei, degli impresari francesi e di Anne Marie, che stizzita vuole
abbandonare la sala. Per medicare la situazione Andrei invita Anne Marie a cena
e le racconta cosa rappresenta per lui questo concerto e di come trent'anni
prima la sua prima violinista, Lea, fu arrestata con il marito
dal Kgb per un'intervista rilasciata ad una radio libera europea; entrambi
furono deportati in Siberia e morirono di stenti. Anne Marie comprende la
situazione di Andrei, ma decide di rifiutare di esibirsi al concerto, perché
quello che lui cerca dal punto di vista emotivo, lei non è in grado di offrirlo.
Arriva il giorno del concerto e la situazione è sul punto di precipitare, tanto
più che il vero direttore del Bolscioj, a Parigi per una vacanza, si accorge per
caso dell'inganno. Intanto Sacha si presenta a casa di Anne Marie, le svela un
segreto di cui tutta l'orchestra tranne lei è a conoscenza, convincendola così a
tornare a suonare. Il concerto sta per iniziare: Gavrilov rinuncia al suo
convegno per salvare l'orchestra dall'arrivo del vero direttore del Bolscioj e
Andrei può così cominciare: a causa delle mancate prove e degli anni di
inattività, l'inizio è a dir poco disastroso, ma dopo che Anne Marie esegue il
suo primo assolo anche l'orchestra ritrova come per incanto la magia della
musica e al termine il pubblico è letteralmente in estasi. Durante l'esecuzione
del concerto, poi, viene svelato il

segreto
di Anne Marie.

La colonna sonora: tutto il film è incentrato sul
Concerto per violino e orchestra in re maggiore opera 35 di
i Ciajkovskij
Fu
composto nel 1878 e ci vollero ben tre anni prima che fosse eseguito dal vivo, a
causa della grande difficoltà tecnica nelle parti di violino, che facevano di
volta in volta scoraggiare i musicisti prescelti. Fu eseguito la prima volta nel
1881 a Vienna, la critica lo stroncò, solo dopo qualche anno il concerto,
suonato dagli stessi esecutori di Vienna, ottenne un completo successo (fonte Wikipedia). Lo score originale del film, invece, è di Armand Amar.

Curiosità: Il film è stato girato a Mosca e a Parigi, mentre
alcuni interni in Romania. Per interpretare il ruolo di Anne Marie Jacquet,
Melanie Laurent si è ispirata in quanto a movenze e stile alla famosa violinista
tedesca Anne Sophie Mutter.

Chiudiamo con una delle più belle frasi del film, pronunciata da
protagonista: "L'orchestra è un mondo. Ognuno contribuisce
con il proprio strumento, con il proprio talento. Per il tempo di un concerto
siamo tutti uniti, e suoniamo insieme, nella speranza di arrivare ad un suono
magico: l'armonia."

    

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