CRAZY HEART

Dopo essere stato un pianista da piano-bar ne “I favolosi Baker” ed un Dj
radiofonico ne “La leggenda del re pescatore”, Jeff Bridges torna ad
interpretare un ruolo legato alla musica nel film “Crazy heart”, pellicola
tratta dall’omonimo romanzo scritto nel 1987 da Thomas Cobb, che narra le
vicende di una ex star della musica country con gravi problemi di alcolismo,
alla quale viene offerta una seconda possibilità grazie all’incontro con una
bella giornalista, interpretata da Maggie Gyllenhaal. Essendo ormai il
protagonista fuori dal grande show business, le vicende si svolgono in locali di
quart’ordine, situati nella provincia degli stati del Texas, del New Mexico e
della California, conferendo un tono ed un’ambientazione molto suggestivi allo
sviluppo della trama e contribuendo a far comprendere anche ai profani l’essenza
della Country Music, ben radicata soprattutto negli stati del Sud degli Sates,
ma ancora poco conosciuta nel resto del mondo . Il film è una produzione
indipendente, costata relativamente poco (nove milioni di dollari) ed ha
cominciato ad ottenere ottimi riscontri da quando Bridges per questo ruolo è
stato candidato all’Oscar come migliore attore, riuscendo poi anche ad
aggiudicarsi il premio. E’ stata questa la prima statuetta che il grande attore
si è aggiudicato in una carriera contraddistinta da poche ma mirate
interpretazioni, che hanno però sempre lasciato il segno nell’immaginario
collettivo (su tutte quella del “Drugo” ne “Il garnde Lebowsky”).

La trama: Otis "Bad" Blake (Jeff Bridges) è un cantante e compositore di musica country, una
volta grande star, ora costretto ad arrabattarsi come può cantando in piccoli
locali della provincia del Sud-Ovest degli Stati Uniti. I suoi matrimoni sono
tutti naufragati, per cui non ha famiglia ed è pure alcolizzato. Ha un figlio di
28 anni, ma non lo vede da 24 e vive perennemente in viaggio da solo con la sua
vecchia auto per le sue serate, dormendo in motel a basso prezzo. All’inizio del
film lo vediamo arrivare in una sala da bowling per un suo show. Durante una
trappa di uno dei suoi “tour”,viene intervistato da Jean Craddock (Maggie
Gyllenhaal), una giovane giornalista,anche lei divorziata e con un figlio di
quattro anni, Buddy. Tra i due nasce un sentimento e Blake vede questo evento
come l’occasione per rimettersi in pista, umanamente e professionalmente. Jean
gli suggerisce anche di riallacciare i rapporti professionali con Tommy Sweet
(Colin Farrell) una volta suo allievo, ora star acclamata del Country, e di
aprire i suoi concerti, nonostante questo lo ferisca nell’orgoglio. Blake
propone anche a Tommy di incidere un album insieme, ma la sua casa discografica
gli ha intimato di realizzare prima un paio di dischi da solista, prima di
iniziare le collaborazioni con altri artisti; Tommy però lo invita a comporre
delle canzoni per il suo nuovo album, ritenendo Blake il miglior scrittore di
canzoni country in circolazione.

Nel frattempo però, il vizio del bere porta
Blake al punto di non ritorno: ubriaco perde i controllo della sua auto e
finisce fuori strada. Ricoverato in ospedale, il dottore gli dice che se non
smette di bere e non perde una quindicina di chili, finirà per autodistruggersi
nel giro di pochissimo tempo. La vicinanza di Jean lo aiuta nella guarigione e
nel riconsiderare la propria vita: prova anche , ma per il momento senza
successo, a riallacciare un rapporto col figlio. Durante un giro in un centro
commerciale, però, Blake ricade nella tentazione: si ferma in un bar a bere e
perde di vista il piccolo Buddy; Jean allora decide di lasciarlo a causa della
sua inaffidabilità. Questo episodio lo segna molto: resosi conto di aver perso
quella che poteva diventare la sua prima vera famiglia, Blake decide di
disintossicarsi: grazie all’aiuto degli alcolisti anonimi e del suo vecchio
amico Wayne (Robert Duvall) riesce a smettere definitivamente di bere. Si
ripresenta da Jean, tentando di riallacciare il rapporto, ma lei non vuole. Per
superare la delusione Blake scrive una canzone , “The Weavy Kind” e, ritenendo
che sia la sua migliore di sempre, la vende a Tommy. Sedici mesi dopo Blake e
Jean si incontrano nel parcheggio di un’area in cui Tommy sta tendendo un
concerto: mentre il pubblico è in delirio nel sentire Tommy cantare “The Weavy
Kind”,
un manager si presenta a Blake, consegnandogli un assegno con una grossa
somma per i diritti della canzone. Blake vorrebbe che l’assegno lo prendesse
Buddy e lo potesse spendere come meglio crede una volta compiuti i diciotto
anni, ma Jean, che al dito mostra un anello di fidanzamento, rifiuta. Il film si
conclude con Jean che intervista Blake seduti a un tavolo da pic-nic, con la
musica del vicino concerto di Tommy che fa da sottofondo.

La colonna sonora:
alcune canzoni del film sono cantate dai protagonisti stessi, Jeff Bridges,
Colin Farrell e Robert Duvall. Altre sono state scritte ed eseguite da grandi
esponenti di questo genere musicale. Il tema principale, “The Weavy Kind” ha
vinto l’Oscar come miglior canzone.
Curiosità: il personaggio di Bad Blake è
ispirato a figure di artisti country quali Waylon Jennings, Kris Kristofferson e
Merle Haggard. Fisicamente parlando, Bridges ha assunto un look che ricorda
molto da vicino i primi due artisti, mentre, per quanto riguarda il terzo, il
regista Scott Cooper voleva fare di “Crazy Heart” un biopic sulle sue vicende .
La scena in cui Blake si rincontra con il figlio nel finale è stata tagliata.
Grazie alla popolarità ottenuta dal film, il romanzo da cui la storia è stata
tratta è stato messo in ristampa, incrementando così il numero delle copie
vendute.
Per gli amanti della musica country segnaliamo anche altre due
bellissime pellicole (vi prometto che ne realizzeremo in futuro anche le
schede): “Nashville” di Robert Altman e “Walk the line” di James Mangold,
quest’ultimo sulla vita del grande Johnny Cash e della sua compagna, sul palco
quanto nel privato, June Carter.
 
     

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