COYOTE UGLY

Ci sono films che diventano veri e propri punti di riferimento per alcune
mode: quelli a sfondo musicale di solito rendono più popolari alcuni generi,
lanciano nuovi modi di ballare, o, nel caso della pellicola che trattiamo questa
settimana, fanno diventare “trendy” un certo tipo di locali. A cinque anni di
distanza da “Showgirls”, che di fatto sdoganò in Italia la lap-dance (il
fenomeno si estese non solo negli strip-bar, ma anche in tanti altri posti
finchè la moda durò), uscì questo film, la cui location, un bar allora unico nel
suo genere, diventò protagonista almeno quanto gli attori. Il “Coyote Ugly”
esiste veramente, si trova nell’East Village di New York, aprì i battenti nel
1993 e all’epoca in cui David McNally iniziò le riprese era già piuttosto
popolare in città. Quel che successe dopo l’uscita del film si può facilmente
immaginare: in tutto il mondo centinaia di locali ne imitarono il “concept”,
dandone la stessa impronta, oppure limitandosi ad organizzare serate a tema in
suo omaggio. L’idea di trasporre su pellicola le atmosfere del “Coyote”, nacque
dopo l’uscita di un articolo su GQ, dal titolo, “La Musa del Coyote Ugly”,
che fu scritto da Elizabeth Gilbert, un ragazza che ci aveva lavorato. Il ruolo
della protagonista fu offerto a Jessica Simpson, che lo rifiutò, aprendo così la
strada alla carriera della bellissima Piper Perabo.

La Trama –
Violet Sanford (Piper Perabo) lascia il suo paesino natale nel New
Jersey, suo padre Bill (John Goodman), e la sua migliore amica Gloria
(Melanie Lynskey) per andare a rincorrere il suo sogno di diventare un’autrice
di canzoni nella vicina New York City. Violet bussa a decine di case
discografiche, ma nessuna di queste prende in considerazione il suo demo.
Rimasta con pochi dollari in tasca dopo che il suo appartamento è stato
rapinato, si reca alla caffetteria notturna per cenare, e lì nota alcune ragazze
sventagliare le centinaia di dollari di mance appena guadagnati. Dopo aver
indagato viene a sapere che le ragazze lavorano al “Coyote Ugly”, il
locale più trend del momento, nel quale servono da bere in piedi sul bancone del
bar tra scatenatissimi e sensualissimi balli. Si presenta quindi alla
proprietaria del bar, Lil (Maria Bello), e la convince ad assumerla.

Lil la ingaggia, spiegando che l’ha fatto perché Violet somiglia a quel tipo di
maestrina d’asilo che gli infantili avventori del bar bramano di vedere. Viene
soprannominata suo malgrado “Jersey” e appena inizia a lavorare, dopo le
prime difficoltà si integra sempre più nell’ambiente e fa amicizia con le sue
nuove colleghe, che inizialmente la snobbavano. Una sera in cui non lavora va in
un locale dove suonano musica dal vivo e cerca di farsi notare da un
talent-scout. Il barista gli indica che Kevin O’Donnel (Adam Garcia) è il
proprietario del locale. In realtà Kevin è l’aiuto cuoco e quando Violet lo
scopre va su tutte le furie. L’episodio però avvicina i due ragazzi. Kevin la
aiuta nel superare le proprie timidezze (Violet non ha il coraggio di cantare di
fronte ad un pubblico) e presto scoppia l’amore. Anche Lil la aiuta a vincere i
propri complessi: spinta dall’atmosfera del locale, Violet impara a cantare,
ballare e muoversi sensualmente davanti a un pubblico assai chiassoso, affronta
le sue paure e la sua timidezza e diventa una delle attrazioni del Coyote
Ugly
. La notizia però giunge all’orecchio del padre, che si precipita a New
York e le intima di smettere. Rimasta da sola dopo aver litigato anche con
Kevin, Violet trova la forza di comporre una bellissima canzone, presentandola
in una serata riservata a giovani talenti: alla sua performance assistono il
padre e Kevin, con quali si è riappacificata, e tutte le regazze del Coyote Ugly,
con Lil in testa. E’ un trionfo: la sua canzone, “Can’t fight the moonlight”,
diventa una hit e tutti assieme festeggeranno al Coyote Ugly, dove Bill si
renderà protagonista di un’esilarante esibizione sul bancone del bar.

La colonna sonora –
Senza dubbio “Can’t fight the moonlight”, cantata da LeAnn Rimes (che
appare nel film nel ruolo di se stessa) è il motivo dominante, ma tantissimi
sono i brani che hanno fatto di questa soundtrack una hit in tutte le
classifiche. Si va dai brani degli Inxs, a quelli degli Snap, a Lenny Kravitz,
per finire con quelli composti appositamente per il film, anche questi eseguiti
dalla Rimes. Da notare che è presente anche “Wherever you will go” : la
cantano proprio i The Calling nella scena in cui Violet prova ad esibirsi dal
vivo, ma poi scappa dal palco perché vinta dalla sua timidezza. All’epoca, tanto
la canzone quanto il gruppo erano praticamente sconosciuti, fu solo due anni
dopo che il brano in Italia divenne una grande hit.

 

Curiosità –
Il termine “Coyote Ugly” in slang americano viene riferito alla
sensazione di svegliarsi dopo l’avventura di una notte e scoprire che il proprio
braccio si trova sotto ad una persona così fisicamente ripugnante, che si
vorrebbe staccarlo a morsi senza svegliare quella persona, andandosene così
senza essere scoperti. I Coyotes infatti sono soliti strappare a morsi le parti
del loro corpo che finiscono delle trappole, per facilitare la propria fuga.
Nella versione in dvd uscita nel 2005 ci sono 6 minuti in più, in cui si possono
vedere danze più audaci all’interno del locale, inoltre la scena d’amore tra
Kevin e Violet dura di più .Tra i numerosi cameo si nota quello del regista
Michael Bay (The Rock, Armageddon, Transformers) nel ruolo di un reporter con
macchina fotografica.

a cura di Mauro Gresolmi

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