A QUALCUNO PIACE CALDO

Rendiamo omaggio al grande Tony Curtis, che quelli della mia generazione
ricordano in coppia con Roger Moore nella mitica serie “Attenti a quei due” e
che ci ha lasciato il 29 settembre appena trascorso, all’età di 85 anni,
presentandovi questo classico della commedia musicale, entrato di diritto nella
storia del cinema e rimasto nel cuore del pubblico a distanza di cinquantun
anni.
Non solo: come vedremo più avanti “A qualcuno piace caldo” è una delle pellicole
più citate ed omaggiate sia nel mondo della celluloide che in quello delle sette
note. Molteplici gli ingredienti che hanno fatto di questo film un capolavoro
assoluto: innanzitutto il regista, Billy Wilder, all’unanimità considerato il re
della commedia brillante, poi il cast, che annovera un’affiatatissima coppia di
attori, Jack lemmon e Tony Curtis, una protagonista femminile di cui basta fare
solo il nome, Marilyn Monroe, ed una serie di comprimari che sono rimasti nella
mente di tutti quasi quanto gli attori principali; aggiungiamo anche una
sceneggiatura che contiene delle battute memorabili (quelle finale del film, la
celeberrima “Nessuno è perfetto!” è ormai entrata nel gergo della vita di tutti
i giorni) e una colonna sonora sicuramente all’altezza della situazione, e il
cocktail è bello che pronto!

La trama –
Nella Chicago del proibizionismo i musicisti squattrinati Joe (Tony Curtis) e
Jerry (Jack Lemmon) cercano di racimolare qualche dollaro suonando in varie
orchestre. Rimasti disoccupati dopo un’irruzione della polizia in un locale
clandestino nel quale si stavano esibendo, si ritrovano in un garage e lì
assistono involontariamente al massacro di San Valentino (un episodio
storicamente accaduto: il 14 Febbraio del 1929: gli uomini di Al Capone, in
divisa da poliziotti, fecero irruzione nel garage della banda rivale di Bugs
Moran, misero al muro tutti i componenti della gang e li assassinarono. n.d.r.).

Inseguiti dal killers del boss Ghette (George Raft), il mandante della strage, i
due cercano di sparire dalla città e vengono a sapere che un’orchestra sta
cercando un sassofonista e un suonatore di contrabbasso per una tourneè di due
settimane in Florida. Sarebbe la soluzione ideale, ma l’orchestra è formata
rigorosamente da sole donne: Joe e Jerry quindi assumono le sembianze di
Josephine e Daphne e si aggregano al complesso femminile. Durante il viaggio in
treno familiarizzano con le loro colleghe e rimangono folgorati da Sugar
(Marilyn Monroe)
, suonatrice di ukulele e reduce da relazioni amorose sempre
burrascose. Entrambi vorrebbero corteggiarla, ma ciò implicherebbe il doversi
smascherare, il che non è semplice. Arrivati a Miami Joe sembra aver trovato una
soluzione vestendo i panni di “Junior”, annoiato miliardario figlio di un
magnate del petrolio; riesce nell’intento grazie ai mezzi economici di un ospite
dell’albergo, il miliardario Osgood Fielding III (Joe E. Brown), il quale a sua
volta si innamora a prima vista di Daphne! Nello stesso albergo si svolge anche
il congresso degli amici dell’opera italiana, che altro non è che la copertura
di un vertice di famiglie mafiose. Tra questi c’è anche Ghette, i cui uomini
riconoscono Joe e Jerry. La fuga dei due musicisti, accompagnati da
Sugar e
Osgood, è rocambolesca e naturalmente si conclude nel migliore dei modi:
Sugar
cadrà tra le braccia di Joe, mentre Jerry rivela la sua vera identità a
Osgood,
per il quale la cosa sembra non fare la benchè minima differenza!

Curiosità –
Billy Wilder volle girare il film in bianco e nero, poiché all’epoca la tecnica
del colore non era ancora perfezionata e non avrebbe reso in modo soddisfacente
il pesante trucco femminile dei due protagonisti.
Originariamente Wilder aveva scelto per il ruolo di Jerry/Daphne Frank Sinatra.

La difficoltà di Marilyn nell’ imparare le battute portò il regista a battere 47
ciak per una sola scena! Alla fine però la Monroe si aggiudicò il Golden Globe
come miglior attrice protagonista in una commedia musicale, così come Jack
Lemmon il corrispettivo premio al maschile. Il terzo Golden Globe andò al film
stesso, che vinse anche un Oscar nella categoria costumi. Una diceria vuole che
ci fu durante la lavorazione del film una love story tra Marilyn e Tony Curtis,
che all’inizio smentì categoricamente la cosa.

Nel 2000 l’American Film Institute ha inserito “A qualcuno piace caldo!” al
primo posto delle cento migliori commedie americane.
Dal 2005 la battuta “Well, nobody’s perfect!” è nella top 50 delle migliori
battute della storia del cinema.

                           

L’eredità di “A qualcuno piace caldo” –
Come dicevamo prima, il film è stato fonte di citazioni da parte di tantissimi
artisti, eccone alcuni esempi. Cominciamo dalla trama: sfruttatissimo l’incipit
dei protagonisti che, testimoni involontari di un crimine, si rifugiano e
cambiano identità (l’abbiamo proprio visto di recente in questa rubrica con
Sister Act
).
Nella scena della strage di San Valentino il nome del gangster ucciso dagli
uomini di Ghette è Charlie Stecchino, che ispirerà Roberto Benigni
nella creazione del suo Johnny Stecchino. Sempre per quanto riguarda il
cinema italiano, la battuta “Nessuno è perfetto” è diventata il titolo di
un film con Renato Pozzetto e Ornella Muti, che parla appunto del
cambio di sesso di uno dei due protagonisti. “Nobody’s perfect” è anche
il titolo dell’album della rock band dei Deep Purple, ispirato a questa
frase. Innumerevoli poi gi spot pubblicitari che hanno usato la celeberrima
canzone cantata da Marilyn “I wanna be loved by you”. E ci fermiamo qui,
invitandovi ad andare avanti voi con questo giochetto.

a cura di Mauro Gresolmi

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