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PROFESSIONE DJ

DEE JAY.. UNA PROFESSIONE PER ARROTONDARE!?

27/09/2012

Siamo quasi arrivati a mezzo secolo da che questa professione ha visto i suoi albori. 50 anni di storia iniziata con i pionieri di questa arte. Come dimenticare un noto DJ degli anni 70 di nome Bonotto che si proponeva al pubblico in questa nuova professione utilizzando un giradischi artigianale appositamente da lui costruito, per dare inizio a quello che sarebbe diventato il DJing. Fu anche il primo ad utilizzare amplificatori con alti, medi e bassi separati e con potenza che superava i 1000 wat; era il 1975 e sino ad allora i locali avevano utilizzato amplificazioni che non superavano i 500 wat.
Da lì in poi l'arrivo dei giradischi Thorens a cinghia seguiti dai Lenco a puleggia ed infine, verso la fine degli anni 70, l'esordio di Technics con i primi giradischi con motore a presa diretta che si attestarono e rimasero sino all'avvento dei CD come i giradischi più utilizzati dai DJ's di tutto il mondo.
Era un'epoca in cui il DJ ispirava la tecnologia. Un disco in cellophane di 14" ritagliato dalle buste dei vinili oppure le copertine dei 45 giri (quelle con il cento bucato) posti tra il piatto ed il vinile diminuivano l'attrito ed aiutavano nel puntamento (CUE), una moneta da 20 o 50 lire appesantiva la testina per evitare che il disco saltasse, la frizione effettuata con le dita sul perno del piatto serviva a rallentare o spingere la rotazione del disco in maniera non traumatica. Tutte queste azioni dettate dalla creatività dei DJ Pionieri furono subito adottate dai brand di settore, come per esempio la Stanton, che immise prontamente sul mercato panni antistatici, colorati e serigrafati che in seguito furono battezzati Feltrini o Slipmat, seguiti dalle testine appesantite da un peso posto sulla parte superiore. Insomma tanti oggetti innovativi che implementavano notevolmente l'interazione tra il DJ e gli strumenti di lavoro.
Era un bella epoca! Non c'erano proclami di passione e amore per questo lavoro, la passione era dimostrata esclusivamente sul campo. Infatti non a caso nessuno dei grandi DJ del passato è stato dimenticato e la maggior parte di loro, oramai over 50 è ancora in attività a differenza di molte meteore apparse in seguito.

Oggi la situazione e terribile!! il pressapochismo dissacrante che dilaga in questa professione ha raggiunto livelli preoccupanti. Il temine Dee Jay viene utilizzato da chiunque sale su una consol e schiaccia il tasto play.
Tutti hanno il diritto di cominciare, ma un pochino di umiltà non guasterebbe. Come ci si può definire DJ se non si conoscono neanche le basi di questa complicatissima professione?
Immaginatevi di salire su un autobus dove il conducente sa a malapena inserire le marce e schiacciare l'acceleratore senza essere a conoscenza della segnaletica stradale, né tantomeno dell'uso di apparati come l'impianto frenante... sicuramente non sarebbe un bel viaggio.
La stessa cosa succede oggi nei locali da ballo dove in consol troviamo PR o maestri di ballo che pensano di sostituirsi al "diggei" per intascarsi la 50 euro in più.
Non hanno nessuna competenza in materia e nella maggior parte dei casi non presentano nemmeno uno stralcio di agibilità, utilizzano rigorosamente musica pirata masterizzata o utilizzata con il PC / IBook senza regolare licenza SIAE.
Ed il pubblico??? E' logico che l'epilogo di questa situazione sia la carenza di affezione alla discoteca ed al mondo del ballo. I locali si svuotano e si svendono inesorabilmente, portando il loro mondo verso un irreversibile punto di non ritorno!!
Vi siete mai immaginati il mondo senza musica? E' esattamente quello a cui stiamo andando incontro, non esistono più le risorse per produrre nuova musica e i musicisti si sono perlopiù adattati a fare un'altro lavoro.
Serve una forte presa di posizione, soprattutto da parte del pubblico pagante.
Perché dobbiamo pagare una percentuale a chi ci invita ad andare a ballare in un locale?
Perché non possiamo essere liberi di decidere di andare a ballare nel locale che ci piace di più senza utilizzare un ticket che serve solo a rimpinguare le tasche del buttadentro?
Perché un locale deve offrire l'ingresso omaggio se quello che ci propone é di buona qualità?
Perché i gestori dei locali ingaggiano i dee jay non in base alla loro bravura, ma in base alla gente che portano?
Perchè devono esistere i DJ di tendenza che separano il pubblico anziché unirlo?

Bene, può darsi che tutto quello che ho scritto esca dalla penna di un vecchio romantico DJ che ancora ricorda con nostalgia ciò che i DJ pionieri ci hanno consegnato tra le mani: una splendida professione che oggi rischia fortemente di essere compromessa, trascinando del baratro l'industria discografica con tutti i suoi artisti.

          

Cercando di approfondire il discorso, ho trovato in rete questo simpatico post di un autore di cui non conosco l'identità. Vale la pena dargli un'occhiata e farsi due risate.


 TIPOLOGIE DI DJ ITALIANI (è un po' lungo ma MERITA DI ESSERE LETTO FINO IN FONDO!!!):

1) il RESIDENT PROFESSIONISTA: con esperienza alle spalle, un enorme repertorio, grande cultura musicale e un occhio allenato nel capire i gusti del pubblico che ha davanti. Il preferito dai padroni (padroni e non gestori) di una volta. Una sicurezza in consolle, da garanzia anche di serate sempre varie e non banali anche nei generi più pop. Figura quasi scomparsa, sostituita da stormi di superguest from from (vedi sotto). Se vali, suonerai per sempre e la gente non si dimenticherà mai di te.

2) il MARCHETTARO: figura molto comune. Ha una scarsa cultura musicale oppure semplicemente non gli interessa ricercare buona musica. Si limita a far ballare tutti passando le playlist delle radio e il divertentismo più banale. Spesso usa una decina di cd masterizzati o direttamente 2 chiavette usb. Se vali, non te ne importa una bega: l'interesse principale sono i soldi, farsi notare e beccare la figa!

3) il SUPERGUEST FROM FROM: ragazzino di buona famiglia con una notevole disponibilità di denaro. Per diventare un superguest from from bisogna munirsi di Mac ultimo modello (meglio due) con 80 Tera di ram e hard disk infinito, software di produzione dell'ultima generazione, strumentazione da panico, consolle spaziale ecc ecc ecc. Succesivamente prendere un bastoncino di un Magnum Algida, infilarlo tra raggi della bici, far girare la ruota e campionare il risultato. Aggiungere un rutto della nonna (anche una scoreggia va bene) e un paio di bleep. Mescolare il tutto. Aprire una propria etichetta digitale e pubblicare tutto su Beatport. Farsi comprare il pezzo dagli amici ed entrare in top 10. A questo punto farsi fare un book fotografico da modello e entrare nel gruppo di pr più forte della città. Farsi fare un flyer in policromia dove si evidenziano il nome e soprattutto i FROM (nome etichetta personale e nome staff di pierre). Se vali o no, fa niente, e farai buone serate anche in locali importanti. Ma attenzione che è un attimo finire nel dimenticatoio.

4) l'UNDERGROUND: che a sua volta si divide in più tipologie:
l'ESTREMISTA: disprezza tutto ciò che di massa e commerciale e propone solo quello che piace a lui. Non va mai a suonare dove sa che la sua musica non viene apprezzata e sceglie accuratamente il locale dove andare. Ha grande cultura musicale anche se spesso legata a pochi generi. Poche serate ma veramente di qualità.
il MODAIOLO: vorrebbe essere come l'estremista ma manca in cultura musicale e spesso si dice underground solo per fare l'alternativo o perchè è di moda. Suona a testa bassa fregandosene della pista e se la gente non balla l'incolpa di essere musicalmente ignorante. Spesso suona dei pestoni insulsi (la maggior parte prodotti dai superguest from from sopra descritti) senza alcun senso critico. E' convinto di avere nella bag i dischi più belli e alternativi del mondo.

5) il PIERRE: ragazzino che vorrebbe suonare dappertutto ed è disposto a vendere il suo cane per mettere su due dischi. Suona in base alle persone che porta, spesso in serate dove suonano altri 374 come lui + un superguest from from. Preferito dai gestori (gestori, non padroni) perché di solito suona gratis. Se sei bravo non importa a nessuno. Se fai ca..re, anche! Basta che porti persone. Spesso si demoralizzano se dopo 2 serate non sono già a suonare ad Ibiza...

6) il TOP DJ: versione internazionale di una evoluzione di una delle categorie precedenti.

7) il FENOMENO: quando un superguest from from non riesce a sfondare come vorrebbe, si evolve nella figura del FENOMENO. I due si differenziano innanzitutto dall'età, che per il fenomeno è più avanzata. Inoltre, i fenomeni esordiscono direttamente a livello nazionale. Improvvisamente, dal nulla, il mondo della notte viene invaso da pubblicità, flyer, interviste, comparizioni in programmi televisivi ecc ecc del fenomeno di turno. Nelle interviste si presenta come un esperto del clubbing da tempo immemore e dispensa consigli ai giovani, come se fosse il Papa o il mago Otelma. Non ha un proprio genere musicale, ogni sua produzione ricalca esattamente la hit del fenomeno precedente a lui. Tutto quello che guadagna viene speso per la sua immagine. E' presente in ogni social network dove tagga tutto e tutti. La promozione è la sua unica ragione di esistenza e i tronisti della De Filippi i suoi modelli di vita. Spesso sono fortemente appoggiati da dei pierre (stilosissimi) che li pompano in giro come mega star e facendosi delle creste strepitose sul cash.
Musicalmente parlando, suonano tutto ciò che è commerciale, anche vecchiotto e spesso chiedono al resident "che musica si fa qui?". Un fenomeno può nascere anche da un tronista, pornostar o un qualsiasi tipo di vip in decadenza che, invece di andare all'isola dei famosi, decide di fare il diggei.

il DEPRESSO: in questa categoria rientrano tutti quelli che hanno incontrato problemi nel mondo del djing e non ne sono usciti. Ormai tristi, stanchi e delusi, continuano a suonare per inerzia, lamentandosi di ogni cosa nel locale. Anche se suonano nel locale dell'anno, avranno sempre da brontolare. Luci, impianto, consolle, gente, baristi ecc. saranno sempre inadeguati a quanto vorrebbero. La carica e l'allegria che riescono a trasmettere è pari a una puntata dell'Ape Magà. Dicono sempre di voler smettere da un giorno all'altro ma poi rispuntano improvvisamente in un altro locale, ancora più disperati. La cosa più forte che riescono a bere è un drink energizzante e fuggono via di nascosto appena presi i soldi. Musicalmente, superano gli 83 bpm solo dove viene loro obbligato.

9) NUOVO! lo SFIGATO: questo personaggio si trova in quasi tutti i locali. Quasi sempre è un ottimo deejay ma, a causa di mille ragioni, non riesce quasi mai a suonare da nessuna parte. Le cause possono essere legate a questioni di immagine o a una scarsa reputazione dovuta spesso a dicerie infondate. Sta di fatto che non lo vuole nessuno. E' il sostituto per eccellenza e viene chiamato da tutti in caso di malattie o altri impedimenti dei resident, ma difficile trovarlo in una consolle tutta sua. Si smazza quantità incredibili di kilometri per girare tutti i locali per farsi vedere dai gestori e spesso fa "da spalla" ai resident (anche gratis) per cercare di dimostrare, INVANO, il suo valore. Dopo anni e anni di gavetta, può succedere che qualche gestore di buon cuore gli dia fiducia, assegnandogli una serata e fare in modo che inizi a riscattarsi.

10) NUOVO! l'INCAPACE: questi rappresentano un vero mistero. Si tratta di persone con lo stesso talento musicale di una bradipo e la stessa tecnica di un gibbone. Tutti si chiedono cosa ci stiano a fare dietro una consolle, eppure lavorano sempre. Non sono amici dei padroni, non hanno un'immagine fashion, suonano per un giusto compenso. Eppure da ascoltare sono oggettivamente, atroci. Un suo set può essere così composto: "La Croce" di Alessio Bonomo seguito da Guantanamera, alcune canzoni rumene, "Mattata" di Patrizia Pellegrino, James Brown Is Dead, "Tell Me Why" delle Lorimeri, "Alles Naar De Klote" degli Euromasters, "Hop Hop Somarello" di Paolo Barabani, "Gnor" di Nari e Milani, la musica del drago Falcor della Storia Infinita, ecc ecc ecc (se non conoscete i brani, vi consiglio di cercarli )... Con chiunque si parli, si ricevono solo pareri negativi, eppure lavorano sempre e comunque. Come dice un amico comune, TERRIBILE!

A cura di:
Francisco Rojos
In collaborazione con:  AssoDeeJay
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