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IN UN'INTERVISTA A EL PAIS SERGIO GEORGE PARLA DEL FUTURO DELLA SALSA

12/10/2017

In occasione del suo viaggio a Cali, Colombia, per promozionare il progetto Cali All Stars, il noto produttore musicale Sergio George ha rilasciato un'intervista all'edizione web del quotidiano colombiano El Pais, nella quale parla del presente e del futuro della Salsa.
Per i pochi che non lo sanno, Sergio George, originario di New York, é il produttore che nella sua lunga carriera ha lavorato con i migliori, come ad esempio Marc Anthony, Jennifer López, Celia Cruz, Tito Nieves, Víctor Manuelle, Thalía, Tito Puente, Cheo Feliciano, Willie Colón, Maluma e Ricky Martin, con i quali ha sfornato successi del calibro di La Negra Tiene Tumbao, Vivir Lo Nuestro, Juliana, Vivir La Vida e Felices Los 4 tra gli altri.

Abbiamo tradotto e riportiamo qui alcuni passi dell'intervista di Ánderson Zapata Reyes.

- Per mantenere viva la salsa, é necessario fonderla con altri generi? -

- Sì, altrimenti non funziona più. Il pubblico non aspetta nessuno. I puristi quando pensano a questo genere ricordano la Fania All Stars, ma quando questi iniziarono erano anch'essi a loro volta criticati dai puristi della musica antecedente a loro. Stessa cosa con la salsa romantica: quando iniziai ad esplorare questo stile con Marc Anthony ci criticarono, ma oggi quello che lui fa lo chiamano "salsa". Anche quello che sto facendo adesso viene giudicato, ma se la salsa non si fonde é destinata a morire. Bisogna ricordare che la Salsa stessa nasce dalla fusione di tanti generi. -

- Hai avuto l'opportunità di lavorare al fianco di Celia Cruz: ci sarà in futuro un'altra come lei? -

- Come lei no, ma ci potrà essere una nuova artista donna che sia un riferimento. Perché Celia é diventata Celia? Ovviamente per le sue doti artistiche, per il suo carisma, per la sua voce, ma più ancora per com'era nella sua vita privata, per come trattava i suoi fans, la stampa. L'hanno criticata molto, ma lei non si è mai fatta turbare dalle critiche. Ci sono molti fattori che contribuiscono alla nascita di una stella, che vanno molto al di là del semplice talento e della presenza nei media. Bisogna saper reggere la critiche, le pressioni, mantenersi forti e continuare a creare e non perdere mai il sorriso anche nei momenti peggiori. Questo è ciò che ha reso grande Celia. -

- A tale proposito, come vedi la situazione delle cantanti donne nella salsa? -

- Devono continuare, si arrendono troppo facilmente. Molti uomini continuano, loro abbandonano dicendo che non le vengono concesse le occasioni. Non so perché. -

- Per i tradizionalisti la Salsa Choke è un obbrobrio. Come convincerli che queste mutazioni contribuiscono a far crescere il genere e a muovere le masse?-

- Il genere tradizionale non vende molto. Nella mia carriera mi hanno dato addosso perché fondevo. Quando lavoravo con  Marc Anthony, Tito Nieves e Celia Cruz mi dicevano che non avrebbe funzionato. Io non li ho ascoltati, nessuno è esperto. Quando entro in studio di registrazione lo faccio come uno scienziato che deve dimostrare cose. Ho fatto anche tanti dischi che non hanno funzionato, ma non ho mai avuto paura di rischiare.
Io non do retta ai puristi,  quello che conta è attirare il più possibile un pubblico a cui la salsa non piace e questo risultato si ottiene sempre con le fusioni. Se non fondo gli elementi urbani di Maluma con Marc Anthony, i fans di Maluma non ascolteranno mai la salsa. L'idea è quella che il salsero compri la versione salsa di Felices Los 4 ed i fans di Maluma dicano "Non mi piace la salsa, ma mi piace questa canzone". E' questo il mio lavoro
. -

-  La cantante folk Totó la Momposina ha detto che il reggaeton imbruttisce l'umanità. Condividi questa opinione? -

- Non sono per niente d'accordo! Tutti i generi sono importanti, é il pubblico che ne decreta il successo e noi dobbiamo imparare da tutta la musica che esiste. E' anche vero che c'é tanto brutto reggaeton, così come c'é tanta brutta salsa. -

A cura di:
Mauro Gresolmi
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