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SELENA
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1997
(SELENA)
Jennifer Lopez, Edward J. Olmos
Regia di Gregory Nava
C’è un preciso momento nella carriera di un artista che segna la sua entrata
nell’Olimpo delle star dello spettacolo: ebbene per Jennifer Lopez questo
momento coincide con la sua interpretazione di Selena, un ruolo che le fece
conseguire tantissimi premi di pubblico e di critica e che la fece
universalmente conoscere ed apprezzare dopo anni di gavetta nelle serie tv
americane e in film nei quali ha sempre avuto parti di contorno.
Forse in Italia la figura di Selena non dice molto, ma nel mondo della musica
latina è considerata come una tra le più popolari e influenti icone musicali
ispaniche di ogni tempo. Solo poche altre celebrità con la stessa origine
possono rivaleggiare con la sua popolarità tra gli ispano-americani. La sua
tragica fine, a poche settimane dal suo ventiquattresimo compleanno, l’ha di
fatto proiettata in una dimensione ormai mitica.
Cogliamo quindi l’occasione, grazie a questa rubrica, di raccontare la sua
storia attraverso la sua musica e attraverso le immagini del biopic che il
regista Gregory Nava ha scritto e diretto due anni dopo la morte della star.

Selena Quintanilla Perez (questo il suo nome per intero) nasce in Texas
nel 1971 e vive la sua infanzia a Corpus Christi. Qui il padre, Abraham
Quintanilla Jr., che aveva fatto parte del nucleo originale dei Los Dinos,
coltiva i talenti musicali dei figli Selena, Abe (al basso), e Suzette (alla
batteria): praticamente la storia di Michael Jackson in versione femminile e
tex-mex! Il debutto di “Selena y los Dinos” avviene nel ristorante di famiglia,
che è costretto a chiudere a causa della crisi economica dei primi anni ‘80.
Abraham però non smette mai di credere nel talento della figlia e la porta in
tourneè per tutti gli anni successivi: Selena passa la sua adolescenza su un
pullman, tanto da ottenere il diploma della scuola superiore per corrispondenza.
Dopo le difficoltà iniziali (il genere “texano” prima di lei era considerato una
cosa per soli uomini) arriva il successo ed è inarrestabile. Nel frattempo si
sposa con il suo chitarrista, Chris Perez; il loro amore è dapprima ostacolato
dal padre, che poi accoglierà Chris come nuovo membro della famiglia.

Nel 1993 tiene un memorabile concerto a Houston registrando il record di
spettatori, tuttora ineguagliato, all’ Astrodome (67.000 persone in delirio).
Nel 1994 Selena vince il Grammy Award come migliore album tex-mex, dal
titolo“Live”. Sempre nello stesso anno incide l’album inedito “Amor prohibido”,
che scalza dalla vetta delle classifiche latinoamericane nientemeno che “Mi
tierra” di Gloria Estefan! Nel 1995 torna all’Astrodome di Houston per quella
che sarà la sua ultima apparizione dal vivo. E’ proprio questo concerto ad
aprire il film, che vede Abraham Quintanilla tra i produttori ed alcuni membri
dei veri Los Dinos che suonavano con Selena tra gli interpreti..

Oltre ai suoi interessi musicali, Selena è una notevole stilista. Negozi con il
suo nome vengono aperti negli anni novanta nella sua città natale e a San
Antonio, e questo diventa indirettamente causa della sua morte. Nel 1995,
infatti, la famiglia Quintanilla scopre che Yolanda Saldívar, responsabile del
fanclub di Selena e manager dei negozi di abbigliamento con il suo nome, aveva
dirottato dei fondi da queste attività, e questa scoperta porta alla decisione
di licenziarla. Selena si accorda con la Saldívar per un incontro al motel Days
Inn a Corpus Christi, la mattina del 31 marzo 1995, per ritirare dei documenti
necessari per verificare i bilanci finanziari e qui, dopo una violenta lite,
Yolanda le spara colpendola a morte.
La notizia fu uno shock in tutta America, il lutto dei suoi fans fu paragonabile
solo a quello per la morte di John Lennon o di Kennedy stesso. I suoi funerali
attirarono una folla simile a quella dei suoi concerti con circa 60.000
partecipanti dolenti, molti dei quali non statunitensi. Nella sua città natale
le sono state dedicate una statua di bronzo a grandezza naturale ed un museo.
Le vendite dei suoi dischi continuano, ancor oggi, a 15 anni dalla scomparsa, ad
essere maggiori di quelle di molti altri artisti tuttora in vita. In effetti, il
“Guinnes dei primati” considerò la possibilità di aggiungerla alle proprie
pagine come l'unica star deceduta che tuttora compete con le pop star attuali:
questo dopo averla inserita, nel 2003, come l'artista most dominating.. Anche in
ciò il parallelo con Michael Jackson è d’obbligo.
Nell’Ottobre 1995 Yolanda Sandival fu condannata all’ergastolo dalla corte di
Houston.
Nel 1996 gli artisti della casa discografica RMM, tra cui Celia Cruz, Rey
Sepulveda, Josè Alberto El Canario, Tito Nieves, e via dicendo, reinterpretarono
in chiave salsa i suoi maggiori successi, dedicandole inoltre un inedito che
diede appunto il titolo all’intero album, “Recordando a Selena”.
A parere di chi vi scrive la versione più bella è quella di “No me queda mas”,
cantata da Tito Nieves, di cui vi diamo il filmato nel quale potete vedere una
carrellata di foto della vera Selena e notare l’impressionante somiglianza con
la Jennifer Lopez di quei tempi.
a cura di: Mauro Gresolmi
A cura di:
Mauro Grisolmi
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