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SALSA
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2000
(SALSA)
Christianne Gout, Vincent Lecoeur, Catherine Samie, Michel Aumont, Roland Blanche
Regia di Joyce Sherman Buñuel
Ecco una pellicola snobbata dalla grande distribuzione cinematografica, ma
che sicuramente ha avuto il pregio di mostrare per la prima volta in una
produzione europea il mondo salsero. Uscito da noi nel 2001 è passato quasi
inosservato (potete recuperarlo grazie all’home video o sperare e pazientare in
qualche passaggio televisivo), il film mostra l’impatto che ha avuto la salsa
nel nostro continente, in questo caso a Parigi, attraverso l’immancabile storia
d’amore a tempo di musica.
Autrice della sceneggiatura, nonché regista è Joyce Sherman Buñuel: la sua
passione per la musica cubana risale ai tempi dela sua infanzia, quando viveva a
Brooklyn con i suoi genitori, i quali frequentavano i locali di musica latina
facendo tardi la notte per ballare con altri immigrati cubani e portoricani. Una
passione che la regista francese di origine ebraica ha coltivato negli anni e
che ha saputo riversare in questo suo film che, pur con i suoi limiti (le
situazioni sono al limite del paradosso e alcuni personaggi sicuramente
stereotipati), sicuramente saprà emozionare e, perché no, anche far sorridere
tutti i salseri che ancora non lo conoscono.

Protagonista della storia è Rémi Bonnet (Vincent Lecoeur), giovane
promessa del conservatorio di Tolosa, che abbandona i suoi studi di musica
classica e la chiusura mentale dela sua famiglia borghese, per suonare una volta
per tutte la musica che ama: la salsa. Si trasferisce così a Parigi, pronto ad
entrare a far parte di una delle tante band latino-americane che suonano nei
locali più alla moda. Ma c’è un ostacolo alla realizzazione del suo sogno: ha la
pelle bianca e nessuna orchestra lo vuole. Non gli resta che una soluzione: in
un mondo europeo dove migliaia di extracomunitari sognano di diventare francesi
o italiani, lui è l'unico a volere il contrario (e qui il rimando a “Soul man” è
d’obbligo!) e quindi si tinge la pelle di scuro . Diventa così Mongo (diminutivo
di Ramon), si trasferisce in casa del leggendario musicista Barreto e pur non
essendo un grande ballerino apre una scuola di salsa per francesi; qui conosce
Nathalie (Christianne Gout), una bella ragazza ostacolata da un padre
ottuso, ma spalleggiata dalla nonna che sconvolgerà la sua famiglia reazionaria
e razzista rivelando l'esistenza dell'amore della sua vita, nientemeno che un
uomo dalla pelle scura. E alla fine, dopo un altro paio di colpi di scena, si va
a Cuba, dove il sogno di Rémi di suonare in una band cubana diventa realtà, con
un concerto finale che vuole essere un omaggio alla tradizione degli happy end
dei musical hollywoodiani.

Come sempre, un discorso a parte merita la musica, protagonista del film quanto
gli attori principali: la parte del leone la fa il gruppo cubano dei “Sierra
Maestra”, che appare nel film eseguendo dal vivo tutte le musiche nelle
scene di ballo e che all’epoca fece diventare il trascinante brano “Mi musica es
tu musica” una vera e propria hit nei locali latini di tutta la Francia.
Una colonna sonora che sicuramente ha contribuito a far vincere al film il
premio «Dos Gardenias» al festival de La Havana.
Mauro Gresolmi
A cura di:
Mauro Grisolmi
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