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FILMS

Questa rubrica vuole raccogliere i vari film che hanno attinenza con la musica ed il ballo in genere. Se avete un film che ritenete debba essere segnalato scrivete a Mauro Gresolmi (greso@salsa.it)

ONCE  - 2006
(Once)

Glenn Hansard, Marketa Irglova
Regia di John Camey

"Un piccolo film intitolato Once mi ha dato abbastanza ispirazione per durare fino alla fine dell’anno”. Con queste parole il grande Steven Spielberg ha descritto questa pellicola irlandese, un vero e proprio caso unico nel suo genere. Girato in soli diciotto giorni nel gennaio 2006, il film ci ha messo un paio di anni prima di essere distribuito a livello internazionale, ma una volta arrivato nelle sale ha messo tutti d’accordo, sia critica che pubblico, sulla bellezza, spontaneità, poesia e musicalità che ha saputo suscitare. Non fa parte del circuito hollywoodiano, non ha avuto un grande battage pubblicitario, per cui è facile che vi sia sfuggito; ebbene il mio consiglio è di reperire il dvd e guardarlo, ne rimarrete folgorati. L’idea di raccontare la storia di un profondo sentimento tra un musicista di strada ed una ragazza madre venne al regista irlandese John Carney , che vantava un passato di bassista nel gruppo dei Frames. Carney contattò proprio il fondatore della band, Glenn Hansard, chiedendogli di comporre la colonna sonora. Per il ruolo di protagonista ingaggiò l’attore Cillian Murphy; quest’ultimo però era titubante alla prospettiva di recitare con un’attrice non professionista e inoltre aveva difficoltà nel cantare le canzoni composte da Hansard a causa dei frequenti cambi di tonalità. Murphy quindi lasciò perdere e il suo ruolo fu affidato ad Hansard stesso, la cui unica esperienza cinematografica risaliva a quindici anni addietro, quando interpretò il ruolo del chitarrista della band dei Commitments nell’omonimo film diretto da Alan Parker. Per il ruolo femminile fu invece scritturata la cantautrice e musicista della Repubblica Ceca Marketa Irglova, che all’epoca non aveva ancora compiuto diciotto anni. Il film fu girato in meno di venti giorni per le strade di Dublino con luce naturale, senza alcuna autorizzazione e con un teleobiettivo, in modo che i passanti non si accorgessero delle riprese e che gli attori, entrambi non professionisti, non si innervosissero per la presenza delle cineprese; per gli interni vennero utilizzate le abitazioni di alcuni amici, per limitare le spese. Il risultato fu una grande spontaneità da parte di Hansard e della Irglova, che furono così sereni da poter improvvisare anche alcuni dei dialoghi.



La trama. (Per tutta la durata del film non si sapranno mai i nomi dei due protagonisti,n.d.r.). Un ragazzo poco più che trentenne (Glenn Hansard), canta e suona la chitarra a Grafon Street nel centro di Dublino. Incuriosita ed attratta dalla sua musica, una giovane immigrata dalla Repubblica Ceca che vende fiori per strada (Marketa Irglova) le si avvicina e lo tempesta di domande riguardo le sue canzoni. Venuta a sapere che il ragazzo per vivere ripara elettrodomestici nel negozio del padre, insiste perché gli ripari il suo aspirapolvere. Si danno così appuntamento per il giorno successivo all’ora di pranzo e lì la ragazza gli confessa di essere anche lei una musicista, chiedendogli di ascoltarla: i due vanno così in un negozio di strumenti musicali dove lei solitamente suona il piano; il ragazzo gli insegna gli accordi di una sua canzone, “Falling Slowly”, e la suonano insieme con una grande intesa. Mentre poi si recano in autobus al negozio del padre, lei gli chiede della sua recente storia d’amore perduto e lui le racconta in musica di come la sua ragazza l’abbia tradito dopo anni passati assieme e se ne sia andata. Al negozio, mentre lui le ripara l’aspirapolvere, lei fa la conoscenza del padre, che sembra essere indifferente al talento musicale del figlio. Il ragazzo la invita poi a salire, ma quando le propone di fare sesso, lei se ne va offesa. Il giorno dopo lui si scusa e le cose si sistemano velocemente, così per il resto della settimana i due si frequentano, suonano, provano, registrano e si conoscono sempre più l’un l’altra.



La ragazza lo incoraggia ad andare a Londra sia per riconquistare il suo amore perduto, che per iniziare una vera carriera nel mondo della musica. Quando poi lo invita a cena, lui scopre che lei vive con la madre e con la piccola figlia. Il ragazzo decide che è giunto il momento di trasferirsi a Londra, ma prima vuole realizzare un demo da presentare alle varie case discografiche e chiede alla ragazza di aiutarlo, così lei gli fa avere, tramite un suo amico che lavora in banca, un prestito per affittare uno studio di registrazione professionale. Dopo un romantico giro in moto in sella ad una Triumph Thunderbird del 1966 lei gli rivela che è ancora sposata col padre della sua bambina e che il marito è rimasto nella Repubblica Ceca perché le cose tra loro non funzionavano: quando lui le chiede se lo ama ancora, lei le risponde in ceco: "Miluju tebe", ma si rifiuta di tradurlo (significa “E’ te che amo”, n.d.r.). Tornati in città ingaggiano altri tre musicisti per la registrazione del demo ed entrano in studio per incidere. Qui la loro mancanza di esperienza si nota, ma il tecnico del suono, colpito dalle canzoni, decide di aiutarli e dà loro una grossa mano. Durante una pausa la ragazza trova un pianoforte in una sala vuota ed inizia a suonare e cantare una canzone composta da lei per raccontare la sua frustrazione romantica (The Hill); prima di terminarla scoppia a piangere, così lui le chiede di accompagnarla a Londra, ma lei è costretta a declinare l’invito perché non se la sente di abbandonare la madre e la figlia. Alla fine delle registrazioni i due tornano verso casa e prima di salutarsi lei gli dice che ha parlato col marito, che la raggiungerà a Dublino per ricominciare la loro storia. Il ragazzo la invita a passare l’ultima notte a Dublino con lui, ma lei rifiuta, questa volta a malincuore, e lo invita a passare da lei a salutarla prima di partire. Arrivato a casa il ragazzo avverte il padre della decisione di partire per Londra e gi fa’ascoltare il demo: impressionato dalla bellezza delle canzoni del figlio, l’uomo gli dà i suoi risparmi per aiutarlo a sistemarsi a Londra. Il ragazzo però questi soldi li usa per comprare un pianoforte alla ragazza, che lo aspetta sulla porta per salutarlo; al suo posto arriva il furgone con il pianoforte, che lei suonerà in presenza di suo marito, appena arrivato a Dublino.



La colonna sonora: tutte le canzoni sono state composte da Hansard e vengono cantate quasi come se il film fosse un musical, perché sono sempre inerenti al particolare momento della narrazione della storia. “Falling Slowly” si è aggiudicata nel 2009 l’Oscar per la miglior canzone, alla cerimonia è stato John Travolta a consegnare ai due protagonisti l’ambita statuetta. “If you want me”, "Say It to Me Now”,"Lies", "The Hill",“Broken Hearted Hoover Fixer Sucker Guy" sono alcuni degli altri bellissimi brani cantati ora da Hansard, ora dalla Irglova, ora da entrambi.

                      

Curiosità:
Il film è costato centotrentamila euro, il 25% di questa somma l’ha messo di tasca propria il regista per pagare i due protagonisti. L’incasso è stato di nove milioni di dollari negli Stati Uniti e di altri venti milioni nel resto del mondo. Oltre all’Oscar come miglior canzone, la pellicola si è aggiudicata anche l’Independent Spirit Award come miglior film straniero e un National Board of Review Award nel 2007. Al termine della lavorazione del film è sbocciato l’amore tra i due protagonisti, ma non è durato a causa anche della loro differenza d’età (Hansard ha il doppio degli anni della musicista della Repubblica Ceca).

A cura di:
Mauro Grisolmi

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