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LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL'OCEANO
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1998
(La leggenda del pianista sull'oceano)
Tim Roth, Pruitt Taylor Vince, Bill Nunn, Peter Vaughan, Clarence Williams III, Mèlanie Thierry
Regia di Giuseppe Tornatore
"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a
cui raccontarla". Questa è la frase che meglio di ogni altra sintetizza il
significato de La leggenda del pianista sull'oceano. Potremo aggiungere
noi che, se a raccontarla sul grande schermo è un regista come Giuseppe
Tornatore e a musicarla un compositore come Ennio Morricone,
il risultato che si ottiene è che questa storia diventi una delle più epiche,
poetiche, commoventi e toccanti che il cinema abbia mai narrato. Il merito
principale va comunque assegnato allo scrittore torinese Alessandro
Baricco, che nel 1994 pubblicò il monologo teatrale Novecento,
da cui il film è tratto. Tornatore, affascinato da questo racconto, decise
di farne un kolossal tutto italiano, affidando però i ruoli principali ad attori
stranieri per una migliore distribuzione del film all'estero. Tim Roth,
che interpreta il protagonista, sembra nato per questo ruolo, mentre
Pruitt Taylor Vince, attore non molto conosciuto, si è dimostrato
un'autentica rivelazione per la sua bravura ed intensità. Il film uscì nel 1998,
ricevette numerosi premi ed ebbe un discreto successo di pubblico, ma ebbe anche
la disgrazia di essere nelle sale quasi in contemporanea con Titanic,
altra pellicola ambientata su un piroscafo, che ne oscurò la fama. Negli Stati
Uniti fu poi penalizzato dal fatto che, come avvenne in occasione precedente
lavoro del regista siciliano, Nuovo Cinema Paradiso, molte scene furono
tagliate per arrivare ad una durata complessiva di due ore. Solo quando il film
uscì per il mercato dell' Home Video il pubblico americano potette gustarsi la
versione integrale di due ore e quaranta minuti, di gran lunga migliore e più
completa. Poco importa,
nel corso del tempo la bellezza de La leggenda del pianista sull'Oceano
è venuta fuori alla distanza e le sue scene, le battute e le musiche sono
rimaste nella memoria del pubblico con maggior affetto di quanto lo siano state
quelle del pluripremiato kolossal di James Cameron.

Un film come questo non poteva mancare nella nostra rubrica, sia per quanto
riguarda la vicenda narrata, e cioè quella di un'intera vita consacrata al
pianoforte e alla musica, sia per rendere omaggio ad uno dei più grandi
compositori di musica da film di ogni tempo, il maestro Ennio Morricone.
La trama. Giunto in un negozio di strumenti musicali per
vendere la sua vecchia tromba, il musicista Max Tooney (Pruitt
Taylor Vince), racconta all'anziano proprietario del negozio (Peter Vaughan) la
storia del più grande pianista che sia mai vissuto. Tutto ha inizio quando
Danny Boodman (Bill Nunn), un macchinista di colore che lavora
sul transatlantico Virginian, trova un neonato abbandonato in una
cassetta di limoni nel salone delle feste della prima classe della nave; decide
di chiamarlo col suo nome, aggiungendovi quello scritto sulla cassetta ,
T.D.Lemon, ed il secolo dell'anno in cui il bimbo è stato trovato,
Novecento. E' proprio con l'ultimo di questi appellativi
che il bambino sarà chiamato da tutti. Danny, infatti, decide di allevarlo di
nascosto, per non che glielo portino via. Novecento vivrà i primi anni della sua
infanzia nella sala macchine del piroscafo, uscendo di quando in quando e
conquistandosi l'affetto di tutti gli altri membri dell'equipaggio. Quando il
padre di Novecento muore per un incidente sul lavoro, il bambino si nasconde per
sfuggire alla polizia, fatta salire a bordo dal capitano Smith
(Harry Ditson) per farlotrasferire in orfanotrofio. Novecento pare essere
letteralmente scomparso, ma riappare qualche notte più tardi, quando la nave ha
ormai ripreso il largo, in prima classe intento a suonare il pianoforte con una
sorprendente bravura.

Col passare degli anni diventa il pianista dell'orchestra
della nave, facendo arrabbiare quasi sempre il suo direttore per le sue continue
improvvisazioni e deliziando da solo anche i passeggeri di terza classe, il
tutto senza mai essere sceso una volta dal transatlantico. E' in questo periodo
che conosce il trombettista Max, col quale, dopo avergli insegnato a tempo di
valzer a non soffrire il mal di mare, stringe una lunga e
sincera amicizia. La notizia delle sue incredibili doti di virtuoso della
tastiera giungono all'orecchio di "Jelly Roll" Morton (Clarence
Williams III), l'inventore del Jazz, che lo sfida ad un
duello all'ultima nota: proprio quando sembra che Jelly
Roll stia per avere la meglio, Novecento lo umilia sfoderando tutta la sua
abilità. La sua vera bravura, però, non sta solo nella tecnica, ma anche nel
saper
"leggere" le persone e trasformare in musica il loro modo
di essere ed i loro pensieri. Dal momento che non vuole mai scendere dalla nave,
Max fa salire a bordo un impresario che allestisce una piccola sala di
registrazione per incidere la musica di Novecento, proprio nel periodo in cui si
trova sulla nave una ragazza (Mèlanie Thierry) di cui lui è perdutamente
innamorato, anche se non trova il coraggio di dichiararsi. Ispirato dalla
ragazza, Novecento incide un
brano di intensa bellezza e poesia, poi cerca di donarle
l'unica copia e, non riuscendovi, la distrugge, gettandola all'interno del
pianoforte. Un giorno si decide finalmente a scendere dalla nave, saluta
commosso tutto l'equipaggio e si avvia sulla scaletta. Arrivato a metà strada,
però, si ferma ad osservare il paesaggio, getta il cappello, si gira e torna
indietro senza spiegare a nessuno il perché di quella decisione. Alla vigilia
della Seconda Guerra mondiale Max decide di lasciare il Virginian e di
cambiar vita. Passano gli anni e, quando il piroscafo è in disarmo e sul punto
di essere fatto esplodere, Max torna a bordo, convinto di ritrovare Novecento,
dal momento che, conoscendolo meglio di chiunque altro, sa che lui è ancora a
bordo. Lo ritrova, scoprendo che negli anni della guerra è rimasto a far
compagnia con la sua musica ai soldati feriti ricoverati sulla nave, che nel
frattempo era diventata un ospedale militare. Max fa un ultimo tentativo di
convincerlo ad abbandonare la nave, per tutta risposta Novecento
gli spiega finalmente perché quel fatidico giorno non scese
dal Virginian. A Max non resta che lasciare la nave per vederla
esplodere da lontano col suo amico a bordo. La narrazione è terminata e il
vecchio negoziante, pur avendogliela già pagata, lascia che Max si tenga la sua
tromba, dopotutto "Una bella storia vale più di una vecchia tromba".

La colonna sonora. Lo score originale è stato composto ed
orchestrato da Ennio Morricone, tranne il Magic Waltz, composto dal
jazzista Amedeo Tommasi. I brani usati nel duello invece sono
The Crave (nel disco della soundtrack c'è una versione suonata dal vero
Ferdinand "Jelly Roll" Morton) ed Enduring Movement, una melodia che di solito
viene eseguita a quattro mani. Nè Tim Roth, nè Clarence Williams III sapevano
suonare il pianoforte, per cui tutti i brani sono stati eseguiti dalla pianista
Glda Buttà, dell'orchestra Sinfonietta di Roma, che
accompagna Morricone anche durante i suoi concerti dal vivo.
Curiosità: il film è stato girato a Roma, presso l'ex mattatoio
del rione Testaccio: qui la sagoma del Virginian è rimasta visibile per
mesi da molti punti della città. Altri esterni del film sono stati girati ad
Odessa. Un transatlantico di nome Virginian è esistito realmente, ed è stato
smantellato nel 1954, a quarantanove anni dal suo varo. La nave è stata ricreata
sui modelli del Lusitania e del Mauritania, due
piroscafi di quell'epoca. Nell'edizione italiana il doppiatore di Jelly Roll
Morton è Idris, il popolare giornalista-tifoso juventino di
"Quelli che il calcio". Nel numero 2737 di Topolino è apparsa una
parodia del monologo di Baricco, da lui stesso supervisionata, dal titolo
"La vera storia di Novecento", con Pippo nel ruolo del pianista e Topolino
in quello di Max. (fonte: Wikipedia).
Mauro Gresolmi
A cura di:
Mauro Grisolmi
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