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FILMS

Questa rubrica vuole raccogliere i vari film che hanno attinenza con la musica ed il ballo in genere. Se avete un film che ritenete debba essere segnalato scrivete a Mauro Gresolmi (greso@salsa.it)

JESUS CHRIST SUPERSTAR  - 1973
(Jesus Christ Superstar)

Ted Neeley, Carl Anderson, Yvonne Ellimann, Barry Dennen, Bob Bingham, Larry Marshall, Josh Mostel, Kurt Yaghjian, Paul Thomas
Regia di Norman Jewison

Jesus Christ Superstar è un’opera rock firmata da due dei più grandi compositori di musicals di sempre, Andrew Lloyd-Webber (musiche) e Tim Rice (Testi). Prima che lo spettacolo andasse in scena a Broadway, venne realizzato un doppio album nel 1970, dove il ruolo di Gesù era sostenuto da Jan Gillan (cantante dei Deep Purple) e quello di giuda da Murray Head (che negli anni ottanta diventò famoso col brano “One Night in Bangkook”,sempre tratta da un altro musical di Webber-Rice,dal titolo “Chess”). Nel 1971 lo spettacolo debuttò dapprima a Broadway, dove rimase in scena per diciotto mesi, poi a Londra nel West End, dove battè ogni record precedente, venendo rappresentato consecutivamente per ben otto anni. Come sempre avviene in questi casi, l’industria cinematografica non rimase indifferente a questo successo e pensò ad una versione su grande schermo. Fu proprio Barry Dennen, che ricopriva il ruolo di Ponzio Pilato ad avanzare la candidatura di Norman Jewison, conosciuto sul set di un altro film, come regista. La pellicola è stata girata tutta in Terra Santa ad Israele, in alcuni luoghi dove si svolsero le vicende narrate nei Vangeli. I personaggi principali vennero interpretati dagli stessi attori della versione teatrale, eccezion fatto proprio per i due protagonisti: il ruolo di Gesù e Giuda venne affidato, infatti, a Ted Neeley e a Carl Anderson, che a Broadway avevano parti minori. Uscito nelle sale nel 1973 e perseguitato dalle stesse polemiche che lo accompagnavano ormai da tre anni, il film contribuì a fare di Jesus Christ Superstar l’opera rock più famosa di sempre. Per i pochi che ancora non sapessero cosa sia un’opera rock, specifichiamo che questa forma di spettacolo si differenzia dal musical per il fatto di essere interamente cantata, mentre il musical alterna momenti cantati e coreografici ad altri recitati.



La trama:
Un gruppo di hippies arriva con un autobus in Terra Santa, scaricano costumi ed oggetti di scena e si preparano a rappresentare così gli ultimi giorni della vita di Cristo. Il film racconta le vicende dell’ultima settimana della vita di Gesù (Ted Neeley), a partire dal momento appena precedente alla sua entrata in Gerusalemme, fino ad arrivare alla sua crocifissione, al termine della quale tutto il cast ripone ogni cosa nell’autobus e se ne riparte al tramonto, lasciando solo la croce in cima ad una collina. Gli episodi della passione di Cristo li conosciamo tutti, sicuramente la novità sta nel taglio narrativo che viene loro dato: innanzitutto, per la prima ed unica volta, la storia è narrata dal punto di vista di Giuda (Carl Anderson); è lui il vero protagonista del film, qui visto come una figura razionale ed umana, sempre coerente, più vittima suo malgrado di un disegno più grande di lui, che traditore vero e proprio. §



I dubbi e le previsioni che fa all’inizio si avvereranno puntualmente nel corso della storia: il messaggio di Gesù è stato frainteso dai suoi seguaci, e quando questi si renderanno conto che lui non li guiderà alla ribellione contro Roma, gli si rivolteranno contro e gli faranno del male. Anche la figura di Gesù appare sotto un’ottica del tutto nuova: viene spogliato di tutto quanto ci sia di divino e viene visto solamente come un essere umano con i suoi dubbi e le sue debolezze ( si rifiuterà di guarire i lebbrosi e prima del suo arresto confesserà di aver paura di morire). Altro personaggio chiave è quello di Maria Maddalena (Yvonne Ellimann), che si strugge per l’impossibilità di amare Gesù come una persona normale senza comprenderne fino in fondo il motivo. Eccezionale anche la trovata di inserire degli anacronismi nella storia, dall’apparizione di Jet e carri armati, ai soldati romani con tanto di mitra ed elmetto da soldati contemporanei, dai mercanti nel tempio che spacciano droga, vendono armi e cambiano banconote; tutto questo ha contribuito a rafforzare l’attualità del messaggio di pace e di amore che Gesù ci ha lasciato.



La colonna sonora:
Trattandosi di un’opera, ogni canzone è legata all’altra ai fini dello sviluppo della trama, per cui bisognerebbe ascoltarle tutte nell’ordine della track-list per apprezzarne appieno la loro bellezza. Dovendo selezionare le migliori allora segnaliamo “Superstar”, “I don’t know how to love him”, “Everything’s Alright” per la loro musicalità, “Haeven on their minds”, “Gethsemane (I only want to say)”, per apprezzare le non comuni doti canore dei protagonisti.



Le polemiche e i versi modificati:
Sin dai tempi della sua uscita a teatro, l’opera fece insorgere e proteste di gruppi fondamentalisti, sia ebraici che cristiani. Per i primi la rappresentazione della folla che incita alla crocifissione venne vista come antisemita. Per i secondi era la totale assenza di divinità di Gesù a suscitare le proteste. Prima di venire distribuito, il film fu sottoposto al vaglio dell'Osservatore Romano. Considerato inizialmente dall'opinione pubblica italiana blasfemo perché accostava i Vangeli con la cultura hippie, riscosse dopo la sua uscita un immediato consenso sia di laici che di religiosi. Il Vaticano stesso intervenì in suo favore, dicendo che il film era il miglior mezzo per far arrivare il messaggio di Cristo ai giovani. Tuttavia, proprio per rendere il film più accettabile dalla comunità cristiana, alcuni versi di alcune canzoni furono modificati nella trasposizione cinematografica, rispetto a quella teatrale.
Ecco quali:
• quando Gesù si rifiuta di guarire i lebbrosi l'esclamazione "Heal yourselves!" (guaritevi da soli) è diventato "Leave me alone!" (lasciatemi stare)
• interrogato da Pilato, Gesù risponde "There may be a kingdom for me somewhere, if I only knew" (ci potrebbe essere per me un regno da qualche altra parte, se solo io sapessi), che nel film è diventato "if you only knew" (se solo voi sapeste).
• Prima che Giuda s’impicchi, il verso "What you have done will be the saving of Israel" (Quello che hai fatto sarà la salvezza di Israele) è diventato "...the saving of everyone." (la salvezza di tutti).



Curiosità:
Questa è l'unica pellicola sulla vita di Cristo in cui non c'è la Madonna e in cui Gesù non compie miracoli. Il film è stato girato in Israele (principalmente presso le rovine di Avdat, nel deserto del Negev) e in altre zone del Medio Oriente. Le rovine in cui sono ambientate le scene di Hannah e Caifa sono quelle del palazzo originale dei Sommi Sacerdoti. Le impalcature furono trovate in loco dalla troupe e lasciate per scelta registica. I jet che sfrecciano in cielo subito dopo che Giuda accetta di tradire Gesù appartengono all'aeronautica militare israeliana. Norman Jewison chiese un permesso speciale al governo e ottenne che due caccia deviassero il loro percorso e passassero sopra la zona delle riprese: il regista ebbe a propria disposizione un solo ciak. Al termine dell’intro di “The Last Supper” (L’ultima cena), Gesù e gli Apostoli assumono per un fermo di un paio di secondi la stessa posizione in cui sono dipinti nel Cenacolo di Leonardo da Vinci.

        

L'attore Paul Thomas, che impersona Pietro, entrò in seguito nel mondo del cinema a luci rosse, dapprima come prolifico interprete, poi, dalla metà degli anni 80, come regista e produttore. Per la loro interpretazione, rispettivamente di Gesù e Giuda, Ted Neeley e Carl Anderson sono stati candidati al Golden Globe. A teatro l’opera ha continuato ad essere rappresentata: tra le edizioni più famose quella del 1992, con Neeley ed Anderson ancora nei panni di Gesù e Giuda, affiancati da Irene Cara nel ruolo di Maria Maddalena, che rimase in scena per cinque anni. In Italia nel 1999-2000 Carl Anderson era ancora Giuda,mentre il ruolo di Maria Maddalena fu affidato ad Amy Stewart. Da segnalare che all’epoca dell’uscita del film anche Mina ed Adriano Celentano resero omaggio all’opera cantandone alcune canzoni nei loro programmi del sabato sera. Nel 2004 Carl Anderson morì di leucemia, al suo funerale Ted Neeeley ha cantato “Gethsemane (I only want to say)”, facendo commuovere tutti i presenti.

A cura di:
Mauro Grisolmi

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