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FILMS

Questa rubrica vuole raccogliere i vari film che hanno attinenza con la musica ed il ballo in genere. Se avete un film che ritenete debba essere segnalato scrivete a Mauro Gresolmi (greso@salsa.it)

IL CICLONE  - 1996
(Il Ciclone)

Leonardo Pieraccioni, Lorenza Forteza, Barbara Enrichi, Massimo Ceccherini, Sergio Forconi, Alessandro Haber, Tosca D’Aquino, Paolo Hendel, Benedetta Mazzini, Natalia Estrada, Mario Monicelli
Regia di Leonardo Pieraccioni

Questo è il secondo film in cui Leonardo Pieraccioni si dedica alla regia, dopo l’esordio, con successo de ‘I Laureti’ e fu un successo stratosferico, il film incassò complessivamente oltre 75 miliardi di lire nelle sale cinematografiche, record nella stagione 1996/1997, cifre mai più raggiunte nelle successive produzioni, vincendo anche 3 premi David di Donatello e quello di ‘Miglior Attrice Non Protagonista’ (per Barbara Enrichi)
In un paesino della Toscana vive la famiglia Quarini, il padre Osvaldo (Sergio Forconi) con i tre figli Levante (Leonardo Pieraccioni), giovane ragioniere della provincia toscana che vive insoddisfatto il suo rapporto con le donne, Libero (Massimo Ceccherini), che dipinge quadri con domande teologiche e Selvaggia (Barbara Enrichi), la quale è lesbica ed è fidanzata segretamente con la farmacista del paese (Benedetta Mazzini).
Levante, quando va in paese con il suo Motobecane 50V type luxe, si ferma sempre nel vicino casolare e da lontano parla con Gino (voce di Mario Monicelli), un contadino che non si vede mai e di cui si sente solo la voce.



Una sera un cartello caduto dell'agriturismo ‘Arcobaleno’ fa sì che un pullman con un compagnia di ballerine di flamenco, giunte per un recital in città, giunga invece nel casolare della famiglia Quarini. La compagnia è formata da un amministratore, due tecnici e cinque bellissime ballerine. Non avendo altre possibilità, il gruppo si insedia in casa Quarini, portando lo scompiglio più incredibile.
Il vecchio Osvaldo ritrova slanci giovanili nel veder ballare il flamenco da queste bellissime ballerine, Levante si innamora perdutamente di Caterina (Lorena Forteza), che però sta vivendo una storia burrascosa con un altro uomo, mentre Selvaggia è attratta da Penelope (Natalia Estrada). Una chicca la scena in cui si ritroveranno al ristorante ‘Beatrice’ di Firenze dove un'impagabile Tosca D'Aquino (nel ruolo di Carlina) darà il meglio di sé simulando amplessi inimmaginabili (senza dimenticare il suo ritornello: “piripì…”)



Lo spettacolo previsto, invece, viene annullato. Naldone (Alessandro Haber), l'amministratore, è disperato e senza soldi, tenta il suicidio ma a salvarlo arriva Franca, la barista, già fidanzata con il meccanico Pippo (Paolo Hendel), che si innamora di lui ed è ricambiata, tanto che, alla fine del film Naldone e la barista si sposeranno.
Levante e Caterina passano momenti insieme e l'amore tra loro si consolida quando Caterina decide di lasciare il suo superficiale fidanzato che era venuto a trovarla.
Alla fine la compagnia di ballo riesce a ripartire, ma Levante segue Caterina in Spagna. Qui i due, sposati, sono in attesa di un figlio, e Levante ha ripreso il proprio mestiere di ragioniere in terra spagnola.
Dopo il ciclone poco è cambiato nella vita di Levante.
Per gli amanti delle curiosità, la cascina, casa dei protagonisti del film, si trova a Laterina, paesino immerso nelle campagne toscane in provincia di Arezzo, mentre le scene all'interno del paese sono state girate nei borghi di Poppi e Stia, entrambi comuni della vallata del Casentino.



Poiché il film è così incentrato sul flamenco, tradizionale stile di danza e musica che arriva dall'Andalusia, in Spagna, mi par giusto dare una segnalazione più corposa su questo ballo.
Le notizie sotto riportate sono state prese dal sito www.danzadance.com/flamenco.
Influenzato dal popolo nomade dei Gitani, il flamenco affonda le sue radici nella cultura dei Mori e degli Ebrei.
Questo stile, all'origine veniva praticato solo nella zona dell'Andalusia ma oggi il flamenco fa parte della cultura e della tradizione musicale della Spagna intera.
Parlare di Flamenco, però, solo come danza significa ridurlo notevolmente. Il flamenco è uno stile di vita. Nasce come canto, senza musica (a palo seco); chitarra e danza si aggiunsero in seguito.

 


Il flamenco oggi è una musica viva, che continua ad evolversi e nella realtà di chi la vive è piuttosto differente dalla visione stereotipata del ventaglio e delle nacchere (castañuelas).
Nacchere e ventaglio sono presenti solo in alcuni generi "afflamencati", ossia generi tradizionali spagnoli, afflamencati in seguito (come ad esempio la sevillana e la guajira).
Nell'esecuzione del ballo si usano scarpe chiodate.
La base del flamenco è il ritmo (compas) che raccoglie più di 40 generi differenti (palos), ognuno con un suo ritmo.
Si va dai ritmi semplici (3/4, 4/4 ecc. ) a quelli composti.
Ad esempio, uno dei generi è il Tango Flamenco: è un ‘palo’ (un genere del flamenco) dal ritmo arrembante, composto da sequenze che si susseguono incalzanti e vive.
Le parole sono sempre allegre, la danza calda e sensuale, la chitarra travolgente e pulsante.
Il canto consta di strofe (letras) con tre o quattro versi octosillabi.
Il canto si sviluppa in cicli di 8 tempi, il compas è di 4/4.
Importante segnalare che questo genere è più antico del tango argentino e non ha nulla a che vedere con quest'ultimo, nonostante la somiglianza del nome.

A cura di:
Mauro Grisolmi

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